Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1833 del 23/01/2019

Cassazione civile sez. trib., 23/01/2019, (ud. 20/12/2018, dep. 23/01/2019), n.1833

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – rel. Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 12228/2014 R.G. proposto da:

R.F., rappresentato e difeso dall’Avv. Pasquale Pizzuti;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato

domiciliata in Roma in Via Portoghesi n. 12.

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio

n. 326/5/2013 depositata il 7 novembre 2013;

Udita la relazione svolta nella Camera di Consiglio svolta dal

Consigliere dr. Cosmo Crolla.

Fatto

RITENUTO

che:

1. R.F. proponeva ricorso davanti alla CTP di Salerno avverso l’avviso di liquidazione e irrogazione di sanzioni nr. (OMISSIS) della locale Agenzia delle Entrate per decadenza dei benefici fiscali “prima casa”, previsti dalla L. n. 243 del 1993 e successive modificazioni, per aver rivenduto l’immobile acquistato per Notaio A., registrato il (OMISSIS) (sito in Fisciano ed esteso mq 62) entro il quinquennio, senza riacquisto entro un anno di altro immobile.

2. La CTP accoglieva il ricorso ritenendo che l’accertamento, intervenuto il 5 marzo 2011, fosse tardivo in quanto era decorso il termine di anni quattro dalla prima vendita di una quota dell’immobile.

2. Proponeva appello l’Agenzia delle Entrate e la CTR, con sentenza del 7 novembre 2013, accoglieva l’appello e compensava le spese, rilevando che l’Amministrazione finanziaria aveva tempestivamente notificato l’atto di recupero della maggiore imposta entro il termine di tre anni dallo scadere dell’anno dalla vendita della seconda unità immobiliare frazionata.

3. Avverso la sentenza della CTP ha proposto ricorso per Cassazione R.F.. L’Agenzia delle Entrate ha resistito depositando controricorso. Il Pubblico Ministero non ha depositato conclusioni scritte nè le parti hanno depositato memorie.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Con un unico motivo deduce il ricorrente la violazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art 76, in relazione all’art. 360 c.p.c..

In particolare lamenta il ricorrente che illegittimamente la commissione di secondo grado ha affermato la tempestività dell’impugnato avviso non considerando che il termine triennale di cui al D.P.R. cit., art. 76, andasse computato dal decorso dell’anno dalla prima vendita avvenuta nel 2005 così come statuito dal giudice di primo grado.

La CTR, facendo decorrere il termine per l’accertamento dalla seconda vendita frazionata, si sarebbe posta in netta antitesi con le finalità perseguite dalla legge, consentendo una illegittima speculazione da parte dei cittadini ove fosse loro consentito di continuare a beneficiare delle agevolazioni ottenute pur privandosi di ampie porzioni di immobili.

2. Il motivo è infondato.

2.1. In punto di fatto è stato accertato che l’unità immobiliare acquistata con il beneficio della agevolazione fiscale della “prima casa” con atto notarile registrato il (OMISSIS), è stata dapprima frazionata in due unità di mq circa 30 cadauna e, successivamente, una prima porzione è stata alienata con atto per Notaio S. il (OMISSIS) ed una seconda è stata venduta con atto per Notaio B., registrato il (OMISSIS), senza che il ricorrente avesse provveduto mai ad acquistare altre unità immobiliari.

2.2. Ciò premesso non può ritenersi perfezionata con il primo atto di vendita del 2005 la fattispecie della vendita dell’immobile a titolo oneroso acquistato con il beneficio fiscale conclusa entro il termine di cinque anni dalla data del suo acquisto, dal momento che il contribuente ha conservato la piena ed esclusiva proprietà della residua unità immobiliare frazionata, la cui estensione non era di per sè inidonea ad essere adibita ad abitazione; tanto è vero che il singolo alloggio ricavato dalla ripartizione immobiliare è stato oggetto di separato ed autonomo atto di trasferimento ad un terzo soggetto.

Nè il ricorrente ha mai prospettato elementi di fatto che escludessero l’effettivo e concreto impiego abitativo dell’unità immobiliare frazionata e rimasta in sua proprietà, conformemente alle dichiarazioni rese in occasione dell’acquisto della proprietà dell’immobile nella sua interezza.

2.3. Correttamente pertanto l’impugnata sentenza ha individuato il dies a quo del termine triennale previsto dal D.P.R. cit., art. 76, nell’atto di vendita stipulato in data (OMISSIS), giorno di scadenza dell’anno successivo alla seconda alienazione, con conseguente decadenza dall’agevolazione fiscale, perchè “solo allo spirare di tale termine senza avere effettuato un nuovo acquisto il contribuente perde, in via definitiva, il diritto all’agevolazione, provvisoriamente goduta sul primo acquisto” (Cass. n. 3783/13; in termini, Cass. 28880/08).

La notifica del provvedimento impositivo avvenuta in data 5 marzo 2011 è quindi tempestiva.

3. Il ricorso va rigettato; le spese del presente vengono interamente compensate tra le parti avuto riguardo alla novità della questione trattata.

PQM

La Corte, rigetta il ricorso e compensa interamente tra le parti le spese del presente giudizio.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte dei ricorrenti dell’ulteriore importo pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 20 dicembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 23 gennaio 2019

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA