Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18332 del 25/07/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 25/07/2017, (ud. 27/06/2017, dep.25/07/2017),  n. 18332

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. DE STEFANO Franco – rel. Consigliere –

Dott. SCARANO Luigi A. – Consigliere –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 06657/2017 R.G. proposto da:

P.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA SABOTINO 12,

presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO MISSORI, rappresentato e

difeso dall’avvocato LUIGI TOMMASO CIAMBRONE;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA SALUTE;

– intimato –

avverso la sentenza n. 8645/2016 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE,

depositata il 03/05/2016;

udita la relazione svolta nella camera di consiglio non partecipata

del 27/06/2017 dal Consigliere Dott. DE STEFANO Franco.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

P.G. ricorre – con atto ritualmente notificato alla sua controparte – per la correzione dell’errore materiale da cui prospetta essere affetta la sentenza 03/05/2016, n. 8645, di questa Corte, con cui, accolto il suo ricorso nei confronti del Ministero della Salute, è stato disposto il rinvio alla Corte d’appello di Palermo, anzichè a quella di Catanzaro, che aveva pronunciato la sentenza cassata;

non svolge attività difensiva in questa sede l’intimato;

è formulata proposta di definizione – per manifesta fondatezza – in camera di consiglio ai sensi dell’art. 380 – bis c.p.c., comma 1, come modificato dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, art. 1 – bis, comma 1, lett. e), conv. con modif. dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

il Collegio ha raccomandato la redazione della motivazione in forma semplificata;

l’errore materiale prospettato effettivamente sussiste: la sentenza individua, quale giudice del rinvio, la “stessa corte di appello”, evidentemente, di quella che aveva pronunziato la sentenza gravata, “ma in diversa composizione” (v. p. 7, a pag. 9, terza riga), per poi, incongruamente ed evidentemente per mero errore materiale, in dispositivo indicare, in luogo della Corte di appello di Catanzaro, che appunto aveva reso la cassata sentenza (la n. 1541 del 2013, in causa già iscr. al n. 555/08 r.g. di quell’ufficio) oggetto del ricorso così deciso, quella di Palermo;

d’altro canto, neppure sono, nella motivazione, esplicitate ragioni che inducano a ritenere opportuno rinviare a giudice diverso da quello che ha emesso la sentenza cassata;

può pertanto accogliersi il ricorso nei sensi di cui in dispositivo, CN1 ai sensi dell’art. 391 – bis c.p.c., come novellato dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, conv. con mod. dalla L. 25 ottobre 2016, n. 197;

non sussistono, per la natura del procedimento, i presupposti nè per provvedere sulle spese, nè per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 – quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, in tema di contributo unificato per i gradi o i giudizi di impugnazione.

PQM

 

dispone correggersi il dispositivo della sentenza di questa Corte n. 8645, pubblicata il 03/05/2016, sostituendovisi la parola “Palermo” con la parola “Catanzaro”.

Motivazione Semplificata.

Così deciso in Roma, il 27 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 25 luglio 2017

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