Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1807 del 24/01/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1807 Anno 2018
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: MOCCI MAURO

ORDINANZA
sul ricorso 22093-2016 proposto da:

1121nhhi002, in Pel sona del
eiettivamente dornicihata ín ROMA, VIA

AGENZIA DELLE ENTRATE
Direttore

pro tempore,

DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;
– ricorrente contro

SODANO ANGELO;
– intimato –

avverso la sentenza n. 2060/8/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE della CAMPANIA, depositata il
02/03/2016;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
non partecipata del 29/11/2017 dal Consigliere Dott. MAURO
MOCCI.

Data pubblicazione: 24/01/2018

Rilevato:
che la Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla
relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c. delibera di procedere
con motivazione semplificata;
che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei

della Campania che aveva accolto l’appello di Angelo Sodano
contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di
Napoli, la quale aveva respinto il ricorso del contribuente
contro una cartella di pagamento IRPEF per l’anno 2007;
che, nella decisione impugnata, la CTR ha affermato che, nel
caso di omissione della dichiarazione con il credito d’imposta,
al fine di disconoscere il medesimo credito’nell’anno successivo
sarebbe stato necessario un avviso di accertamento, non
essendo sufficiente un semplice controllo automatizzato;
Considerato:
che il ricorso dell’Agenzia delle Entrate è articolato in un unico
motivo, col quale la ricorrente denuncia violazione e falsa
applicazione degli artt. 36 bis DPR n. 600/1973 e 54 bis DPR n.
633/1972, in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c.: la procedura di
liquidazione effettivamente adottata sarebbe stata del tutto
legittima, alla stregua del controllo effettuato nel caso di
specie, in conseguenza dell’omessa presentazione della
dichiarazione dei redditi per l’anno 2006;
che l’intimato non si è costituito;
che la censura è fondata;
che l’atto con cui siano rettificati i risultati della dichiarazione
e, quindi, sia esercitata una vera e propria potestà impositiva,
va motivato debitamente, dovendosi rendere edotto il
contribuente dei fatti su cui si fonda la pretesa, mentre quello
con cui si proceda, in sede di controllo cartolare ex artt. 36 bis
Ric. 2016 n. 22093 sez. MT – ud. 29-11-2017
-2-

confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale

del d.P.R. n. 600 del 1973 e 54 bis del d.P.R. n. 633 del 1972,
alla liquidazione dell’imposta in base ai dati contenuti nella
dichiarazione o rinvenibili negli archivi dell’anagrafe tributaria,
può essere motivato con il mero richiamo alla dichiarazione,
poiché il contribuente è già in grado di conoscere i presupposti

che, pertanto, in accoglimento del ricorso la sentenza va
cassata ed il giudizio rinviato alla CTR Campania, in diversa
composizione, affinché si attenga agli enunciati principi e si
pronunzi anche con riguardo alle spese del giudizio di
cassazione
P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e
rinvia alla Commissione Regionale della Campania, in diversa
composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese
del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma il 29 novembre 2017
Il Pre idente

della pretesa (Sez. 5, n. 25329 del 28/11/2014);

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