Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18352 del 12/07/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 18352 Anno 2018
Presidente: ARMANO ULIANA
Relatore: D’ARRIGO COSIMO

ORDINANZA INTERLOCUTORIA
sul ricorso iscritto al n. 8686-2017 R.G. proposto da:
STARA SALVATORE, elettivamente domiciliato in Roma, via Pilo
Albertelli, n. 1, presso lo studio dell’avvocato Lucia Camporeale,
rappresentato e difeso da se stesso;
– ricorrente contro

STATO ITALIANO e PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, in
persona del Presidente del Consiglio pro tempore, elettivamente
domiciliati in Roma, via dei Portoghesi, n. 12, presso l’Avvocatura
Generale dello Stato, che li rappresenta e difende ope legis;
– resistenti –

per regolamento di competenza avverso l’ordinanza n. R.G.
37521/2016 del Tribunale di Roma, depositata il 07/03/2017;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 29/11/2017 dal Consigliere Dott. Cosimo D’Arrigo;

Data pubblicazione: 12/07/2018

lette le conclusioni scritte del Pubblico Ministero, in persona del
Sostituto Procuratore Generale Dott. Alessandro Pepe che visti gli
artt. 42 e 380-ter cod. proc. civ. chiede la rimessione degli atti al
Primo Presidente della Corte di cassazione perché voglia valutare, ai
sensi dell’art. 374, secondo comma, cod. proc. civ. di disporre che la

in camera di consiglio, accolga il regolamento di competenza proposto
dallo Salvatore Stara, con le conseguenze di legge.
RITENUTO
Salvatore Stara ha proposto istanza per regolamento di competenza
avverso l’ordinanza del 7 marzo 2017 con la quale il Tribunale di
Roma ha dichiarato la propria incompetenza a decidere sulla
domanda di risarcimento proposta dall’attuale ricorrente nei confronti
di vari magistrati della Corte di cassazione per non essersi pronunciati
su una specifica istanza di trattazione in pubblica udienza del ricorso
n. 981/2016 R.G.
In particolare, il Tribunale di Roma ha ritenuto competente il
Tribunale di Perugia ai sensi dell’art. 11 cod. proc. pen., venendo in
discussione l’operato di magistrati con sede di servizio in Roma.
Lo Stato Italiano e la Presidenza del Consiglio dei Ministri si sono
costituiti chiedendo il rigetto dell’istanza dello Stara e che sia
dichiarata la competenza del Tribunale di Perugia.
Lo Stara ha depositato una memoria difensiva con la quale ha
segnalato che, in altra vicenda analoga, la questione è stata rimessa
alle Sezioni Unite con ordinanza del 3 novembre 2017.
CONSIDERATO
Questa Corte ha affermato che, in tema di – azione per la
responsabilità civile dei magistrati, ai fini dell’individuazione del
giudice competente per territorio, il criterio di collegamento di cui
all’art. 11 cod. proc. pen., richiamato dall’art. 4 della legge n. 117 del
1988, opera nei confronti di tutti i magistrati, compresi quelli delle

Ric. 2017 n. 08686 sez. M3 – ud. 29-11-2017

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Corte pronunci a Sezioni unite; nel merito che la Corte di Cassazione

istituzioni di vertice, non ostandovi, sul piano lessicale, il termine
“distretto”, adoperato nell’art. 4 cit., atteso che tutti i magistrati,
anche quelli che non hanno un “distretto” di appartenenza, operano
comunque in una sede (nella specie, in Roma), rispetto alla quale può
individuarsi la sede diversa ex art. 11 cod. proc. pen. (nella specie, in

responsabilità non siano prossimi ai giudici cui la responsabilità è
ascritta (Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 8997 del 05/06/2012, Rv. 622634;
conf. Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 668 del 11/01/2013, Rv. 624991).
Tali pronunce sono asseritamente conformi a Sez. U, Ordinanza n.
6307 del 16/03/2010, Rv. 612154.
Sennonché il principio affermato da quest’ultima sentenza è almeno
parzialmente diverso. Le Sezioni unite, infatti, hanno ritenuto che, in
tema di equa riparazione per violazione del termine di ragionevole
durata del processo, ai fini dell’individuazione del giudice
territorialmente competente in ordine alla relativa domanda, il criterio
di collegamento stabilito dall’art. 11 cod. proc. pen., richiamato
dall’art. 3, comma primo, della legge 24 marzo 2001, n. 89, va
applicato con riferimento al luogo in cui ha sede il giudice di merito,
ordinario o speciale, dinanzi al quale ha avuto inizio il giudizio
presupposto, anche nel caso in cui un segmento dello stesso si sia
concluso dinanzi alla Corte di cassazione.
La differenza sta in ciò: nel caso regolato dalle Sezioni unite si
trattava si decidere su una domanda di equa riparazione per
violazione del termine di ragionevole durata del processo
(amministrativo), sicché la condotta oggetto di valutazione
riguardava non solo l’ultimo grado di giudizio, svoltosi innanzi ad una
giurisdizione nazionale (nella specie, il Consiglio di Stato), ma anche i
gradi precedenti, in cui era individuabile un giudice territorialmente
competente; qui, così come nelle pronunce del 2012 e del 2013, si

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Perugia), al fine di assicurare che i giudici competenti a decidere sulla

tratta invece di una azione di responsabilità civile proposta solamente
contro i giudici di legittimità.
Consegue che le sentenze più recenti solo apparentemente si
pongono nel solco della decisione delle Sezioni unite, dalla quale
invece nella sostanza si discostano, dando luogo ad un contrasto (non

Come rilevato anche dallo Stara, tale contrasto è già stato segnalato,
in un caso del tutto analogo, con ordinanza di remissione alle Sezioni
unite del 3 novembre 2017, n. 26237 del 2017.
Appare dunque opportuno che la decisione del presente regolamento
sia rinviata a data successiva alla pronuncia delle Sezioni unite
sull’identica questione di diritto.
P.Q.M.
rinvia a nuovo ruolo in attesa della pronuncia delle Sezioni unite sulla
medesima questione di diritto.

Così deciso in Roma, il 29 novembre 2017.

del tutto consapevole).

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