Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18558 del 09/09/2011

Cassazione civile sez. I, 09/09/2011, (ud. 26/05/2011, dep. 09/09/2011), n.18558

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PROTO Vincenzo – Presidente –

Dott. DI PALMA Salvatore – Consigliere –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Consigliere –

Dott. CRISTIANO Magda – Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

VERIMM S.R.L., in persona del legale rappresentante p.t. L.

S., elettivamente domiciliata in Roma, alla piazza Cavour,

presso la Cancelleria civile della Corte di cassazione, unitamente

all’avv. CAMPANI DUCCIO, dal quale è rappresentata e difesa in

virtù di procura a margine del reclamo;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO DELLA MA.VE.C. S.R.L., in persona del curatore dott.

A.A., elettivamente domiciliato in Roma, alla via

Cunfida n. 20, presso l’avv. FRANCESCO OLIVETI, unitamente all’avv.

MENCONI MARCO del foro di Montepulciano, dal quale è rappresentato e

difeso in virtù di procura speciale a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso il decreto del Tribunale di Montepulciano depositato il 6

giugno 2007.

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 26

maggio 2011 dal Consigliere dott. Guido Mercolino;

udito l’avv. Menconi per il controricorrente;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

Generale dott. CESQUI Elisabetta il quale ha concluso per la

dichiarazione d’inammissibilità del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. – Con decreto del 6 giugno 2007, il Tribunale di Montepulciano ha rigettato il reclamo proposto dalla Verimm S.r.l. avverso il decreto emesso l’11 aprile 2007, con cui il Giudice delegato del fallimento della Ma.Ve.C. S.r.l. aveva disposto l’acquisizione di un immobile sito in (OMISSIS), che la Verimm aveva acquistato dalla ELC S.r.l. con atto stipulato il 6 marzo 2003 e trascritto successivamente alla trascrizione della sentenza con cui era stata dichiarata l’inefficacia di un precedente atto di compravendita stipulato tra la società fallita e la EB Italia S.p.a..

1.1. – Premesso che il reclamo era stato proposto dopo la scadenza del termine di cui all’art. 26, L. Fall., decorrente dalla comunicazione del decreto impugnato, il Tribunale ha comunque ritenuto legittimo il provvedimento impugnato, in considerazione della natura restitutoria dell’azione revocatoria fallimentare e della mancata impugnazione di un precedente decreto con cui era stata dichiarata la legittimità dell’asta fallimentare. Ha inoltre escluso l’opponibilità al fallimento dell’atto di acquisto della reclamante, rilevando che la trascrizione della sentenza era stata preceduta dalla trascrizione della citazione avente ad oggetto la revocatoria fallimentare.

2. – Avverso la predetta sentenza la Verimm propone ricorso per cassazione, articolato in due motivi. Il fallimento della Ma.Ve.C. resiste con controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. – Preliminarmente, si rileva che il ricorso per cassazione risulta sottoscritto dall’avv. Duccio Campani, in qualità di difensore della società ricorrente, in virtù di procura che, come si evince dall’intestazione dell’atto, è stata rilasciata a margine del reclamo.

Tale modalità di conferimento non appare idonea a soddisfare il requisito della specialità prescritto dall’art. 365 cod. proc. civ., il quale, postulando che il mandato sia concretamente finalizzato alla rappresentanza e difesa della parte nella fase di legittimità, implica da un lato la necessità che la procura sia rilasciata in data anteriore o quanto meno coeva alla notificazione del ricorso, dall’altro che il suo conferimento abbia luogo sulla base di una specifica valutazione del provvedimento impugnato, e quindi in data successiva alla pronuncia dello stesso (cfr. Cass., Sez. 2, 27 gennaio 2009, n. 1905; Cass., Sez. lav., 24 giugno 2008, n. 17145;

Cass., Sez. 3, 28 marzo 2006, n. 7084). Resta pertanto escluso che il ricorso per cassazione possa essere proposto in virtù di una procura rilasciata in calce o a margine dell’atto introduttivo di una delle precedenti fasi di merito, ancorchè la stessa attribuisca espressamente al difensore il potere di rappresentare e difendere la parte nelle successive fasi, ed in particolare nel giudizio di legittimità, non potendo tale riferimento, nella sua genericità ed astrattezza, soddisfare l’esigenza, manifestata dall’art. 365 cit., che il potere d’impugnazione sia conferito proprio in funzione della decisione assunta con il provvedimento impugnato (cfr. Cass., Sez. 3, 17 dicembre 2004, n. 23501; Cass., Sez. 3, 12 maggio 2003, n. 7181).

2. – Il ricorso va dunque dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna della ricorrente alle spese processuali, che si liquidano come dal dispositivo.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso, e condanna la Verimm S.r.l. al pagamento delle spese processuali, che si liquidano in complessivi Euro 2.700,00, ivi compresi Euro 2.500,00 per onorario ed Euro 200,00 per esborsi, oltre alle spese generali ed agli accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Prima Sezione Civile, il 26 maggio 2011.

Depositato in Cancelleria il 9 settembre 2011

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