Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18429 del 08/09/2011

Cassazione civile sez. I, 08/09/2011, (ud. 06/04/2011, dep. 08/09/2011), n.18429

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PLENTEDA Donato – Presidente –

Dott. CECCHERINI Aldo – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

Dott. DIDONE Antonio – Consigliere –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 11249/2010 proposto da:

QUADRIFOGLIO VERONA S.P.A. (C.F. (OMISSIS)), in persona del

Presidente del C.d.A. pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA,

VIA CESARE BECCARIA 88, presso l’avvocato FEROCI Marco, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato RATTO MARILENA, giusta

procura speciale per Notaio dott. ENRICO PARENTI di ROMA – Rep. n.

9854 6 del 13.4.10;

– ricorrente –

contro

D.L.G.;

– intimato –

avverso il provvedimento del TRIBUNALE di VERONA, depositato il

23/04/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

06/04/2011 dal Consigliere Dott. ROSA MARIA DI VIRGILIO;

udito, per la ricorrente, l’Avvocato M. CURTI, per delega, che ha

chiesto l’accoglimento del ricorso;

lette le conclusioni scritte del Cons. Deleg. DI VIRGILIO;

il P.G. Dott. CESQUI ELISABETTA non ha nulla da osservare.

La Corte:

Fatto

PREMESSO IN FATTO

che il Relatore ha depositato in data 31 gennaio 2011 la relazione sul ricorso ex art. 42 c.p.c., proposto dalla Quadrifoglio Verona s.p.a. avverso il provvedimento di sospensione del giudizio ex art. 295 c.p.c., reso dal Tribunale di Venezia all’udienza del 18 marzo 2010;

che il Presidente della Sezione, con decreto del 16 febbraio 2011, ha fissato per la data del 6 aprile 2011 l’adunanza in Camera di consiglio;

che detto decreto e la relazione sono stati comunicati dalla Cancelleria al P.M. e notificati agli avvocati delle parti nel termine di legge di venti giorni prima della data fissata.

Rilevato che la Relazione ha concluso nei termini che di seguito si riportano: “3.1. Il primo motivo di ricorso appare manifestamente fondato. Secondo la giurisprudenza di questa corte,di cui vedi, tra le ultime, le pronunce 3307/06 e 1230/00, per la sospensione necessaria del giudizio ex art. 295 c.p.c., non è sufficiente che tra due controversie sussista una mera pregiudizialità logica, ma occorre l’esistenza di un obiettivo rapporto di pregiudizialità giuridica, che ricorre solo quando la definizione di una controversia costituisce l’antecedente logico-giuridico dell’altra, il cui accertamento debba avvenire con efficacia di giudicato, atteso che la ratio della norma va individuata nell’esigenza di evitare il conflitto di giudicati, che non ricorre quando il possibile contrasto riguarda non il giudizio, ma soltanto gli effetti pratici dell’una o dell’altra pronuncia.

Orbene, nel caso, anche a ritenere che il giudizio ritenuto dal Tribunale pregiudicante abbia ad oggetto i due diversi diritti, di opzione e di offerta in prelazione, previsti a favore del conduttore dal D.L. n. 351 del 2001, art. 3, comma 20, convertito nella L. n. 410 del 2001, è di palese evidenza che l’oggetto del giudizio sospeso, ovvero la cessazione del contratto di locazione alla scadenza contrattuale, non è questione che il giudice della causa ritenuta pregiudicante debba conoscere con efficacia di giudicato, essendo limitata la cognizione all’esistenza del vincolo contrattuale tra le parti al momento di esercizio del diritto incidenter tantum, ed altresì nel giudizio avente ad oggetto la cessazione del contratto alla scadenza, non vi è neppure la cognizione incidentale sul diritto di opzione.

3.2. Deve ritenersi altresì fondato il secondo motivo, inteso a far valere il vizio di motivazione. Ed invero, il ragionamento del Tribunale si palesa incongruo e contraddittorio, partendo dalla premessa della impossibilità di evincere dalla documentazione in atti e proprio per la mancanza dell’atto d’appello essenziale per la valutazione del rapporto di pregiudizialità, quale fosse l’oggetto del giudizio, per poi concludere, in via dubitativa, per la sospensione, facendo riferimento alla mera prospettazione della tesi di parte”.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

che sono condivisibili le conclusioni assunte nella relazione, i cui rilievi, che precedono, con riguardo al primo motivo, sono risolutivi anche della seconda censura;

che pertanto va cassata l’ordinanza impugnata, e gli atti vanno rimessi al Giudice del merito;

che le spese del presente regolamento di competenza, liquidate come in dispositivo, devono seguire il criterio della soccombenza.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa il provvedimento impugnato e dispone la rimessione degli atti al Tribunale di Verona, per la prosecuzione del giudizio; condanna il D.L. a rifondere alla società Quadrifoglio Verona s.p.a. le spese del presente giudizio, liquidate in Euro 1.700,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 6 aprile 2011.

Depositato in Cancelleria il 8 settembre 2011

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