Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18321 del 03/09/2020

Cassazione civile sez. II, 03/09/2020, (ud. 25/06/2020, dep. 03/09/2020), n.18321

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Presidente –

Dott. ORICCHIO Antonio – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 23091-2019 proposto da:

M.M.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

TORINO n. 7, presso lo studio dell’avvocato LAURA BARBERIO,

rappresentato e difeso dall’avvocato MAURIZIO VEGLIO;

– ricorrente –

contro

QUESTORE PROVINCIA PAVIA, e MINISTERO DELL’INTERNO;

– intimati –

avverso il decreto del GIUDICE DI PACE di TORINO, depositata il

21/01/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

25/06/2020 dal Consigliere Dott. STEFANO OLIVA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

Il ricorrente, cittadino (OMISSIS), veniva attinto da provvedimento del Questore di Pavia del 24.12.2018, con il quale veniva disposto il suo trattenimento presso il c.p.R. di Torino. Il provvedimento era convalidato dal Giudice di Pace di Torino in data 28.12.2018.

Con il provvedimento impugnato il Giudice di Pace di Torino, a seguito di richiesta della Questura di Torino, disponeva la proroga del trattenimento all’esito dell’udienza del 21.1.2019.

Propone ricorso per la cassazione di detto ultimo provvedimento M.M.L. affidandosi ad un solo motivo.

Il Ministero dell’Interno, intimato, non ha svolto attività difensiva nel presente giudizio di legittimità.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 14,artt. 24 e 111 Cost., art. 6 della Convenzione E.D.U., nonchè della Direttiva CE 2008/115 in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5 perchè il Giudice di Pace avrebbe rifiutato il diritto del ricorrente di partecipare all’udienza, nonostante la specifica richiesta formulata dal difensore.

La doglianza è fondata.

Va infatti ribadito il principio secondo cui “Al procedimento giurisdizionale di decisione sulla proroga del trattenimento dello straniero nel centro di identificazione ed espulsione si applicano le stesse garanzie del contraddittorio, consistenti nella partecipazione necessaria del difensore e nell’audizione dell’interessato, previste dal D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 14 per il procedimento di convalida della prima frazione temporale del trattenimento, senza che sia necessaria una richiesta dell’interessato di essere sentito” (Cass. Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 12709 del 20/06/2016; Rv.640098; conf. Cass. Sez. 1, Sentenza n. 28423 del 07/11/2018, Rv.651451; cfr. anche Cass. Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 13117 del 15/06/2011, Rv. 618336). Nel caso di specie, nonostante il difensore avesse ritualmente eccepito la mancata presenza del ricorrente all’udienza, come risulta dal verbale dell’udienza del 20 gennaio 2019, allegato al provvedimento impugnato, il Giudice di Pace ha comunque disposto la proroga della misura restrittiva della sua libertà, in violazione del principio appena richiamato, sulla base dell’erroneo presupposto che “… la garanzia del diritto alla difesa è assicurata dalla presenza in udienza del difensore…” (cfr. ancora il verbale dianzi citato).

Dall’accoglimento del ricorso deriva la cassazione senza rinvio del provvedimento impugnato.

Le spese, tanto del presente giudizio che di quello di merito, seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

la Corte accoglie il ricorso, cassa la decisione impugnata senza rinvio e condanna il Ministero dell’Interno al pagamento in favore del ricorrente delle spese del giudizio di merito, che liquida in Euro 1.700 per compensi ed Euro 200 per esborsi, e del presente giudizio di legittimità, che liquida in Euro 2.100 per compensi ed Euro 200 per esborsi; oltre rimborso delle spese generali nella misura del 15%, iva, cassa avvocati ed accessori come per legge.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione seconda civile, il 25 giugno 2020.

Depositato in Cancelleria il 3 settembre 2020

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