Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18431 del 26/07/2017

Cassazione civile, sez. trib., 26/07/2017, (ud. 19/04/2017, dep.26/07/2017),  n. 18431

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BIELLI Stefano – Presidente –

Dott. BRUSCHETTA Ernestino Luigi – Consigliere –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. PERRINO Angelina Maria – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 24888/2012 R.G. proposto da:

L.B.G., rappresentato e difeso dall’Avv. Liborio Pirrone

Balsamo ed elettivamente domiciliato presso l’Avv. Giuseppe Iacono

Quarantino, in Roma, via Val Di Lanzo, n. 79, giusta procura

speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso

la quale è domiciliata ex lege in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Sicilia, n. 28/06/11, depositata il 21 settembre 2011;

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 19 aprile

2017 dal Consigliere Giuseppe Fuochi Tinarelli;

Letta la memoria depositata dall’Avv. Liborio Pirrone Balsamo.

Fatto

RITENUTO

CHE:

– L.B.G. ricorre con un motivo avverso la decisione emessa dalla CTR della Sicilia assumendo la violazione e falsa applicazione del D.L. n. 331 del 1993, art. 62 bis, D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32 e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 52, nonchè illogica motivazione per non aver il giudice d’appello valutato la gravità della patologia del contribuente ai fini dello scostamento del reddito dichiarato dagli standards dello studio di settore applicato dall’Ufficio;

– il motivo è inammissibile per una pluralità di concorrenti ragioni atteso che, oltre ad un improprio, ed in sè inammissibile, cumulo di vizi (violazione di legge e difetto di motivazione), la doglianza mira più che a censurare l’accertamento operato dalla CTR, a proporre una ricostruzione dei fatti alternativa a quella del giudice di merito (fino a riprodurre nel ricorso il contenuto di una inedita relazione medico peritale), e, dunque, in vista di una nuova e non consentita valutazione dei fatti da parte della Suprema Corte;

– la CTR, del resto, ha valutato in termini articolati gli stati patologici (duodenopatia erosiva, poi regredita, e diabete mellito 2^ tipo; cardiopatia ischemica; helicobacter pylori, curabile), le visite e i ricoveri (non più di due settimane in tutto l’anno) del contribuente, ritenendo tali elementi neppure “idonei nel loro complesso a produrre, anche sotto il profilo della normale capacità lavorativa, un decremento del reddito” nè tali da “riverberare i suoi effetti sull’intero anno d’imposta”, senza che tale percorso logico ed argomentativo sia stato in alcun modo criticato o contrastato, limitandosi la parte a contrapporre la propria valutazione;

– il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile e le spese di questo giudizio regolate per soccombenza.

PQM

 

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente a rifondere all’Agenzia delle entrate le spese di questo giudizio, che liquida in Euro 5.000,00, oltre accessori di legge e oltre spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, nella adunanza camerale, il 19 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 26 luglio 2017

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