Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18485 del 26/07/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 26/07/2017, (ud. 18/05/2017, dep.26/07/2017),  n. 18485

 

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Presidente –

Dott. GRECO Antonio – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – rel. Consigliere –

Dott. VENEGONI Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 8191-2011 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

FEDERAZIONE ITALIANA CONSORZI AGRARI SOC. COOP. A RL IN LIQUIDAZIONE

IN CONCORDATO PREVENTIVO, in persona del Commissario Liquidatore e

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA

P.ZZA SALERNO 5, presso lo studio dell’avvocato BALDASSARRE

SANTAMARIA, che lo rappresenta e difende giusta delega in calce;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 12/2010 della COMM.TRIB.REG. del LAZIO

depositata il 17/02/2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

18/05/2017 dal Consigliere Dott. MARIA ENZA LA TORRE;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SORRENTINO Federico che ha concluso per la cessazione della materia

del contendere in subordine rigetto del ricorso;

udito per il ricorrente l’Avvocato PALATIELLO che si riporta e chiede

l’accoglimento.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della C.T.R. del Lazio, n. 12/6/10 dep. 17/2/2010.

Il contenzioso ha origine dall’impugnazione da parte della Federazione italiana consorzi agrari s.c.ar.l. in liquidazione, dell’avviso di accertamento notificato dall’Amministrazione finanziaria ai fini dell’Irpeg e dell’Ilor per l’anno 1985, che la C.T.P. aveva parzialmente accolto, ritenendo deducibili le somme corrisposte ai dipendenti quali compensi a titolo di liberalità D.P.R. n. 597 del 1973, ex art. 48, ora 95, (pacco dono natalizio e contributo assistenza scolastica).

La sentenza è stata confermata dalla C.T.R., a seguito di appello dell’Ufficio, secondo la quale deve escludersi la natura di erogazioni liberali alle descritte attribuzioni ai dipendenti, qualificate come “compensi percepiti anche in natura a titolo di liberalità D.P.R. n. 597 del 1973, ex art. 48 (D.P.R. n. 917 del 1986, art. 95), quali costi fiscali deducibili, finalizzati alla realizzazione degli scopi sociali, senza i limiti previsti dal D.P.R. n. 597 del 1973, art. 60 che riguardano le erogazioni liberali di carattere eccezionale”.

Federazione italiana consorzi agrari s.c.ar.l. in liquidazione si costituisce con controricorso eccependo l’inammissibilità del ricorso dell’Agenzia, trattandosi di questione non censurabile in sede di legittimità, e chiedendo la dichiarazione di cessata materia del contendere per intervenuto condono.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con l’unico motivo del ricorso l’Agenzia delle entrate deduce violazione del D.P.R. n. 597 del 1973, art. 60 che, raffrontato all’art. 48 dello stesso D.P.R. n. 597 del 1973, attribuisce alle erogazioni liberali elargite ai dipendenti natura di reddito da lavoro dipendente, deducibili per il datore di lavoro nei limiti del cinque per mille dell’ammontare delle retribuzioni per lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione annuale.

2. Rilevato preliminarmente che non sussistono, allo stato, sufficienti elementi per ritenere dimostrato il condono ed effettuata dall’Ufficio la sua necessaria validazione, il motivo è fondato e va accolto.

3. La C.T.R. ha erroneamente qualificato il pacco dono natalizio e il contributo per assistenza scolastica come “compensi” percepiti dal lavoratore, anche in natura, a titolo di liberalità, idonei a costituire per la società costi fiscali deducibili, senza i limiti previsti dal D.P.R. n. 597 del 1973, art. 60. Si tratta invero, per le caratteristiche oggettive e soggettive delle indicate elargizioni, di erogazioni liberali a carattere eccezionale, rientranti nella previsione di cui alla norma citata (D.P.R. n. 597 del 1973, art. 60), nel testo vigente ratione temporis, rubricato “Oneri di utilità sociale”. Esso prevedeva che “Le erogazioni liberali fatte a favore dei dipendenti per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, beneficenza, culto o assistenza sociale sono deducibili per un ammontare complessivamente non superiore al cinque per mille dell’ammontare delle retribuzioni per lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione annuale”. Tale norma esauriva le ipotesi di liberalità erogabili a favore dei dipendenti di un’impresa, assoggettandole all’indicato limite quantitativo di deducibilità, mentre lo stesso D.P.R. n. 597 del 1973, art. 48 determinava il reddito di lavoro dipendente, “costituito da tutti i compensi ed emolumenti comunque denominati, percepiti nel periodo d’ imposta in dipendenza del lavoro prestato, anche sotto forma di partecipazione agli utili e a titolo di sussidio o liberalità”. Non appare potersi dubitare, pertanto, che le erogazioni di cui trattasi, data la loro natura, ricadono nell’abito applicativo dell’art. 60 cit..

Va sul punto confermato il principio, applicabile al caso di specie, che in tema di imposte sul reddito d’impresa, le erogazioni liberali, non concorrono alla formazione del reddito se hanno natura eccezionale, non ricorrente, e sono effettuate a favore della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti (requisito soggettivo), entro determinati limiti di ammontare (requisito oggettivo): cfr. Cass. n. 3891 del 22/02/2006; n. 216 del 07/01/2005; n. 12328 del 21/08/2002.

4. In conclusione, impregiudicata la valutazione da parte della C.T.R. in sede di rinvio dell’esistenza di un valido condono, il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla C.T.R. del Lazio, anche per le spese del presente giudizio.

PQM

 

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla C.T.R. del Lazio, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 18 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 26 luglio 2017

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