Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1845 del 25/01/2018


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Cassazione civile, sez. VI, 25/01/2018, (ud. 26/10/2017, dep.25/01/2018),  n. 1845

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1.= L’Avis Budget Italia spa lamenta:

a) Con il primo motivo la violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, artt. 22 e 23, 386 Reg. C.d.S. e art. 196C.d.S. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. Secondo la ricorrente, avrebbe errato il Tribunale di Firenze nel dichiarare l’inammissibilità del ricorso, ritenendo che l’eventuale difetto di legittimazione sostanziale passiva avrebbe dovuto essere fatto valere in sede di opposizione avverso il verbale di accertamento, perchè il ricorso in opposizione, ai sensi della L. n. 689 del 1081, art. 22, nei confronti di una cartella esattoriale o dell’avviso di mora emesso per il recupero di sanzioni amministrative sarebbe pienamente legittimo e rappresenta lo specifico rimedio previsto dal legislatore, posto che, ai sensi dell’art. 296 C.d.S., comma 1 e art. 84 C.d.S., nel caso concreto, la società non doveva rispondere dell’infrazione contestata. Infatti, l’organo accertatore una volta verificato che il veicolo era di proprietà di una società di noleggio avrebbe dovuto provvedere all’ulteriore notifica del verbale di contestazione al locatario e al conducente del veicolo indicato dalla società stessa e avrebbe dovuto procedere all’archiviazione del procedimento nei confronti della società proprietaria dell’automezzo. Se, dunque, l’organo accertatore, avuto la comunicazione, da parte della società, dei clienti che erano alla guida dell’autovetture al momento in cui sono stati elevati i verbali di contestazione ha, comunque, continuato il procedimento anche nei confronti della società notificando la cartella di pagamento, la stessa poteva essere impugnata propri(r) per far valere la sua mancata legittimazione passiva.

b) con il secondo motivo omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5. Violazione ed errata applicazione dell’art. 196 C.d.S.. Secondo la ricorrente il Tribunale di Firenze non avrebbe correttamente applicato la normativa di cui all’art. 196 C.d.S., che dovrebbe essere interpretata, sempre secondo la ricorrente, nel senso che nel caso di vetture date in noleggio il proprietario non sarebbe tenuto, al pagamento della sanzione per violazione al codice della strada, in solido con il locatario ed il conducente.

1.1.= Entrambi i motivi, considerata la loro connessione, vanno esaminati congiuntamente e sono infondati. Entrambi i motivi sono legati da una questione di fondo che appare opportuno esaminarla in via prioritaria, e cioè, se la società Avis Budget Italia che gestisce un’attività di noleggio fosse solidalmente responsabile, o no, delle eventuali violazioni del codice della Strada commesse con le autovetture concessa in noleggio.

Sostanzialmente la ricorrente sostiene che, l’aver l’ultima parte della norma di cui all’art. 196 C.d.S., indicato il solo locatario (e non già il proprietario o i soggetti equiparati indicati nella prima parte di detta norma) quale soggetto solidalmente responsabile nel caso di cui all’art. 84 C.d.S. (locazione di veicolo senza conducente), consentirebbe di escludere la responsabilità di colui che concede in locazione (breve) il veicolo, cioè il proprietario. Epperò, tale interpretazione non tiene conto della ratio complessiva della norma in questione, che ha voluto prevedere soggetti diversi dal proprietario del veicolo, quali obbligati in via solidale, solo nelle ipotesi specificamente indicate come l’usufruttario, l’acquirente con patto di riservato dominio o l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria. La norma non prevede il semplice locatore del veicolo, e ciò per l’evidente ragione, indicata chiaramente dalla Corte di Appello, dell’agevole identificabilità, negli altri casi (diversamente dalla locazione semplice), del soggetto solidalmente responsabile. La norma, infatti, intende assicurare, attraverso la titolarità di un diritto adeguatamente e agevolmente accertabile, la possibilità di ottenere il pagamento della sanzione. Nel caso della locazione del veicolo senza conducente, il rapporto di locazione riguarda solo il locatore e il locatario e il nominativo di quest’ultimo è noto al solo locatore (tranne specifici accordi tra le parti) Di qui, la ragione della mancata equiparazione del locatore alle ipotesi su indicate. Nè, in ragione della ratio indicata, può sostenersi un’interpretazione dell’ultima parte dell’art. 196 C.d.S., che giunga a vanificare in concreto la solidarietà, una volta che non sia agevolmente identificabile il conducente e non sia altrettanto agevolmente accertabile il locatario, specie per i noleggi a breve termine. In definitiva e per queste ragioni deve concludersi che l’ultima parte dell’art. 196 C.d.S., deve interpretarsi nel senso che il locatario è un ulteriore soggetto obbligato solidamente, oltre al proprietario (o ai soggetti equiparati) ed al conducente. (v. Cass. 18588/2015).

1.2.= Pertanto, nel caso specifico, correttamente, il Comune di Firenze rilevata l’infrazione e non essendo stato individuato il conducente provvide a notificare i verbali di contestazione alla

società Avis, proprietaria delle autovetture ed unico soggetto identificabile attraverso il pubblico registro automobilistico. La società a norma degli artt. 203 e 204 bis C.d.S. avrebbe potuto presentare ricorso al Perfetto e in quella sede avrebbe potuto rappresentare le proprie contestazioni. In mancanza di una impugnazione in via amministrativa dei verbali come prescritto dall’art. 203 C.d.S., comma 3 “(….) il verbale, in deroga alle disposizioni di cui alla L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 17, costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale e per le spese di procedimento” e anche nelle ipotesi in cui la società avesse comunicato correttamente i nominativi dei clienti responsabili dell’infrazioni, perchè la solidarietà, ai sensi della normativa richiamata, continua ad operare all’esterno, fermo restando che all’interno, nel rapporto, cioè, tra società e i propri clienti, la società, estinta l’obbligazione di che trattasi avrà diritto di regresso nei confronti del proprio cliente che ha commesso l’infrazione.

1.3.= Ciò posto, considerato il vincolo legale di solidarietà che rende la proprietaria del veicolo (nel caso la società Avis) ad essere responsabile del pagamento della sanzione per violazione del Codice della Strada, del tutto correttamente il Tribunale di Firenze ha dichiarato l’inammissibilità dell’opposizione proposta dall’Avis posto che le ragioni di una illegittimità delle sanzioni o di una mancata legittimazione sostanziale passiva andava proposta con l’impugnazione dei verbali e non anche con impugnazione della cartella.

In definitiva, il ricorso va rigettato e la ricorrente condannata a rimborsare a parte controricorrente le spese del presente giudizio di cassazione che vengono liquidate con il dispositivo. Il Collegio dà atto che, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, sussistono i presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente a rimborsare a parte controricorrente le spese del presente giudizio che liquida in Euro 2.200,00 di cui Euro 200 per esborsi, oltre spese generali pari al 15% dei compensi, ed accessori come per legge, dà atto che, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, sussistono i presupposti per il versamento da parte dei ricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del comma 1-bis dello stesso art. 13.

Depositato in Cancelleria il 25 gennaio 2018

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