Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18651 del 12/09/2011

Cassazione civile sez. III, 12/09/2011, (ud. 06/07/2011, dep. 12/09/2011), n.18651

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –

Dott. SEGRETO Antonio – rel. Consigliere –

Dott. CARLEO Giovanni – Consigliere –

Dott. GIACALONE Giovanni – Consigliere –

Dott. LANZILLO Raffaella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 17737-2009 proposto da:

V.E. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA LAZIO 20-C, presso lo studio dell’avvocato COGGIATTI

CLAUDIO, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato

GIAMMARCO ENRICO giusto mandato in atti;

– ricorrente –

contro

STS SRL (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro

tempore dott. T.E., elettivamente domiciliata in ROMA,

VIA GIUSEPPE FERRARI 11, presso lo studio dell’avvocato PACIFICO

ANTONIO, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato

RINALDINI GUIDO LUIGI, giusto mandato in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 97/2009 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI,

depositata il 23/03/2009; R.G.N. 524/2006.

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

06/07/2011 dal Consigliere Dott. ANTONIO SEGRETO;

udito l’Avvocato COGGIATI CLAUDIO;

udito l’Avvocato PACIFICO ANTONIO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale dott.

APICE Umberto che ha concluso per il rigetto.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

V.E. conveniva davanti al tribunale di Cagliari la S.T.S. e proponeva opposizione a decreto ingiuntivo notificatogli il 5.4.2003, con cui gli era ingiunto il pagamento della somma di Euro 193.671,33 in favore della S.T.S. s.r.l., sulla base di una scrittura privata con cui il V. riconosceva che la STS aveva rilasciato una fideiussione alla Cassa Rurale di Albiano ed Aita Va di Cembra per L. 375 milioni a garanzia delle obbligazioni della ditta Interservice di D.G. e che in caso di escussione della fideiussione la STS avrebbe avuto diritto di rivalsa nei suoi confronti. La STS nel richiedere il d.i. aveva dedotto l’escussione della fideiussione, poichè la Cassa aveva ottenuto dalla Banca di Sassari, a sua volta fideiussore della Cassa nell’interesse della STS, il pagamento di quanto dovuto, con riferimento al debito del D..

Il V. invece negò che la fideiussione della STS, indicata nella scrittura privata da lui sottoscritta, fosse stata escussa dalla Cassa rurale, la quale aveva chiesto ed ottenuto il pagamento della Banca di Sassari, fideiussore della STS in base ad un rapporto al quale egli si professava estraneo. Il tribunale accoglieva l’opposizione.

La Corte di appello di Cagliari, adita dalla s.r.l. STS, con sentenza del 23 marzo 2009, rigettava l’opposizione.

Riteneva la corte di appello che la Banca di Sassari aveva garantito l’obbligo fideiussorio della STS verso la Cassa; che la STS non aveva onorato il proprio debito verso la banca; che nella fattispecie si trattava della stessa garanzia, poichè il V. non aveva dedotto l’esistenza di altri debiti della STS srl, per i quali era intervenuta la garanzia della banca.

Avverso questa sentenza ha proposto ricorso per cassazione V. E.. Resiste con controricorso la STS s.r.l..

Il V. e la STS hanno presentato memorie.

Il Collegio ha raccomandato una motivazione semplificata.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1.1. Con i primo motivo di ricorso il ricorrente lamenta la motivazione contraddittoria della sentenza sull’identificazione dell’obbligazione garantita e segnatamente in merito all’interpretazione del contenuto della fideiussione prestata dalla banca nei confronti della Cassa (ex art. 365 c.p.c.).

1.2. Con i secondo motivo di ricorso il ricorrente lamenta la motivazione contraddittoria in merito alla ritenuta avvenuta escussione della fideiussione prestata da STS alla cassa rurale a garanzia del debito di Interservice.

1.3.Con il terzo motivo di ricorso il ricorrente lamenta Sa motivazione insufficiente in merito alla pretesa strumentalità della fideiussione, rilasciata da Banca di Sassari, per garantire l’obbligazione fideiussoria assunta da STS verso la Cassa rurale a garanzia del debito di Interservice.

Ritiene questa Corte che i suddetti tre motivi di ricorso sono infondati.

La corte di merito ha ricostruito il collegamento tra fideiussioni, nonchè l’avvenuta escussione della garanzia prestata da STS sulla base dell’interpretazione della documentazione prodotta ed essenzialmente delle fideiussioni.

Con le censure il ricorrente richiede una diversa interpretazione di tali documenti negoziali, rispetto a quella effettuata dal giudice di merito, nonchè una diversa ricostruzione dei fatti.

Osserva questa Corte che da un lato che la parte, che denunzi in cassazione l’erronea determinazione della volontà negoziale effettuata dal giudice di merito, è tenuta ad indicare e dimostrare quali canoni o criteri interpretativi siano stati violati e dall’altra che la motivazione adottata dalla corte di merito nella ricostruzione dei fatti non è esente da censure perchè si fonda proprio su documentazione erroneamente interpretata.

Nella fattispecie il giudice di appello ha rilevato, con motivazione immune da censure in questa sede di legittimità, che il collegamento tra il debito di STS e la garanzia prestata dalla Banca di Sassari, emergeva in modo chiaro dalla lettera inviata dalla stessa banca e che lo stesso V. non aveva mai dedotto l’esistenza di altri debiti della STS verso la Banca di Sassari.

Con il quarto motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione degli artt. 1936, 1937 e 1346 c.c. e l’indebita estensione, oltre il pattuito, dell’obbligazione di garanzia del fideiussore del fideiussore. Il motivo si conclude con il seguente quesito di diritto, dopo aver rilevato che la ed. fideiussione del fideiussore costituisce un autonomo negozio “Il fideiussore, che abbia assunto nei confronti di altro fideiussore l’obbligazione, per garantire a quest’ultimo il rimborso di quanto versato al creditore garantito in ragione della garanzia prestata, risponde solo per quanto versato dal fideiussore al creditore garantito, in ragione della garanzia prestata, ma non è tenuto, in difetto di specifica pattuizione, al rimborso al fideiussore garantito delle somme che questo abbia dovuto pagare, in via di regresso, ad un terzo che abbia, su richiesta di questi, prestato separata garanzia fideiussoria al creditore principale”.

4. Ritiene questa Corte che il motivo è inammissibile per mancato rispetto del dettato di cui all’art. 366 bis c.p.c., applicabile alla fattispecie per essere stata la sentenza impugnata pubblicata anteriormente all’entrata in vigore della L. 18 giugno 2009, n. 69.

Il quesito di diritto che, ai sensi dell’art. 366 bis cod. proc. civ., la parte ha l’onere di formulare espressamente nel ricorso per cassazione a pena di inammissibilità, deve consistere in una chiara sintesi logico-giuridica della questione sottoposta al vaglio del giudice di legittimità, poichè la norma di cui all’art. 366 bis c.p.c. è finalizzata a porre il giudice della legittimità in condizione di comprendere – in base alla sola sua lettura – l’errore di diritto asseritamente compiuto dal giudice e di rispondere al quesito medesimo enunciando una “regula iuris”. (Cass. Sez. Unite, 05/02/2008, n. 2658). Nella specie il quesito di diritto, così come posto, è astratto, non rappresentando gli elementi della fattispecie concreta e risolvendosi in una generica affermazione di un principio giuridico, con la conseguenza che questo va dichiarato inammissibile (Cass. 25.9.2007, n. 19892).

5. Il ricorso va, pertanto rigettato.

Il ricorrente va condannato al pagamento delle spese del giudizio di cassazione sostenute dalla resistente e liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione sostenute dalla resistente e liquidate in complessivi Euro 5200,00, di cui 200,00 per spese, oltre spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 6 luglio 2011.

Depositato in Cancelleria il 12 settembre 2011

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