Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18425 del 08/09/2011

Cassazione civile sez. VI, 08/09/2011, (ud. 30/06/2011, dep. 08/09/2011), n.18425

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SALME’ Giuseppe – Presidente –

Dott. RORDORF Renato – Consigliere –

Dott. FORTE Fabrizio – Consigliere –

Dott. DI PALMA Salvatore – Consigliere –

Dott. DIDONE Antonio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 22041/2010 proposto da:

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI (OMISSIS) in persona del Ministro

pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI

12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende, ope legis;

– ricorrente –

contro

T.M.;

– intimata –

avverso il decreto n. 760/09 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE del

20.11.09, depositato il 18/03/2010;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

30/06/2011 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONIO DIDONE.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. ANTONIETTA

CARESTIA.

Fatto

RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO

p. 1.- La relazione deposita ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c. è del seguente tenore: “1.- Il Ministero degli Affari Esteri ha proposto ricorso per cassazione – affidato a un motivo con il quale è denunciata la violazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 29, come modificato nel 2008 – contro il decreto la Corte di appello di Firenze, depositato in data 18.3.2010, di rigetto del reclamo della detta Amministrazione contro il provvedimento del Tribunale di Lucca con il quale era stato accolto il ricorso di T.M. avverso il diniego di rilascio di nulla osta al ricongiungimento familiare con i genitori.

Secondo la Corte di merito i requisiti restrittivi introdotti dopo il nulla osta della Prefettura non condizionavano il rilascio del visto consolare, il cui diniego era successivo all’entrata in vigore del D.Lgs. n. 160 del 2008.

Il Ministero ricorrente denuncia violazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 29, comma 1 e D.Lgs. n. 5 del 2007, art. 2, lett. e, comma d), come mod. dal D.Lgs. n. 160 del 2008, deducendo che erroneamente la Corte di merito avrebbe ritenuto inapplicabile lo jus superveniens e ciò in considerazione dell’autonomia dei due distinti atti amministrativi, nulla osta e visto di ingresso, e della necessità che nel momento dell’emanazione di ciascun atto siano sussistenti le condizioni previste dalla legge. Talchè nella concreta fattispecie correttamente era stato negato il visto di ingresso essendo entrata in vigore la modifica normativa richiedente l’ulteriore requisito (in relazione al genitore ultrasessantacinguenne) dell’inesistenza, nel Paese di origine, di altri figli idonei al sostentamento. Non ha svolto difese l’intimata.

2.2. – L’unico motivo di ricorso sembra manifestamente fondato, sì che il ricorso potrà essere deciso in camera di consiglio in applicazione del principio per il quale in tema di disciplina dell’immigrazione, il rilascio del visto di ingresso allo straniero richiedente il ricongiungimento familiare si configura come l’atto conclusivo di un procedimento amministrativo a formazione complessa, il quale coinvolge sia le determinazioni espresse dalla Questura, sia le valutazioni dell’Autorità consolare, di guisa che, dovendo gli atti e i provvedimenti amministrativi essere formati nel rispetto della normativa vigente al momento della loro emanazione, il sopravvenire di una nuova legge durante lo svolgimento del procedimento comporta l’applicazione del principio tempus regit actum, nel senso che ciascuna delle fasi va sottoposta alla disciplina della legge vigente nel tempo in cui viene compiuta (Sez. 1, Sentenza n. 15247/2006). Pertanto, lo ius superveniens, costituito dal D.Lgs. n. 160 del 2008, art. 1, che ha modificato la lett. d), art. 29 D.Lgs. n. 286 del 1998, nel senso che il ricongiungimento può essere chiesto in relazione ai genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza, ovvero genitori ultrasessantacinquenni, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati, gravi motivi di salute, deve essere applicato qualunque sia la fase del procedimento, e quindi anche dopo il rilascio del nulla osta e sino alla concessione del visto di ingresso (cfr. Sez. 1^, ordinanza del 5 luglio 2010 sul ricorso R.G. 19096/2009, Ministero degli Affari Esteri c. Chen Linguang)”.

p. 2.- Il Collegio condivide le conclusioni della relazione e le argomentazioni sulle quali esse si fondano e che conducono all’accoglimento del ricorso.

Il provvedimento impugnato deve essere cassato con rinvio per nuovo esame e per il regolamento delle spese alla Corte di appello di Firenze in diversa composizione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa il provvedimento impugnato e rinvia per nuovo esame e per il regolamento delle spese alla Corte di appello di Firenze in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 30 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 8 settembre 2011

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