Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18550 del 13/07/2018


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Civile Sent. Sez. 3 Num. 18550 Anno 2018
Presidente: TRAVAGLINO GIACOMO
Relatore: PORRECA PAOLO

SENTENZA

sul ricorso 9150-2016 proposto da:
SIRAGUSA LOREDANA, elettivamente domiciliata in ROMA,
V.LE DELLE MILIZIE 9, presso lo studio dell’avvocato
GIORGIA MARSICANO, rappresentata e difesa
dall’avvocato GIUSEPPE INZERILLO giusta procura a
margine del ricorso;
– ricorrente contro

MORGA ANNA, considerata domiciliata ex lege in ROMA,
presso la CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE,
rappresentata e difesa dall’avvocato GIUSEPPE MILAZZO

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Data pubblicazione: 13/07/2018

giusta procura in calce al controricorso;
– controrícorrente nonchè contro

LENA COSTRUZIONI SPA IN LIQUIDAZIONE , LENA FRANCESCO;
– intimati –

LENA COSTRUZIONI SPA IN LIQUIDAZIONE , in persona del
suo Amministratore Giudiziario e liquidatore dott.
ALESSANDRO SCIMECA, elettivamente domiciliata in ROMA,
VIALE DEI PRIMATI SPORTIVI, 21, presso lo studio
dell’avvocato ENZO MANNINO, rappresentata e difesa
dall’avvocato CRISTIANO DOLCE giusta procura in calce
al controricorso e ricorso incidentale;
– ricorrente incidentale contro

SIRACUSA LOREDANA, MORGA ANNA;
– intimate –

avverso la sentenza n. 1786/2015 della CORTE D’APPELLO
di PALERMO, depositata il 30/11/2015;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 03/04/2018 dal Consigliere Dott. PAOLO
PORRECA;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. CARMELO SGROI che ha concluso per
l’accoglimento del 4 0 e 5 0 motivo, inammissibilità del
10 motivo, rigetto dei restanti per entrambi i

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Nonché da:

ricorsi;

udito l’Avvocato GIUSEPPE MILAZZO;

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FATTI DI CAUSA
Anna Morga conveniva in giudizio la Lena Costruzioni s.p.a. e in proprio il
suo liquidatore Francesco Lena, in uno a Loredana Siragusa, esponendo che,
con scrittura del 25 gennaio 1996, la suddetta società aveva promesso di
venderle un immobile sito in Palermo, reso invece oggetto di una successiva
alienazione in favore della Siragusa, con rogito del 4 maggio 2006. Premesso

convenuti avevano agito fraudolentemente per ledere i suoi interessi, chiedeva
la revoca dell’atto di compravendita ex art. 2901, cod. civ., la dichiarazione di
trasferimento coattivo del bene ex art. 2932, cod. civ., e in via gradata la
condanna al risarcimento dei danni pari alla differenza tra il valore di mercato
del tipo di bene e il prezzo concordato nel preliminare, oltre al rimborso per le
migliorie “medio tempore” apportate.
Il tribunale, davanti al quale resistevano i convenuti, per quanto ancora
qui rileva rigettava la domanda di revocatoria e quella ex art. 2932, cod. civ.,
mentre accoglieva quella a titolo aquiliano, condannando al pagamento della
somma liquidata, in solido, la società e la Siragusa, detraendo a
compensazione le somme accordate quali indennizzi per il godimento
dell’immobile, del quale aveva fruito la Morga, dalla stipula del preliminare alla
successiva alienazione in favore della s.p.a., e da quest’ultima al rilascio in
favore dell’acquirente.
La corte di appello, pronunciando sull’appello principale della Siragusa e su
quelli incidentali di tutti gli altri, riformava parzialmente la decisione di prime
cure accogliendo la domanda di revoca ed escludendo la spettanza delle
somme indennitarie liquidate in favore della società. Osservava, in particolare,
da una parte, che il credito della Morga, avente ad oggetto la prestazione del
consenso per la stipula del contratto definitivo, era anteriore all’atto dispositivo
finale, sicché non era necessaria la “partecipati° fraudis”, essendo invece
sufficiente la consapevolezza del pregiudizio alle ragioni creditorie; d’altra
parte, che il possesso del bene fino alla compravendita trovava titolo in una

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che quest’ultima era a conoscenza del contratto preliminare e che, quindi, i

specifica clausola contrattuale, a differenza di quanto doveva dirsi per il
periodo successivo e con riferimento alla Siragusa.
Avverso questa decisione ricorre per cassazione Loredana Siragusa
formulando sei motivi, cui aderisce, con ricorso incidentale, la Lena Costruzioni
s.p.a. in liquidazione. Loredana Siragusa ha altresì depositato memoria.
Resiste con controricorso Anna Morga.

1. Con il primo motivo di ricorso si prospetta la nullità della sentenza o

del procedimento per violazione degli artt. 155, 167, 333, 343, cod. proc. civ.,
poiché la corte di appello avrebbe errato nell’omettere di rilevare che l’appello
incidentale di Anna Morga, in accoglimento del quale era stata in particolare
disposta la revoca dell’atto dispositivo, era stato depositato 1’8 gennaio 2011,
che cadeva di sabato, con conseguente spostamento al giorno feriale
precedente.
Il secondo motivo di ricorso è connotato da una duplice e distinta
articolazione.
Con la prima delle due censure in parola si prospetta la violazione degli
artt. 112, 342, 346, cod. proc. civ., poiché la corte territoriale avrebbe errato
nel ritenere il credito anteriore all’atto da revocare, senza uno specifico motivo
di appello sul punto idoneo, come tale, a legittimare la riforma sul punto
dell’opposta conclusione cui era giunto il tribunale.
Con la seconda delle censure iscritte nella cornice del secondo motivo, si
prospetta la violazione delle medesime norme sotto altro profilo, poiché la
corte di appello avrebbe errato nell’affermare reventus damni”, senza
specifica censura sul punto rimasto assorbito dalla pronuncia del tribunale, di
rigetto della domanda di revocatoria per carenza dell’elemento soggettivo della
dolosa preordinazione, ritenuto necessario.
Con il terzo motivo di ricorso si prospetta la violazione e falsa
applicazione dell’art. 2901, cod. civ., e la nullità della sentenza e del
procedimento in relazione agli artt. 132, cod. proc. civ., e 118, disp. att. cod.
proc. civ., poiché la corte di appello avrebbe del tutto omesso di motivare sulla
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RAGIONI DELLA DECISIONE

sussistenza del requisito costituito dal pregiudizio alle ragioni creditorie che
sarebbe stato determinato, in relazione soprattutto alla consistenza
patrimoniale del debitore, dalla compravendita di cui era stata dichiarata
l’inefficacia relativa.
Con il quarto motivo di ricorso si prospetta la violazione e falsa
applicazione dell’art. 2901, cod. civ., poiché la corte di appello, ai fini della

nell’affermare l’anteriorità del credito da tutelare con la revoca rispetto alla
compravendita revocata, atteso che il primo poteva ritenersi sorto solo con la
trascrizione della seconda intervenuta in un momento successivo.
Con il quinto motivo di ricorso si prospetta la violazione e falsa
applicazione degli artt. 2901, 2043, cod. civ., e 43, cod. pen., poiché la corte
di appello avrebbe errato nell’affermare che la mera consapevolezza, da parte
dell’acquirente, dell’esistenza del precedente preliminare avente ad oggetto
dello stesso immobile, potesse integrare la colpa necessaria alla responsabilità
aquiliana, per cui sarebbe stato invece necessario provare la dolosa
preordinazione o la compartecipazione all’inadempimento dell’alienante in forza
dell’apporto dato alla violazione degli obblighi assunti da quest’ultimo.
Con il sesto motivo di ricorso si prospetta l’omesso esame di un fatto
decisivo e discusso, poiché la corte di appello, nel ritenere tardiva l’eccezione
di prescrizione opposta dai convenuti al diritto risarcitorio vantato
dall’originaria attrice, aveva omesso di vagliare il profilo per cui la causa di
estinzione della situazione giuridica soggettiva in questione rilevava per
escludere la colposa partecipazione alla determinazione dell’inadempimento,
che appunto doveva oggettivamente escludersi potesse sussistere per la
suddetta ragione.
1.1.

Il ricorso incidentale della Lena Costruzioni s.p.a. riprende

testualmente gli stessi motivi del ricorso principale cui dichiara espressamente
di aderire.
2. Preliminarmente va disattesa l’eccezione di inammissibilità del ricorso

incidentale, formulata dalla controricorrente per «difetto di paternità» delle
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valutazione del requisito soggettivo per la revoca, avrebbe errato

censure, riprese letteralmente dall’impugnazione principale, poiché nulla vieta
di far proprie le censure di quest’ultima cui la successiva aderisca, salva, come
logico, ogni valutazione in merito alle stesse quali formulate dal diverso
soggetto processuale.
2.1. Sempre in via preliminare va evidenziato che successivamente

all’adunanza camerale, sono pervenuti, quindi tardivamente, i documenti

3. Il primo motivo di ricorso è fondato per quanto di ragione, con

riguardo alla pronuncia di accoglimento della domanda revocatoria, con
assorbimento del secondo terzo e quarto motivo.
Deve darsi seguito alla consolidata nomofilachia (Cass., 14/09/2017, n.
21335, Cass., 30/06/2014, n. 14767) con cui è stato chiarito che il quarto
comma dell’art. 155 cod. proc. civ., diretto a prorogare al primo giorno non
festivo il termine che scada in un giorno festivo, e il successivo quinto comma
del medesimo articolo, introdotto dall’art. 2, comma 1, lett. f), della legge n.
263 del 2005, diretto a prorogare al primo giorno non festivo il termine che
scada nella giornata di sabato (pacificamente applicabile “ratione temporis”),
operano anche con riguardo ai termini, «per il compimento degli atti
processuali svolti fuori dell’udienza», che si computano “a ritroso”, ovvero
contraddistinti dall’assegnazione di un intervallo di tempo minimo prima del
quale dev’essere compiuta una determinata attività. Tale operatività, peraltro,
deve correlarsi alle caratteristiche proprie di siffatto tipo di termine,
producendo il risultato di individuare il “dies ad quem” dello stesso nel giorno
non festivo cronologicamente precedente rispetto a quello di scadenza in
quanto, altrimenti, si produrrebbe l’effetto contrario di una abbreviazione
dell’intervallo, in pregiudizio per le esigenze difensive garantite dalla previsione
del termine medesimo.
La controricorrente osserva che in ogni caso l’appello in parola avrebbe
dovuto essere considerato ammissibile come tardivo ai sensi degli artt. 334 e
343, cod. proc. civ., posta la ritenuta ammissibilità degli appelli incidentali
formulati dagli altri convenuti.
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indicati nel controricorso della Morga.

Il rilievo è infondato.
Infatti, come rilevato anche nelle memorie della parte ricorrente,
l’interesse all’appello incidentale tardivo ex art. 343, secondo comma, cod.
proc. civ., nel caso, non può dirsi sorto a seguito, in specie, dell’impugnazione
di merito incidentale della Lena Costruzioni e del liquidatore in proprio, posto
che con il primo si censurava, per quanto qui rileva, il rigetto della domanda ex

del tribunale e solo ad essa era riferibile.
Né, quindi, viene in gioco la giurisprudenza in ordine all’insorgenza
dell’interesse a impugnare concernente le obbligazioni solidali, nell’ipotesi in
cui impugni uno dei coobbligati rimettendo in discussione l’assetto proprio della
responsabilità solidale stessa (risalente a Cass., Sez. U., n. 27/11/2007, n.
24627): si tratta, come evidente, di un’ipotesi del tutto differente da quella in
esame in cui, come detto, l’interesse al gravame della Morga in punto di
revocatoria, e il correlativo, specifico “assetto di interessi”, non è stato
determinato dalle altre impugnazioni incidentali, né da quella principale,
concernenti la responsabilità aquiliana e gli indennizzi per l’occupazione
dell’immobile.
Ne consegue l’assorbimento delle altre censure in punto di accoglimento
della revocatoria.
3.1. Il quinto motivo di ricorso è inammissibile.

La ricorrente infatti non censura la seconda “ratio decidendi” fatta propria
dalla corte territoriale, che ha affermato, ai fini della responsabilità aquiliana,
la sussistenza non solo della mera consapevolezza del previo contratto
preliminare, ma anche la «colposa compartecipazione all’inadempimento
altrui», in linea con la giurisprudenza di legittimità richiamata nello stesso
ricorso (Cass., 25/05/2001, n. 7127) e quella successiva conforme (cfr., ad
esempio, Cass., 10/10/2008, n. 25016).
Il sesto motivo di ricorso è manifestamente infondato. È infatti evidente
che, fermo restando il fatto che non si censura la tardività dell’eccezione di
prescrizione, anche assumendo che la relativa questione potesse e dovesse
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art. 2901, cod. civ., in relazione alle quali l’interesse era sorto con la pronuncia

essere oggetto di accertamento incidentale rispetto alla valutazione della
colposa compartecipazione all’inadempimento, va rilevato che la solo eventuale
opponibilità della suddetta causa estintiva non elide, logicamente, né
l’inadempimento né fa sussistenza della condotta in discussione, sicché rispetto
alla valutazione di quest’ultima non costituisce comunque elemento decisivo.
Consegue la cassazione senza rinvio della pronuncia di accoglimento

4. Le spese, riferite all’intero giudizio posta l’incisione sia pure parziale

della sentenza di secondo grado, vanno compensate stanti i profili di reciproca
soccombenza, e sussistendo giusti motivi in relazione alla peculiarità della
fattispecie, in ragione della disciplina “ratione temporis” applicabile.
P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbiti il secondo, terzo e
quarto, e cassa senza rinvio la pronuncia impugnata, in relazione al motivo
accolto, limitatamente all’accoglimento della domanda di revocatoria. Rigetta
nel resto. Spese compensate per l’intero giudizio.
Così deciso in Roma il giorno 3 aprile 2018.

della domanda di revocatoria. E il rigetto dei ricorsi nel resto.

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