Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1868 del 21/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 21/01/2022, (ud. 06/10/2021, dep. 21/01/2022), n.1868

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCIOTTI Lucio – Presidente –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 32726-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

B.U., C.L.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 846/1/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della LIGURIA, depositata il 26/06/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 06/10/2021 dal Consigliere Relatore Dott. VITTORIO

RAGONESI.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Commissione tributaria provinciale di Genova, con sentenza n. 676/16, sez. 4, accoglieva i ricorsi riuniti proposti da B.U. e C.L. avverso l’avviso di liquidazione (OMISSIS) per imposta registro 2015.

Avverso detta decisione l’Agenzia delle entrate proponeva appello innanzi alla CTR Liguria che, con sentenza 846/2018, rigettava l’impugnazione.

Avverso la detta sentenza ha proposto ricorso per Cassazione l’Agenzia delle entrate sulla base di un motivo.

I contribuenti non hanno resistito con controricorso.

La causa è stata discussa in Camera di consiglio ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo di ricorso l’Agenzia deduce che l’atto di transazione con il quale l’azienda ceduta dalla C.L. ad un venditore con riserva di proprietà veniva retrocessa alla prima per mancato pagamento del prezzo doveva essere sottoposta ad imposta di registro proporzionale anziché fissa come ritenuto dalla Commissione regionale.

Va preliminarmente dichiarata l’inammissibilità del ricorso proposto nei confronti di C.L. in quanto la sentenza della Commissione tributaria regionale ha dichiarato la predetta carente di legittimazione passiva estromettendola dal giudizio.

Tale decisione non è stata oggetto di impugnazione da parte dell’Agenzia onde la stessa è divenuta cosa giudicata.

Ciò posto, il motivo di ricorso è manifestamente fondato.

Va premesso che nel caso di specie trova applicazione il D.P.R. n. 131 del 1986 (T.U. imposta di registro), art. 27, che stabilisce quanto segue.

1. Gli atti sottoposti a condizione sospensiva sono registrati con il pagamento dell’imposta in misura fissa.

2. Quando la condizione si verifica, o l’atto produce i suoi effetti prima dell’avverarsi di essa, si riscuote la differenza tra l’imposta dovuta secondo le norme vigenti al momento della formazione dell’atto e quella pagata in sede di registrazione.

3. Non sono considerati sottoposti a condizione sospensiva le vendite con riserva di proprietà. e gli atti sottoposti a condizione che ne fanno dipendere gli effetti dalla mera volontà dell’acquirente o del creditore. (omissis)

Questa Corte con la sentenza del 21.5.98 n. 5075 ha già avuto occasione di pronunciarsi sulla applicazione della predetta norma al contratto con riserva di proprietà affermando che in virtù del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 27, comma 3 “le vendite con riserva di proprietà non sono considerate sottoposte a condizione sospensiva, il che significa che ai fini della legge di registro, diversamente dalla disciplina civilistica, il contratto in questione produce l’immediato trasferimento della proprietà all’acquirente (omissis).

Pertanto il contratto, con il quale le parti sciolgono una vendita con riserva di proprietà in conseguenza del mancato pagamento del prezzo, non costituisce per la legge di registro un negozio ricognitivo di un effetto già verificatosi in conseguenza di detto inadempimento, ma produce esso stesso l’effetto di risolvere il precedente contratto, ponendone nel nulla gli effetti con conseguente retrocessione del bene all’originario proprietario…… (omissis).

Sulla scorta delle predette valutazioni la sentenza in esame ha concluso che “nel caso di risoluzione di un contratto di vendita con riserva di proprietà, il contratto con il quale viene convenuta la risoluzione di detta vendita, comportando la retrocessione del bene oggetto del contratto risolto (cosa che per la legge di registro si verifica anche nella ipotesi di vendita con riserva di proprietà, dato che tale normativa considera detta vendita immediatamente produttiva dell’effetto traslativo), deve essere assoggettato alla imposta proporzionale di registro da applicarsi con la aliquota prevista per i trasferimenti immobiliari.

Alla luce del predetto precedente, cui il Collegio ritiene di dover dare seguito, il ricorso va accolto con conseguente cassazione della sentenza impugnata e, non apparendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la causa può essere decisa con il rigetto l’originario ricorso del B. che condanna alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità, liquidate come da dispositivo oltre spese prenotate a debito.

La peculiarità della vicenda giustifica la compensazione delle spese relativamente ai gradi di merito. Non si procede a liquidazione di spese nei confronti della C. non avendo questa svolto attività difensiva. In relazione a tale profilo la ricorrente soccombente non è tenuta al pagamento dell’ulteriore contributo unificato essendo stata ammessa alla prenotazione a debito.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso proposto nei confronti di C.L.,lo accoglie nei confronti di B.U.,cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso del contribuente, che condanna alla rifusione delle spese processuali di legittimità, liquidate in Euro 2.300,00; si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale; compensa le spese dei gradi di merito; nulla per le spese riguardo alla C..

Così deciso in Roma, il 6 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 21 gennaio 2022

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