Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18582 del 13/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 18582 Anno 2018
Presidente: MANNA FELICE
Relatore: ORICCHIO ANTONIO

ORDINANZA
sul ricorso) 1(1441-2()17 proposto da:
P( )M1’11 AO Al 31.1n0, elettivamente domiciliato in ROMA, VIALK
(Ld PPl MAZZINI 123, presso lo studio dell’avvocato)
I .1’1X )VICO Al DO PA( ANO, che lo rappresenta e difende;
– ricorrente contro
)MPI LI O ./V1 ESSANDRA;
– intimata avverso la sentenza n. 6237/2(116 della (X )1ZTI, 1)’APP11,L0 di
R()MA, depositata il 2(1/1(1/2(116;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 18/()4/2018 dal Consigliere Dott. ANTONIO
( )R1( :C1110.

Data pubblicazione: 13/07/2018

Rilevato che :
è stata impugnata da Pompilio Alberto la sentenza n.
6237/2016 della Corte di Appello di Roma con ricorso
fondato su. tre motivi e non resistito dalla parte intimata.
Giova, anche al fine di una migliore comprensione della

del tipo di decisione da adottare, quanto segue.
La gravata decisione della Corte territoriale confermava
l’appellata sentenza inter partes del Tribunale di Roma n.
23872/2009, fatta eccezione della regolamentazione della
spese (determinata dalla Corte territoriale, in parziale
accoglimento del gravame innanzi ad essa interposto, con
compensazione in ragione della metà).
La sentenza del Giudice di prime cure rigettava la domanda
svolta dall’odierno ricorrente al fine di far accertare
l’inadempimento della propria sorella in ordine all’impegno
di effettuare i lavori necessari alla divisione di un loro
immobile in comproprietà.
CONSIDERATO in DIRITTO
1.- Col primo motivo del ricorso si censura il vizio di
violazione e falsa applicazione dell’art. 354 c.p.c..
L’impugnata sentenza -secondo la prospettazione di parte
ricorrente- avrebbe errato nell’ammettere e valutare la
documentazione in atti versata (ovvero la sentenza emessa

fattispecie in giudizio, riepilogare , in breve e tenuto conto

dal Tribunale di Civitavecchia passata in giudicato in data
12 marzo 2013).
1.1.- Il motivo non è fondato.
La Corte distrettuale ha , innanzitutto, evidenziato come
quella sentenza “incideva sul’interesse” e , quindi, rivestiva

motivato dalla Corte stessa.
Tale

corretta valutazione, rientrante nell’ambito delle

prerogative proprie del Giudice di appello in tema di
decisività del documento travalica anche le ulteriori censure
svolte col motivo (date di emissione e passaggio in giudicato
della detta decisione del Tribunale di Civitavecchia rispetto
alle date di introduzione del giudizio innanzi al Tribunale di
Roma ed udienza di precisazione delle conclusioni).
La Corte , d’altro canto, ha dato conto che la succitata
decisione dell’altro Tribunale, pur allegata con comparsa
conclusionale, ben poteva essere in tale modo portata a
conoscenza del Giudice in ragione della data del suo
passaggio in giudicato.
In ogni caso -si ribadisce- la

sentenza prodotta e

considerata al fine del decidere ben poteva essere ritenuta
di valore decisivo dal Giudice del merito.
Ulteriore ragione dell’infondatezza del motivo qui in esame
deve dedursi altresì dalle seguenti osservazioni.
Il giudicato è rilevabile in ogni stato e grado del giudizio.

3

valore decisivo, correttamente valutato e congruamente

Inoltre, con riferimento alle questioni di puro diritto, non è
sempre configurabile una decisione a sorpresa.
Il non aver provocato, come nella fattispecie, il
contraddittorio fra le parti consentendo nuove conclusioni
non è causa di nullità della sentenza trattandosi,

In proposito deve richiamarsi la condivisa pronuncia delle
S.U. di questa Corte n. 20935/2009, secondo la quale “nel
caso in cui il giudice esamini una questione di puro diritto
senza procedere alla sua segnalazione alle parti onde
consentire l’apertura della discussione, non sussiste la

n
h -o-t-6-rt
i à della sentenza”.
Nella fattispecie, poi, il motivo non denuncia

alcuna

questione di interpretazione del giudicato esterno e non
ricorre alcun error in iudicando.
Il motivo non può, dunque, essere accolto.
2.-

Con il secondo motivo si deduce l’omesso esame di

documenti decisivi ovvero del contratto inter partes.
3.-

Con il terzo motivo del ricorso siu lameta l’errata

valutazione di documenti e fatti e la violazione e falsa
applicazione delle norme di diritto di cui agli artt. 1104,
1108 e 1111 c.c. .
4.-

Il rigetto del primo motivo del ricorso determina

l’assorbimento dei due rimanenti esposti motivi in quanto la

nell’ipotesi, di questione di solo diritto e non anche di fatto.

prevalente ratio decidenti inerente il predetto giudicato
esterno non risulta scalfita dal ricorso.
5.- Il ricorso va, pertanto, rigettato.
6.- Sussistono i presupposti per il versamento, da parte del
ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo

norma del comma 1 bis dello stesso art. 13 del D.P.R. n.
115/2002.

P.Q.M.
La Corte
rigetta il ricorso.

Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del D.P.R. n. 115 del
2002, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il
versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo
a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il
ricorso principale, a norma del comma 1 bis dello stesso
art. 13.

Così deciso nella Camera di Consiglio della Sesta Sezione
Civile – 2 della Corte Suprema di Cassazione il
18 aprile 2018.

GEPOSiTATO IN CANCELLERIA
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13 LUG. 20 18
2’411

Funzionario Gí

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Cínzia LEPRI

unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a

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