Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1847 del 28/01/2010

Cassazione civile sez. trib., 28/01/2010, (ud. 14/12/2009, dep. 28/01/2010), n.1847

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PAPA Enrico – Presidente –

Dott. MAGNO Giuseppe Vito Antonio – Consigliere –

Dott. BERNARDI Sergio – rel. Consigliere –

Dott. MARIGLIANO Eugenia – Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

C.A., elettivamente domiciliata in ROMA VIA DEI GRACCHI

84, presso lo studio dell’avvocato ESPOSITO LUIGI, che la rappresenta

e difende giusta delega in calce;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI NAPOLI in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA VIA A. CATALANI 26, presso lo studio

dell’avvocato D’ANNIBALE ENRICO, rappresentato e difeso dall’avvocato

BARONE EDOARDO, giusta delega in calce;

– controricorrente –

e contro

GEST. LINE SPA;

– intimato –

avverso la sentenza n. 90/2006 della COMM. TRIB. REG. di NAPOLI,

depositata il 09/06/2006;

udita la relazione della causa svolta nella Udienza pubblica del

14/12/2009 dal Consigliere Dott. BERNARDI Sergio;

udito il P.M. in persona del SOSTITUTO PROCURATORE GENERALE Dott.

FEDELI Massimo, che ha concluso per l’inammissibilita’ del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

C.A. impugnava l’avviso di pagamento della tassa rifiuti solidi urbani dovuta per l’anno 2005 al Comune di Napoli, per l’abitazione di via (OMISSIS). Sosteneva che la pretesa era illegittima in quanto non era stata preceduta dall’avviso di accertamento previsto dall’art. 71 e non era stata iscritta al ruolo previsto dal D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 72. Il ricorso e’ stato respinto in primo ed in secondo grado. La contribuente ricorre per la cassazione della sentenza della CTR con tre motivi. Il Comune di Napoli resiste con controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

La CTR ha osservato che, in base agli atti, la contribuente risultava iscritta al ruolo dei debitori Tarsu dal 31.12.1995 e che negli anni successivi non era stata presentata alcuna denuncia di variazione.

“Negli anni successivi, pertanto, l’Ufficio non era obbligato ad emettere alcun avviso di accertamento. L’atto contestato riguarda esclusivamente il pagamento del tributo RSU relativo all’anno 2004.

Nella fattispecie in esame non ricorrono le ipotesi previste dal D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 71 (omessa denuncia, denuncia infedele o incompleta) per l’emissione dell’avviso di accertamento. La violazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 72 non sussiste in quanto la signora C. e’ regolarmente iscritta nei ruoli del Comune sin dal 31.12.1995. Il Comune di Napoli, rifacendosi ad una prassi consolidata, si e’ limitato, nella fattispecie, ad emettere un semplice avviso di pagamento, in sostituzione della cartella esattoriale…”.

Col primo motivo, la ricorrente denuncia “violazione art. 2909 c.c. difetto di motivazione art. 132 c.p.c., n. 4 omessa pronuncia su punto essenziale della controversia art. 112 c.p.c. art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5”. Cio’ in quanto “i giudici… non hanno fornito motivazione sull’eccezione di giudicato fondato sulla sentenza n. 424/26/05/2003 con la quale risulta annullato l’avviso di pagamento della Tarsu… per il periodo dal 1996 fino al 2000 per difetto dell’avviso di accertamento previsto dal D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 71”.

Con secondo, e’ denunciata “violazione dell’art. 112 c.p.c. art. 112 c.p.c. art. 132 c.p.c., n. 4 violazione D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 72 e D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 19, lett. d, art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5”. Si assume che la CTR ha violato l’art. 112 c.p.c. in quanto non ha pronunciato nei confronti della societa’ concessionaria della riscossione, dichiarandone illegittima la richiesta di pagamento non fondata sulla iscrizione a ruolo del tributo.

Col terzo e’ dedotta “violazione di legge art. 2909 c.c. del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 71, art. 132 c.p.c., n. 4, art. 112 c.p.c. art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5 difetto di motivazione” sul rilievo che CTR non avrebbe tenuto conto del fatto che la sentenza n. 424/26/05/2003 della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli aveva statuito che la pretesa concernente la Tarsu del 1995, iscritta a ruolo nel 1996, era illegittima perche’ non era stata preceduta dalla notifica dell’avviso di accertamento, e che “la mancanza dell’avviso di accertamento della Tarsu per il periodo 1996 – 2000 in mancanza di qualsiasi atto successivo di accertamento coinvolge anche la legittimita’ della Tarsu richiesta per il 2004”.

Il ricorso e’ inammissibile, perche’ non rispetta la previsione dell’art. 366 bis c.p.c. che, nella formulazione vigente alla data di pubblicazione della sentenza della CTR, richiedeva che i motivi di ricorso per Cassazione previsti dall’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 1, 2, 3, e 4, dovessero concludersi con la formulazione di un quesito di diritto, riflettente il principio giuridico asseritamente violato dalla pronuncia impugnata. I motivi prospettati ex art. 360 c.p.c., n. 5 come di vizi di motivazione denunciano del resto la omessa o insufficiente considerazione non di fatti materiali decisivi della causa, ma di quelle stesse argomentazioni giuridiche che integrano le denunciate violazioni di legge. Sono pertanto anch’essi inammissibili, perche’ si risolvono nella reiterazione delle doglianze inammissibili per inosservanza dell’art. 366 bis c.p.c..

Le spese del giudizio debbono seguire la soccombenza.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al rimborso delle spese del giudizio, liquidate in Euro 1.200,00, di cui Euro 1.000,00 per onorari.

Cosi’ deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 14 dicembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 28 gennaio 2010

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