Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18144 del 31/08/2020

Cassazione civile sez. II, 31/08/2020, (ud. 06/02/2020, dep. 31/08/2020), n.18144

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Felice – Presidente –

Dott. ORICCHIO Antonio – rel. Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. CASADONTE Annamaria – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 21500-2019 proposto da:

T.D., rappresentato e difeso dall’avvocato FRANCESCO

GIAMPA’;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope

legis;

– resistente –

contro

COMMISSIONE TERRITORIALE PER IL RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE

INTERNAZIONALE CROTONE;

– intimata –

avverso il decreto n. cron. 1605/2019 del TRIBUNALE di CATANZARO,

depositato il 03/06/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

06/02/2020 dal Consigliere ANTONIO ORICCHIO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

è stata impugnata da T.D. il decreto n. cron. 1605/2019 reso in data 3.6.2019 dal Tribunale di Catanzaro con ricorso fondato su due motivi.

Parte intimata ha depositato memoria di costituzione al solo dichiarato fine dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione.

Per una migliore comprensione della fattispecie in giudizio va riepilogato, in breve e tenuto conto del tipo di decisione da adottare, quanto segue.

L’odierna parte ricorrente chiedeva, come da atti, alla competente Commissione Territoriale il riconoscimento della protezione internazionale.

La domanda veniva rigettata.

Impugnata la decisione della detta Commissione con successivo ricorso, quest’ultimo veniva rigettato col provvedimento del Tribunale di Catanzaro impugnato innanzi a questa Corte.

Il ricorso viene deciso ai sensi dell’art. 375 c.p.c., u.c. con ordinanza in camera di consiglio non ricorrendo l’ipotesi di particolare rilevanza delle questioni in ordine alle quali la Corte deve pronunciare.

Parte ricorrente, con apposita nota in atti, ha depositato copia firmata digitalmente del provvedimento del Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Catanzaro di ammissione al gratuito patrocinio.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1.- Con il primo motivo del ricorso si censura l’omesso esame di fatti decisivi per il giudizio ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 ed il vizio di violazione e falsa applicazione di legge ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Parte ricorrente sui duole, in particolare, della mancata nuova audizione personale del ricorrente.

Il motivo non può essere accolto.

Al riguardo deve osservarsi quanto segue.

Innanzitutto l’eventuale seconda audizione, così come richiesta col ricorso, non è – in via assoluta – prevista da legge.

La valutazione della sua eventuale necessità è valutata con proprio apprezzamento fattuale dal Giudice del merito.

Inoltre parte ricorrente evita di confrontarsi con la realtà processuale per cui, dopo il decreto del Tribunale che non fissava appositamente l’immediata diretta l’audizione personale, la parte ricorrente – comparsa alla prima disposta udienza – non eccepiva, nè richiedeva alcunchè.

Sul punto, pertanto, deve ritenersi intervenuta la preclusione di ogni ulteriore istanza e questione.

Il motivo deve, pertanto, esser respinto.

2.- Con il secondo motivo del ricorso si censura l’omesso esame di fatti decisivi per il giudizio ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 ed il vizio di violazione e falsa applicazione di legge ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

In particolare parte ricorrente si duole del mancato riconoscimento della – a suo dire ricorrente – “sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della protezione sussidiaria”.

Il motivo è infondato.

L’impugnata sentenza ha dato atto con specifica motivazione dell’inesistenza dei motivi previsto dalla legge al fine del riconoscimento dei richiesti benefici.

In particolare la mera deduzione di informazioni anche giornalistiche non può assumere valenza generalizzata in ordine alla sussistenza dei necessari presupposti previsti dalla legge per il riconoscimento e l’ammissione alle forme di protezione internazionali oggetto di ricorso.

Il motivo va, dunque, respinto.

3.- Al rigetto dei detti motivi consegue il rigetto, nel suo complesso, del ricorso.

4.- Nulla va statuito quanto alle spese del giudizio, stante la mancata costituzione con rituale controricorso della parte intimata.

5.- Non sussistono, in virtù dell’anzidetta provvedimento di ammissione al gratuito patrocinio, i presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 bis.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Seconda Sezione Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 6 febbraio 2020.

Depositato in Cancelleria il 31 agosto 2020

 

 

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA