Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18455 del 12/07/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 18455 Anno 2018
Presidente: FRASCA RAFFAELE
Relatore: VINCENTI ENZO

ORDINANZA
sul ricorso 12928-2017 proposto da:
MASSA PAOLO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
CASSIODORO n.1, presso lo studio dell’avvocato
GIANDOMENICO BOGLIONE, che lo rappresenta e difende
unitamente e disgiuntamente all’avvocato GIANLUCA
MARMORATO;

– ricorrente contro
ZANNONI PAOLO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
TACITO n.50, presso lo studio dell’avvocato EMANUELA
MAZZOLA, che lo rappresenta e difende;

contron.corrente

avverso la sentenza n. 245/2017 della CORTE D’APPELLO di
GENOVA, depositata il 21/02/2017;

Data pubblicazione: 12/07/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 11/04/2018 dal Consigliere Dott. ENZO VINCENTI.
Ritenuto che, con ricorso affidato a sei motivi, Paolo Massa,
avvocato, ha impugnato la sentenza della Corte di appello di Genova,
in data 21 febbraio 2017, che ne rigettava il gravame avverso la

aveva accolto la domanda di risarcimento danni, proposta da Paolo
Zannoni, per responsabilità professionale nell’esecuzione del mandato
conferito ad esso avvocato Massa per l’impugnativa dell’avviso di
liquidazione dell’imposta di successione di Italo Ernesto Zannoni
notificato il 21 maggio 2001;
che la Corte territoriale osservava: 1) che il mandato
professionale conferito all’avv. Massa non era limitabile alla sola
proposizione dei ricorsi tributari, ma investiva anche l’indicazione al
cliente dei comportamenti più opportuni per evitare conseguenze
negative e, dunque, in esso rientrava pure il suggerimento “di eseguire
il pagamento almeno per l’importo non contestato”, giacché, nella
specie, il contribuente “non contestava

tout court la debenza

dell’imposta di successione di cui all’avviso notificato il 21.5.2001”, ma
chiedeva applicarsi una aliquota più favorevole; 2) che tale pagamento
parziale dell’imposta era possibile, come, del resto, era avvenuto a
seguito della seconda cartella esattoriale notificata allo Zannoni per le
spese di lite relative al giudizio tributario conclusosi con la sentenza n.
335/2007; 3) che, dunque, l’avv. Massa era rimasto inadempiente “per
non aver dato prova di avere comunicato al cliente tutte le
informazioni rilevanti e necessarie per evitare maggiori addebiti”; 4)
che tale inadempimento era in relazione causale con il danno patito
dallo Zannoni, da quantificarsi nella somma di euro 33.635,37, “pari
alla sanzione del 30% connessa all’imposta sulla somma non contestata
Ric. 2017 n. 12928 sez. M3 – ud. 11-04-2018
-2-

decisione del Tribunale della medesima Città, il quale, a sua volta,

e degli interessi di mora pari ad euro 2.273,44”, questi ultimi non fatti
oggetto di specifico motivo di gravame; 5) che la domanda
riconvenzionale dell’avv. Massa per il pagamento dei propri compensi
professionali era infondata in ragione del suo grave inadempimento
(mancata informazione al cliente della possibilità di eseguire pagamenti

tributarie che lo riguardavano);
che resiste con controricorso Paolo Zannoni;
che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata
comunicata alle parti costituite, unitamente al decreto di fissazione
dell’adunanza in camera di consiglio, in prossimità della quale il
ricorrente hanno depositato memoria;
che il Collegio ha deliberato di adottare una motivazione in
forma semplificata.
Considerato che:
a) con il primo mezzo è dedotta “nullità della notifica della
sentenza — mancato decorso del tetinine breve ex art. 325 c.p.c.”, per
essere detta notifica avvenuta irritualmente a mezzo p.e.c. in data 20
marzo 2017;
a.1) il motivo è inammissibile perché difetta di interesse
all’impugnazione, posto che la notificazione del ricorso è comunque
avvenuta il 19 maggio 2017; dunque, nel rispetto del termine breve di
cui all’art. 325 c.p.c.;
b) con il secondo mezzo è denunciata violazione e falsa
applicazione degli artt. 1, 2 e 13 del d.lgs. n. 473 del 1997 e del d.lgs. n.
346 del 1990, avendo la Corte territoriale erroneamente ritenuto
possibile, in materia di imposta di successione, il pagamento parziale ai
sensi del d.lgs. n. 471 del 1997, concernente soltanto le imposte dirette
e l’i.v.a.;
Ric. 2017 n. 12928 sez. M3 – ud. 11-04-2018
-3-

parziali; ritardo nelle comunicazioni al cliente circa le sentenze

b.1) il motivo è inammissibile, giacché nelle cause di
responsabilità professionale nei confronti degli avvocati, la valutazione
prognostica compiuta dal giudice di merito circa il probabile esito
dell’azione giudiziale malamente intrapresa o proseguita, o comunque
dell’attività di consulenza fornita dal legale (quale ipotesi nella specie

comunque valutazione di un fatto, censurabile in sede di legittimità
solo sotto il profilo del vizio di motivazione (Cass. n. 3355/2014) e,
nella specie, di quello veicolabile in base al vigente n. 5 dell’art. 360
c.p.c., quale censura non avanzata da parte ricorrente;
c) con il terzo mezzo è dedotto omesso esame di fatto decisivo
per il giudizio, discusso tra le parti, non avendo la Corte territoriale
tenuto conto che il ricorso tributario proposto con il patrocinio di esso
avvocato Massa “aveva ad oggetto vizi sia formali che sostanziali e
mirava all’annullamento radicale dell’atto, non alla sua riduzione”;
c.1) il motivo è inammissibile, perché non coglie, e dunque non
censura, la ratio decidendi della sentenza impugnata, imperniata non già
sulla modalità di proposizione del ricorso tributario, bensì sulla
mancata previa informazione al cliente di poter addivenire ad un
pagamento parziale dell’imposta di successione;
d) con il quarto mezzo — “in subordine” — è denunciata
violazione e falsa applicazione degli artt. 1176 e 2236 c.c., avendo la
Corte territoriale errato a ritenere sussistente sia la responsabilità
professionale di esso Massa per la mancata piena informazione al
cliente di quanto necessario ad evitare maggiori addebiti, sia l’esistenza
di un danno correlato a tale responsabilità, soprattutto in contesto di
particolare complessità della questione giuridica implicata dal giudizio
tributario;

Ric. 2017 n. 12928 sez. M3 – ud. 11-04-2018
-4-

rilevante), sebbene abbia contenuto tecnico-giuridico, costituisce

d.1) il motivo è inammissibile, in quanto investe una quaestio fidi
riservata esclusivamente all’apprezzamento giudice del merito, quale è
quella inerente alla gravità dell’inadempimento del professionista (cfr.
già Cass. n. 5364/1977; in generale, Cass. n. 6401/2015),
e) con il quinto mezzo è prospettata violazione e falsa

territoriale erroneamente accolto l’eccezione di inadempimento,
riservata soltanto alla parte, sebbene tardivamente formulata dallo
Zannoni;
e.1) il motivo è inammissibile non solo perché è carente della
indicazione, intelligibile, dei contenuti degli atti processuali all’uopo
rilevanti (e della loro idonea localizzazione processuale ai sensi dell’art.
366, primo comma, n. 6, c.p.c.) ai fini della dimostrazione della
tardività dell’eccezione, ma anche, e soprattutto, perché nella sentenza
impugnata non si fa cenno ad analogo motivo di gravame contro la
sentenza di primo grado, cosicché il ricorrente, per evitare la
preclusione di giudicato sul punto, avrebbe dovuto anzitutto
evidenziare di aver avanzato una siffatta specifica censura anche in
sede di appello: onere, questo, non affatto assolto;
f) con il sesto mezzo è denunciata “omessa valutazione di un
fatto” in relazione alla domanda riconvenzionale e all’adempimento
dell’obbligazione del professionista, essendo la decisione di appello

non congruamente motivata ed incoerente”, poiché ha dato rilievo, ai

fini dell’accertato inadempimento del legale e del danno liquidato, ai
soli obblighi accessori di informazione, senza elevare alcun addebito in
riferimento all’attività principale svolta dal difensore, ossia quella di
proposizione dei vari ricorsi tributari in favore dello Zannoni;
f.1) il motivo è inammissibile, in quanto impinge su una
valutazione di fatto (quella della gravità dell’inadempimento) rimessa
Ric. 2017 n. 12928 sez. M3 – ud. 11-04-2018
-5-

applicazione degli artt. 183 c.p.c. e 1460 c.c., avendo la Corte

all’apprezzamento del giudice del merito, che viene censurata
sostanzialmente in base al vizio di motivazione di cui all’abrogato, e
inapplicabile

ratione ternporis

alla presente impugnazione, n. 5 dell’art.

360 c.p.c.;
che la memoria di parte ricorrente (là dove non inammissibile in

ragioni di censura) non offre argomenti idonei a scalfire le
considerazioni che precedono;
che il ricorso va, quindi, dichiarato inammissibile e il ricorrente
condannato al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, come
liquidate in dispositivo in conformità ai parametri di cui al d.m. n. 55
del 2014.
PER QUESTI MOTIVI
dichiara inammissibile il ricorso;
condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese del
giudizio di legittimità, che liquida, in favore della parte
controricorrente, in euro 4.000,00 per compensi, oltre alle spese
forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in euro
200,00 ed agli accessori di legge.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002,
dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del
ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis del citato art. 13.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della V1-3
Sezione civile della Corte suprema di Cassazione, in data 11 aprile
2018.

Ric. 2017 n. 12928 sez. M3 – ud. 11-04-2018
-6-

quanto non solo illustrativa, ma anche integrativa/emendativa delle

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA