Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18227 del 16/09/2016


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Cassazione civile sez. trib., 16/09/2016, (ud. 08/07/2016, dep. 16/09/2016), n.18227

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Presidente –

Dott. LOCATELLI Giuseppe – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – rel. Consigliere –

Dott. SCALISI Antonino – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso iscritto al n. 2983/2011 R.G. proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO NIS.FA SUD S.R.L., in persona del curatore Dott.

D.L.N., rappresentato e difeso dall’Avv. Gianni Emilio Iacobelli del

Foro di Roma ed elettivamente domiciliato presso il suo studio in

Roma, Via Panama, 74, come da procura speciale a margine del

controricorso;

– controricorrente –

e nei confronti di:

EQUITALIA POLIS S.p.A., Agente della Riscossione per la Provincia di

Avellino, quale società incorporante Equitalia Avellino S.p.A., in

virtù di atto per notar Sabatino Santangelo del 23.12.2008 rep.

52957, in persona del procuratore signor Gianfranco Cerrato, giusta

procura speciale autenticata per notaio Sabatino Santangelo in data

31.07.2009 repertorio n. 53228, elettivamente domiciliato in Roma,

Via Nomentana, 91, presso lo studio dell’Avv. Giovanni Beatrice,

unitamente all’Avv. Francesco Amodio, che lo rappresenta e difende

giusta procura speciale in calce al controricorso;

– controricorrente ricorrente incidentale –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della

Campania, Sezione staccata di Salerno, n. 338/5/2010, depositata in

data 11/10/2010.

Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza dell’a

luglio 2016 dal Relatore Cons. Dott. Emilio Iannello;

udito per la ricorrente l’Avvocato dello Stato Alessandro Maddalo;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SORRENTINO Federico, il quale ha concluso per l’accoglimento dei

ricorsi, principale e incidentale.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. Con sentenza depositata in data 29/1/2009 la C.T.P. di Avellino accoglieva il ricorso proposto dal Fallimento Nis.Fa. Sud S.r.l. avverso cartella di pagamento emessa ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36-bis e del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 54-bis, a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni presentate per gli anni 2002 e 2003, per imposte non versate e per il recupero di crediti d’imposta non spettanti, oltre sanzioni e interessi, per complessivi Euro 1.011.286,58; riteneva, infatti, fondata l’eccezione di tardività della notifica della cartella di pagamento, in quanto avvenuta in data 7/2/2008, oltre il termine ultimo del 31/12/2007, in violazione del termine di cui al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, come modificato dal D.L. 17 giugno 2005, n. 106, art. 1, comma 5-bis, conv. con modif. dalla L. 31 luglio 2005, n. 156.

2. La decisione era per tale parte confermata con la sentenza in epigrafe, con la quale la C.T.R. della Campania, sezione staccata di Salerno, da un lato, rigettava l’appello proposto dall’ufficio in quanto fondato su un unico motivo – tempestiva iscrizione e tempestiva formazione del ruolo – non pertinente alla ratio decidendi della sentenza impugnata, rappresentata dalla tardività della notifica della cartella di pagamento, alla stregua di valutazione che la stessa C.T.R. incidentalmente confermava; dall’altro, dichiarava inammissibile, per tardività, l’appello proposto da Equitalia Polis S.p.a..

3. Avverso tale sentenza l’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, sulla base di quattro motivi, cui resiste il fallimento predetto, depositando controricorso.

Equitalia Polis S.p.a., depositando controricorso, nell’aderire alle censure proposte dalla ricorrente principale, propone a sua volta ricorso incidentale sulla base di quattro motivi, al quale pure resiste il fallimento Nis.Fa. Sud S.r.l. con controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

4. Con i primi due motivi dei rispettivi ricorsi, perfettamente sovrapponibili, l’Agenzia delle entrate e Equitalia Polis S.p.a. denunciano, rispettivamente, error in procedendo, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 (primo motivo) e violazione di legge, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 (secondo motivo) per avere la C.T.R. omesso di sottoporre alle parti la questione, rilevata d’ufficio, dell’inammissibilità dell’appello di Equitalia e per aver mosso a tal fine dal presupposto che si applicasse alla fattispecie il termine breve di impugnazione: presupposto erroneo dal momento che, come desumibile dagli atti processuali, la notifica della sentenza della C.T.P. era stata diretta all’Agente della riscossione e non al procuratore costituito per essa e non era pertanto idonea a far decorrere il termine breve per impugnare.

5. Con il terzo e quarto motivo del ricorso principale l’Agenzia ricorrente deduce, rispettivamente, insufficiente motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio e violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 25 e degli artt. 115 e 116 c.p.c., ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5 (censura quest’ultima pure proposta da Equitalia Polis S.p.a. con il terzo motivo del ricorso incidentale), per avere il giudice a quo ritenuto tardiva la notifica della cartella di pagamento omettendo di considerare che in realtà quest’ultima (come documentato da Equitalia a pagina 8 del proprio atto d’appello) era stata notificata una prima volta al fallito in data 17/3/2007, nel pieno rispetto del termine decadenziale di cui al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 25.

6. Con il quarto motivo del ricorso incidentale Equitalia Polis S.p.a. denuncia infine “violazione e falsa applicazione del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, artt. 45 e 87, della L. Fall., art. 24 e del D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, art. 15, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3” per avere la C.T.R., respingendo il gravame proposto dall’Agenzia, ritenuto irrilevante la tempestiva iscrizione a ruolo dei tributi, sull’assunto che, anche nel caso di fallimento del contribuente, presupposto indefettibile per l’ammissione al passivo del credito fosse la tempestiva notificazione della cartella esattoriale al curatore fallimentare. Rileva di contro che, nel caso di fallimento del contribuente, non vi è necessità di notificare al curatore fallimentare la cartella di pagamento, ben potendo l’Agenzia delle entrate presentare domanda di ammissione al passivo sulla base del solo ruolo, salva la facoltà per il curatore di formulare contestazioni ed opposizioni dinanzi al giudice tributario, con conseguente ammissione al passivo del credito con riserva.

7. Va preliminarmente disattesa, per manifesta infondatezza, l’eccezione di giudicato opposta dal Fallimento Nis.Fa. Sud S.r.l. nel controricorso depositato per resistere al ricorso proposto dall’Agenzia delle entrate, in ragione della asserita nullità della notifica del ricorso in cassazione a Equitalia Polis S.p.a., in quanto eseguita nei confronti di avvocato diverso da quello costituito per essa in secondo grado.

Deve certamente convenirsi che l’atto di impugnazione indirizzato a soggetto diverso dal procuratore costituito è da considerare inesistente anzichè nullo, con conseguente insanabilità, in quanto l’erronea identificazione del soggetto, cui l’atto, per legge, deve essere diretto, rende ininfluente la successiva fase di notifica, e, quindi, irrilevante il riferimento alla identità del domicilio, al rapporto di parentela o alla comunanza dello studio legale, sede del domicilio eletto (v. ex multis Sez. 2, n. 24506 del 21/11/2011, Rv. 619735; Sez. 5, n. 13477 del 27/07/2012, Rv. 623663).

Da tale rilievo non potrebbe tuttavia giammai conseguire l’inammissibilità del ricorso proposto nei confronti del fallimento – che è parte diversa e peraltro controparte sostanziale, unica legittimata ed interessata a contraddire – ma soltanto, in ipotesi di cause scindibili, l’inammissibilità del ricorso nei confronti della parte interessata dalla notifica risultata inesistente (nel nostro caso Equitalia, titolare peraltro di una posizione processuale non contrapposta a quella dell’Agenzia ricorrente) o, in ipotesi di cause inscindibili, la necessità di integrare il contraddittorio.

E’ noto infatti che, secondo principio consolidato nella giurisprudenza di questa Corte, nel caso di cause inscindibili, qualora la notificazione dell’impugnazione, proposta nei confronti di tutti i destinatari correttamente individuati ed identificati, risulti inefficace, omessa od inesistente nei confronti di taluno di costoro (ovvero non ne venga dimostrato il perfezionamento), si applica l’art. 331 c.p.c., in ossequio al principio del giusto processo in ordine alla regolare costituzione del contraddittorio di cui all’art. 111 Cost., che prevale rispetto al principio della ragionevole durata del processo sancito dal medesimo articolo, sicchè il giudice non può dichiarare inammissibile l’impugnazione ma deve ordinare l’integrazione del contraddittorio (v. Sez. U, Sentenza n. 14124 del 11/06/2010, Rv. 613660; Sez. L, n. 20501 del 13/10/2015, Rv. 637378).

Nel caso in esame non sembra dubitabile ricorra tale seconda ipotesi (afferendo le ragioni di opposizione fatte valere dal fallimento a vizi propri della cartella) e, tuttavia, l’integrità del contraddittorio risulta già altrimenti soddisfatta per effetto della partecipazione al presente giudizio anche di Equitalia, controricorrente e ricorrente incidentale.

8. Venendo quindi all’esame dei motivi di ricorso, principale e incidentale – in massima parte, come detto, sovrapponibili – rilievo preliminare e potenzialmente assorbente assume l’esame del secondo dei motivi proposti da Equitalia Polis S.p.a. e del secondo di quelli proposti dall’Agenzia delle entrate, come detto, perfettamente sovrapponibili.

Lo stesso è fondato.

Secondo pacifico insegnamento della giurisprudenza di legittimità, l’art. 326 c.p.c., comma 1, ricollega la decorrenza del termine breve d’impugnazione non già alla conoscenza, sia pure legale, della sentenza, ma al compimento di una formale attività acceleratoria e sollecitatoria, data dalla notificazione della sentenza effettuata nelle forme tipiche del processo di cognizione al procuratore costituito della controparte, secondo la previsione degli artt. 285 e 170 c.p.c.. Se la notificazione è eseguita in forma diversa, ed in particolare alla controparte personalmente, essa non vale a far decorrere il termine breve per l’impugnazione non soltanto nei confronti del notificato, ma anche nei confronti del notificante, rispetto al quale non può invocarsi il principio che la parte non può far valere la nullità cui essa stessa ha dato causa (art. 157 c.p.c.), atteso che la notificazione al domicilio reale del soccombente anzichè al procuratore costituito non è, per questo solo fatto, inficiata da alcuna nullità, ma realizza soltanto una diversa forma di notificazione rispetto a quella prevista dagli artt. 285 e 170 c.p.c., inidonea a far decorrere il termine d’impugnazione (v. ex aliis Cass., Sez. U, n. 12898 del 13/06/2011, Rv. 617683; Sez. 6 – 1, n. 4384 del 21/02/2013, Rv. 625441; Sez. 3, n. 19070 del 19/09/2011, Rv. 619254; Sez. L, n. 10026 del 27/04/2010, Rv. 613479).

Nel caso di specie, la C.T.R. non si è attenuta a tale fermo orientamento erroneamente ritenendo applicabile il termine breve per impugnare da parte di Equitalia Polis S.p.A. (e conseguentemente tardilb l’appello da essa proposta al di là di tale termine, ma entro il termine lungo ex art. 327 c.p.c.) in una fattispecie in cui, secondo quanto pacifico in atti, la sentenza era stata notificata direttamente ad essa società e non al procuratore per essa costituito in giudizio.

9. L’accoglimento di tale motivo di ricorso impone la cassazione della sentenza con rinvio, per nuovo giudizio, al giudice a quo, e con conseguente assorbimento dell’esame dei restanti motivi tutti di impugnazione.

Il regolamento delle spese del presente giudizio di legittimità va riservato al giudice di rinvio.

PQM

La Corte accoglie il secondo motivo del ricorso principale e il secondo motivo di quello incidentale; dichiara assorbiti i rimanenti motivi di entrambi i ricorsi; cassa la sentenza impugnata e rinvia alla C.T.R. della Campania, Sezione staccata di Salerno, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 8 luglio 2016.

Depositato in Cancelleria il 16 settembre 2016

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