Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18517 del 12/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 18517 Anno 2018
Presidente: DORONZO ADRIANA
Relatore: DE MARINIS NICOLA

ORDINANZA
sul ricorso 2231-2017 proposto da:
FORMIS ANTONELLA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
ARCHIMEDE n.138, presso lo studio dell’avvocato GIULIO
BELLINI, che la rappresenta e difende;

– ricorrente contro
ASSOCIAZIONE

LAZIALE

MOTULESI

ONLUS

C.F.02876630589, in persona dl Presidente e legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CAPO PELORO
n.3, presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI COSTANTINO, che
la rappresenta e difende;

– controricorrente avverso la sentenza n. 5389/2016 della CORTE D’APPELLO di
ROMA, depositata il 14/11/2016;

Data pubblicazione: 12/07/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 17/04/2018 dal Consigliere Dott. NICOLA DE
MARINIS.

RILEVATO

che con sentenza del 14 novembre 2016, la Corte d’Appello di Roma, in

decisione resa dal Tribunale di Roma e rigettava la domanda proposta
da Antonella Formis nei confronti dell’Associazione Laziale Motulesi
Onlus, avente ad oggetto la declaratoria di illegittimità del licenziamento
intimatole solo verbalmente;
che la decisione della Corte territoriale discende dall’aver questa ritenuto,
in ragione della mancata e comunque tardiva contestazione della lettera
di licenziamento prodotta in atti dall’Associazione e del verbale
attestante alla medesima data il tentativo di consegna della stessa lettera
a mani della Formis che la rifiutava, provata l’intimazione per iscritto del
licenziamento ed intervenuta la decadenza dall’impugnazione ex art. 32
1. n. 183/2010;

per la cassazione di tale decisione ricorre la Formis, affidando
l’impugnazione a tre motivi, cui resiste, con controricorso,
l’Associazione intimata;
che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è stata
comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza
in camera di consiglio non partecipata;

che la ricorrente ha poi presentato memoria;

CONSIDERATO

che, con il primo motivo, la ricorrente, nel denunciare la violazione e
falsa applicazione dell’ara. 1, commi 67, 47, 48, 49, 51 53 e 58, 1. n.
92/2012, 18 1. n. 300/1970, 414 e 416 c.p.c., lamenta, in ragione
dell’applicabilità al giudizio del rito Fornero, la conformità a diritto del
Ric. 2017 n. 02231 sez. ML – ud. 17-04-2018
-2-

sede di reclamo ex art. 1, comma 58, 1. n. 92/2012, confermava la

pronunciamento della Corte territoriale in ordine alla tardività della
contestazione della documentazione prodotta dall’Associazione;
che, con il secondo motivo, denunciando la violazione e falsa
applicazione degli artt. 2725, comma 2, c.c., 2 1. n. 604/1966, 2729,
comma 2 e 2724, n. 3, c.c.la ricorrente imputa alla Corte territoriale

della contestazione dell’intervenuta intimazione per iscritto e
conseguente comunicazione del licenziamento;
che la violazione e falsa applicazione dell’art. 18,1. n. 300/1970 e dell’art.
2, 1. n. 604/1966 come novellato dall’art. 32, comma 1, 1. n. 183/2010 è
prospettato nel terzo motivo in relazione alla statuizione resa dalla Corte
territoriale in ordine all’intervenuta decadenza dall’impugnazione del
licenziamento;
che il primo motivo deve ritenersi inammissibile non avendo la
ricorrente dato conto, tramite trascrizione, allegazione o richiamo della
collocazione in atti dei passi degli atti difensivi da cui risulta l’espressa e
specifica contestazione dell’intervenuta intimazione per iscritto e
conseguente comunicazione del licenziamento, derivandone, per
costituire tale motivo il presupposto indefettibile dei successivi,
l’infondatezza del secondo motivo e del terzo;
che, pertanto condividendosi la proposta del relatore, il ricorso va
rigettato;
che le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come da
dispositivo;

P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso e condanna parte ricorrente al pagamento
delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in curo 200,00
per esborsi ed curo 3.500,00 per compensi, oltre spese generali al 15`)/0
ed altri accessori di legge
Ric. 2017 n. 02231 sez. ML – ud. 17-04-2018
-3-

l’ error in procedendo dato dall’ammissione della prova testimoniale a fronte

Ai sensi dell’art. 13, co. 1 quater del d.P.R. n. 115 del 2002, dà atto
della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del
ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1 bis dello stesso art.
13.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 17 aprile 2018

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