Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18545 del 26/07/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 26/07/2017, (ud. 31/05/2017, dep.26/07/2017),  n. 18545

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Presidente –

Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 9710-2016 proposto da:

META IMMOBILIARE SPA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA MONTE

ZEBIO 28, presso lo studio dell’avvocato FABIO BASCIANI,

rappresentata e difesa dall’avvocato ALESSANDRO BALDINI giusta

procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

L.L., C.A., G.G.,

B.B., D.C.J., BM SRL;

– intimati –

avverso il provvedimento del TRIBUNALE di LUCCA, depositata il

26/02/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

31/05/2017 dal Consigliere Dott. CRISCUOLO MAURO.

Fatto

MOTIVI IN FATTO ED IN DIRITTO DELLA DECISIONE

Il Tribunale di Lucca con decreto del 26 febbraio 2016, liquidava i compensi in favore dell’arch. D.M.O., nominato quale consulente tecnico d’ufficio nell’ambito di un ATP ante causam, ed al quale erano interessati la società ricorrente nonchè gli altri intimati, ponendo il pagamento della somma in solido a carico delle parti.

Per la cassazione di tale decreto propone ricorso la Meta Immobiliare sulla base di un solo motivo, che denunzia la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 115 del 2002, artt. 3 ed 8, degli artt. 91 e 92 c.p.c., anche con riferimento al D.P.R. n. 115 del 2002, artt. 168 e 170, ed in relazione al D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 15.

Gli intimati non hanno svolto attività difensiva.

Il motivo si limita a contestare la decisione del Tribunale di porre l’onere della liquidazione in favore del tecnico a carico di tutte le parti in solido, non essendosi tenuto conto che si trattava di una consulenza esperita in sede di ATP.

Il motivo è fondato alla luce della costante giurisprudenza di legittimità.

In primo luogo si rileva che il proposto ricorso straordinario è ammissibile dal momento che – secondo la giurisprudenza di questa Corte (cfr. Cass. n. 1690 del 2000e Cass. n. 21888 del 2004) – ove venga adottata, in sede di accertamento tecnico preventivo, un’illegittima pronuncia sulla liquidazione delle relative spese, ci si viene a trovare in presenza di un provvedimento non previsto dalla legge di natura decisoria, destinato ad incidere su una posizione di diritto soggettivo della parte a carico della quale risulta assunto e dotato di carattere di definitività, contro cui non è dato alcun mezzo d’impugnazione, sicchè avverso il medesimo ben può essere esperito il ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., comma 7, (cfr. altresì Cass. n. 21756/2015; Cass. n. 2173/2013).

Inoltre alla stregua della uniforme giurisprudenza di questa Corte (cfr. Cass. n. 12759 del 1993; Cass. n. 1690 del 2000; Cass. n. 15672 del 2005 e, da ultimo, Cass. n. 4156 del 2012, nonchè Cass. n. 22446/2016), il regolamento delle spese è ancorato alla valutazione della soccombenza, presupponente l’accertamento della fondatezza o meno della pretesa fatta valere dall’attore, che esula dalla funzione dell’accertamento tecnico preventivo e resta di esclusiva competenza del giudizio di merito; pertanto, le spese dell’accertamento tecnico preventivo, quindi, dovranno essere poste, a conclusione della procedura, a carico della parte richiedente, e saranno prese in considerazione, nel successivo giudizio di merito ove l’accertamento tecnico sarà acquisito, come spese giudiziali, da porre, salva l’ipotesi di compensazione, a carico del soccombente. Peraltro, la funzione dell’accertamento tecnico preventivo che si risolve, ordinariamente, nell’esigenza di preservare gli effetti di una prova, da assumere in via urgente, e da poter far valere, in un eventuale (e successivo) giudizio di merito, esclude che nella fase relativa all’assunzione del mezzo di istruzione preventiva si instauri un procedimento di tipo contenzioso, all’esito del quale possa trovare applicazione la disciplina delle spese processuali contemplata dagli artt. 91 e 92 c.p.c..

Deve, quindi, in accoglimento del ricorso, essere riconfermato il principio di diritto secondo cui il carico delle spese liquidate in tema di accertamento tecnico preventivo spetta, in via esclusiva, alla parte ricorrente in virtù dell’onere dell’anticipazione e del principio di causalità, salva la disciplina finale delle spese complessive (ivi comprese quelle per l’esecuzione dell’A.T.P.), in base agli ordinari criteri di cui agli artt. 91 e 92 c.p.c., all’esito dell’eventuale giudizio di merito che sia seguito.

Il provvedimento impugnato va cassato, limitatamente alla parte in cui pone il compenso del C.T.U. nominato in sede di accertamento tecnico preventivo “a carico solidale delle parti”. Inoltre poichè non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel merito ai sensi dell’art. 384 c.p.c., ponendosi il compenso del C.T.U., nella misura già liquidata (per complessivi Euro 8.364,00, di cui Euro 5.000,00 per il CTU, Euro 3.000,00 per l’ausiliario del CTU, ed Euro 364,00 per spese, oltre IVA e cassa professionale), a carico delle sole parti richiedenti L.L., C.A. e G.G..

Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.

PQM

 

La Corte accoglie il ricorso; cassa il provvedimento impugnato limitatamente alla parte in cui pone l’anticipazione delle spese dell’accertamento tecnico preventivo a carico di tutte le parti in solido e, decidendo nel merito, pone dette spese, come liquidate dal giudice di merito, a carico delle sole parti richiedenti l’A.T.P., L.L., C.A. e G.G..

Condanna gli intimati, in solido fra loro, al pagamento delle spese del presente giudizio, che si liquidano in complessivi Euro 1.800,00, di cui Euro 200,00, per esborsi, oltre spese generali pari al 15% sui compensi ed accessori come per legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 31 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 26 luglio 2017

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