Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18079 del 21/07/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 21/07/2017, (ud. 16/05/2017, dep.21/07/2017),  n. 18079

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. GRECO Antonio – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – rel. Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

AGENZIA DELLE ENTRATE tempore, elettivamente PORTOGHESI 12, presso in

persona del Direttore pro domiciliato, in ROMA VIA DEI l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

R.V., domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR presso la

cancelleria della CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’Avvocato ANGELO CUTILLO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 437/2012 della COMM. TRIB. REG. della CAMPANIA

depositata l’08/10/2012;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/05/2017 dal Consigliere Dott. ESPOSITO LUCIA.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che la Commissione Tributaria Regionale per la Campania, in riforma della decisione del giudice di primo grado, accoglieva parzialmente il ricorso proposto da R.V., esercente l’attività di medico convenzionato con il SSN, limitatamente al rimborso dell’IRAP versata per gli anni dal 2004 al 2008;

che la Commissione riteneva mancanti i presupposti per l’applicabilità dell’imposta, rilevando che l’attività professionale svolta dal contribuente era carente degli elementi propri dell’autonoma organizzazione, in assenza di beni strumentali e altri apporti eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività;

che avverso la sentenza l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione sulla base di un unico motivo;

che il R. resiste con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che l’Agenzia delle Entrate deduce violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2 e art. 3, lett. c, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, osservando che dai modelli unici presentati dal contribuente si evinceva che il professionista si era continuativamente avvalso della collaborazione di personale dipendente, circostanza significativa di autonoma organizzazione in ragione della non indispensabilità della collaborazione professionale;

rilevato che il motivo è privo di fondamento poichè la Commissione, considerata la limitata entità dei costi sostenuti dal contribuente per apporto di lavoro dipendente, ha valutato gli elementi per la sussistenza dell’autonoma organizzazione in conformità ai principi enunciati dalle sezioni unite di questa Corte (cfr. Cass. n. 9451 del 10/05/2016);

che in base alle svolte argomentazioni il ricorso va rigettato;

che le precedenti difformi interpretazioni della giurisprudenza di legittimità, solo di recente consolidatasi sul tema, giustificano la compensazione delle spese processuali tra le parti.

PQM

 

La Corte rigetta il ricorso e dichiara compensate tra le parti le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 16 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 21 luglio 2017

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