Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18270 del 11/07/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. L Num. 18270 Anno 2018
Presidente: D’ANTONIO ENRICA
Relatore: CALAFIORE DANIELA

ORDINANZA

sul ricorso 3408-2013 proposto da:
D’AMICO BENITO C.F. DMCBNT62H10Z700N, domiciliato in
ROMA PIAZZA CAVOUR presso LA CANCELLERIA DELLA CORTE
SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dagli
avvocati ANITA PETRONE, DOMENICO GRELLA, giusta delega
in atti;
– ricorrente contro

2018
1404

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE C.F.
80078750587,

in persona del Presidente e legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato
in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’Avvocatura
Centrale dell’Istituto, rappresentato e difeso dagli

Data pubblicazione: 11/07/2018

Avvocati CARLA D’ALOISIO, EMANUELE DE ROSE, ANTONINO
SGROI, LELIO MARITATO, giusta delega in atti;
– controricorrente

avverso la sentenza n. 186/2012 della CORTE D’APPELLO
di CAMPOBASSO, depositata il 15/09/2012 R.G.N.

19/2010.

N. r.g. 3408/2013
D’Amico Blirips

Rilevato che
Con sentenza n. 186 del 2012, la Corte d’appello di Campobasso ha respinto
l’appello proposto da Benito D’Amico nei confronti dell’INPS, avverso la
sentenza di primo grado che aveva rigettato, per prescrizione, la domanda
del medesimo, quale erede di Benito Salvatore D’Amico, tesa ad ottenere in
favore del de cuius l’accredito delle prestazioni contributive relative al

lavorativa in favore della Federazione Provinciale Coltivatori Diretti di
Isernia;
la sentenza ora impugnata, dato atto che il dante causa del ricorrente aveva
ottenuto l’accertamento definitivo della sussistenza del rapporto dì lavoro a
seguito della sentenza, ottenuta nei confronti della datrice dì lavoro, n.
2381 del 1998 della Corte di cassazione, e che in data 19 gennaio 1999
l’interessato aveva rivolto all’INPS richiesta di accredito contributivo ed in
subordine di risarcimento del danno, ha ritenuto che gli atti del giudizio
intercorso con il datore di lavoro fossero inidonei ad interrompere la
prescrizione, stante l’autonomia tra il rapporto contributivo e quello di
lavoro, per cui si era verificata la prescrizione che si sarebbe potuta evitare
con l’esercizio del diritto nei riguardi dell’Inps. A nulla valeva il tentativo,
irrituale, di introdurre solo in grado d’appello la prova documentale di altra
lettera del 3.9.1991 di cui non veniva esplicitato neppure il contenuto;
avverso tale sentenza ricorre Benito D’Amico con due motivi: 1) violazione
dell’art. 132 cod.proc.civ. e 118 disp. att. cod.proc.civ. in relazione all’art.
360, primo comma nn. 3) e 4) cod. proc.civ. e della legge n. 335 del 1995
in combinato disposto con l’art. 252 disp. att. cod.civ. ; 2) violazione
dell’art. 132 cod.proc.civ. e dell’art. 118 disp.att.cod.proc.civ. e della legge
n. 638 del 1983;
l’INPS resiste con controricorso;
CONSIDERATO che
i motivi vanno esaminati congiuntamente in quanto connessi in ragione
della comunanza della questione proposta relativa alla affermata nullità
della sentenza in punto di mancanza di motivazione sulla incidenza della
lettera del 3 settembre 1991 inviata con racc.ta n. 6444 , con la quale il

1

periodo febbraio 1972- aprile 1988 in cui quest’ultimo aveva svolto attività

N. r.g. 3408/2013
D’Amico Blinps

dante causa del ricorrente aveva chiesto l’accredito dei contributi relativi al
periodo febbraio 1972- aprile 1988, che sarebbe stata prodotta solo in
grado d’appello;
la sentenza impugnata, contrariamente a quanto prospetta il motivo, ha
respinto la richiesta di produzione in appello di tale lettera affermando la
tardività della stessa richiesta e la carenza di specificazione del contenuto

tale lettera raccomandata, non riprodotta all’interno del ricorso per
cassazione se non in forma indiretta e parziale, non è stata allegata al
ricorso, né risulta indicato il luogo in cui risulta materialmente rinvenibile in
violazione del disposto dell’art. 366, primo comma n) 6, e dell’art. 369
cod.proc.civ.;
questa Corte di cassazione ( Cass. 23452 del 2017), in relazione al rispetto
dell’onere previsto dall’art. 366, primo comma n. 6), cod. proc.civ. ha
affermato che tale regola esprime l’esigenza di regolare l’accesso alla Corte
di Cassazione, che giudica, almeno di regola, con possibilità di scrutinare
soltanto censure di diritto e in modo limitato la motivazione in fatto, come
ora emerge dall’art. 360 c.p.c., n. 5, in maniera tale da rendere possibile lo
svolgimento del relativo giudizio, che è essenzialmente basato sugli atti
scritti;
tale esigenza giustifica, in quanto funzionale alla stessa struttura del
giudizio di cassazione, il carattere particolarmente analitico dei requisiti di
contenuto-forma indicati dall’art. 366 cod. proc. civ..
inoltre, secondo Cass. n. 5478 del 2018 (seguendo numerosi altri
precedenti quali, tra i più recenti, Cass. n. 17399 del 2017; n. 12288 del
2016; n. 23575 del 2015 ) in applicazione del principio di autosufficienza del
ricorso per cassazione, qualora sia dedotta la omessa o viziata valutazione
di documenti, deve procedersi ad un sintetico ma completo resoconto del
loro contenuto, nonché alla specifica indicazione del luogo in cui ne è
avvenuta la produzione, al fine di consentire la verifica della fondatezza
della doglianza sulla base del solo ricorso, senza necessità di fare rinvio od
accesso a fonti esterne ad esso;
il ricorso dev’essere, dunque, dichiarato inammissibile;

2

della missiva;

N. r.g. 3408/2013
D’Amico B./Mps

Il ricorrente va condannato alle spese del presente giudizio di legittimità
nella misura liquidata in dispositivo;
p.q.m.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso; condanna il ricorrente al
pagamento delle spese del giudizio che liquida in Euro 2500 per compensi;
oltre ad Euro 200,00 per esborsi, spese forfettarie nella misura del 15 % e

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 29 marzo 2018.

spese accessorie di legge.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA