Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1853 del 28/01/2021

Cassazione civile sez. VI, 28/01/2021, (ud. 13/01/2021, dep. 28/01/2021), n.1853

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – rel. Presidente –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 31026-2019 proposto da:

B.C., elettivamente domiciliato in Roma, Via Tibullo 10,

presso lo studio dell’avvocato Giovanna Nocifora, rappresentato e

difeso dall’avvocato Benedetto Caiola;

– ricorrente –

contro

C.A., erede legittima di Ca.Ro., elettivamente

domiciliata in Roma, Via Alfredo Fusco n. 3, (presso lo studio

dell’avvocato Barbara Silvestro) recapito professionale

dell’avvocato Giuseppe Fragale che la rappresenta e difende;

– controricorrente –

contro

L.R., CA.SA.EM., CA.BI.IT.,

L.M.T., L.A.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 482/2019 della CORTE D’APPELLO di MESSINA,

depositata il 18/06/2019;

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

13/01/2021 dal Presidente Luigi Giovanni Lombardo.

 

Fatto

RILEVATO

che:

il Relatore designato ha avanzato la seguente proposta ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.;

“INAMMISSIBILITA’ DEL RICORSO AVVERSO PRONUNCIA DI RIGETTO DI DOMANDA DI USUCAPIONE: l’unico motivo si risolve in una censura di merito relativa all’accertamento del fatto e alla valutazione delle prove acquisite (i giudici di merito hanno ritenuto non provato il possesso ad usucapionem), profili del giudizio che non sono sindacabili in sede di legittimità (Cass., Sez. Un., n. 898 del 14/12/1999), risultando la motivazione della sentenza impugnata non apparente nè manifestamente illogica (cfr. Cass., Sez. Un., n. 8053 del 07/04/2014).

Diritto

CONSIDERATO

che:

– il Collegio condivide la proposta del Relatore, avendo i giudici di merito accertato l’originaria esistenza di un comodato tra le parti;

– la memoria depositata dal difensore non offre argomenti nuovi rispetto ai motivi di ricorso, essendo meramente reiterativa degli stessi, mentre la questione della integrità del contraddittorio nel giudizio di legittimità rimane assorbita;

– il ricorso, pertanto, deve essere dichiarato inammissibile;

– le spese del presente giudizio di legittimità vanno poste a carico della parte soccombente;

– ricorrono i presupposti processuali di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, per il raddoppio del versamento del contributo unificato, se dovuto.

P.Q.M.

La Corte Suprema di Cassazione

dichiara inammissibile il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento, in favore della parte controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 3.000,00 (tremila) per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta-2 Sezione Civile, il 13 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 28 gennaio 2021

 

 

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