Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1820 del 28/01/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 1820 Anno 2014
Presidente: CURZIO PIETRO
Relatore: MANCINO ROSSANA

ORDINANZA
sul ricorso 12527-2011 proposto da:
INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA
SOCIALE 80078750587, in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA FREZZA
17, presso l’AVVOCATURA CENTRALE DELL’ISTITUTO,
rappresentato e difeso dagli avvocati MAURO RICCI, CAPANNOLO
EMANUELA, GIANNICO GIUSEPPINA, PULLI CLEMENTINA
giusta procura speciale in calce al ricorso;
– ricorrente contro

PROTO CARMELA;
– intimata –

avverso la sentenza n. 678/2010 della CORTE D’APPELLO di
MESSINA del 15/04/2010, depositata il 25/05/2010;

Data pubblicazione: 28/01/2014

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
21/11/2013 dal Consigliere Relatore Dott. ROSSANA MANCINO;
udito l’Avvocato Ricci Mauro difensore del ricorrente che concorda
con la relazione;
è presente il P.G. in persona del Dott. MAURIZIO VELARDI che
(

nulla osserva.

Ric. 2011 n. 12527 sez. ML – ud. 21-11-2013
-2-

r.g.n. 12527/2011 INPS c/Proto Carmela
Oggetto: trasformazione pensione di invalidità in pensione di vecchiaia

Svolgimento del processo e motivi della decisione

1.

La causa è stata chiamata all’adunanza in camera di consiglio del 21 novembre
2013 ai sensi dell’art. 375 c.p.c. sulla base della seguente relazione redatta a
norma dell’art. 380 bis c.p.c.:
“L’INPS chiede, con due motivi, la cassazione della sentenza depositata il
25.5.2010 con la quale la Corte d’appello di Messina ha confermato la decisione
di primo grado di accoglimento della domanda di Proto Carmela relativa alla
trasformazione della propria pensione di invalidità (quindi ante lege n. 222 del
1984) in pensione di vecchiaia, con utilizzazione, ai fini dell’anzianità contributiva
utile per tale ultimo trattamento, dei periodi di fruizione della pensione di
invalidità non lavorati; le censure dell’Ente riguardano, principalmente,
quest’ultima utilizzazione, ritenuta per legge possibile quando si tratti di assegno
di invalidità, ma esclusa nel caso della pensione di invalidità; ha comunque
altresì censurato l’affermazione della Corte territoriale secondo cui la pensionata
avrebbe diritto, nel caso dell’indicata trasformazione, a mantenere l’importo
eventualmente maggiore del precedente trattamento;

3. l’intimato non si è costituito in questa sede di legittimità;
4. il ricorso è manifestamente fondato nel primo motivo (assorbito il secondo) alla
stregua della giurisprudenza di questa Corte che dopo avere affermato (Cass.
S.U. 4 maggio 2004 n. 8433), in sede di risoluzione di un contrasto interno alla
sezione lavoro, l’applicazione anche alla pensione di invalidità della regola (di
cui all’art. 1, comma 10 0 della legge n. 222 del 1984) relativa alla possibile
trasformazione della stessa in pensione di vecchiaia, ha recentemente precisato,
con orientamento divenuto ormai uniforme (Cass. 18580/2008, seguito poi da
numerose altre pronunce, tra cui Cass. nn. 3855/11, 9175/10 e 5646/09) che
“la trasformazione della pensione di invalidità in pensione di vecchiaia al
compimento dell’età pensionabile e’ possibile ove di tale ultima pensione
sussistano i requisiti propri (anagrafico e contributivo), non potendo essere
utilizzato, al fine di incrementare l’anzianità contributiva, il periodo di
godimento della pensione di invalidità. Infatti, deve escludersi la possibilità di
applicare alla pensione di invalidità la diversa regola prevista dall’art. 1, comma

ng.n. 1252712011

2

10, della legge n. 222 del 1984 in riferimento all’assegno di invalidità – secondo
cui i periodi di godimento di detto assegno nei quali non sia stata prestata
attività lavorativa si considerano utili al fini del diritto alla pensione di vecchiaia
– giacche ostano a siffatta operazione ermeneutica la mancanza di ogni
previsione, nella normativa sulla pensione di invalidità, della utili7zazione del
periodo di godimento ai fini dell’incremento dell’anzianità contributiva, il
carattere eccezionale delle previsioni! che nell’ordinamento previdenziale

lavorativa e di versamento di contributi, nonché le differenze esistenti tra la
disciplina sulla pensione di invalidità e quella sull’assegno di invalidità, la dove
quest’ultimo, segnatamente, e’ sottoposto a condizioni più rigorose, anche e
soprattutto rispetto al trattamento dei superstiti”;
5. Sono seguite le rituali comunicazione e notifica della suddetta relazione,
unitamente al decreto di fissazione della presente udienza in Camera di
consiglio.
6. Il Collegio condivide il contenuto della relazione, ritenendo manifestamente
fondato il ricorso che va, pertanto, accolto e, per non essere necessari ulteriori
accertamenti di fatto, la Corte, decidendo nel merito, rigetta la domanda
introduttiva.
In considerazione dell’esito globale della lite, si ravvisano giusti motivi per
compensare integralmente tra le parti le spese dell’intero processo.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito,
rigetta la domanda introduttiva; spese compensate dell’intero processo.

Così deciso in Roma 11 21 novembre 2013

DEPOSITATO 4 CANCELLERIA

attribuiscono il medesimo incremento in mancanza di prestazione dell’ attività

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA