Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18069 del 21/07/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 21/07/2017, (ud. 03/05/2017, dep.21/07/2017),  n. 18069

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Presidente –

Dott. LOCATELLI Giuseppe – Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – rel. Consigliere –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 23749-2010 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

PICA SRL, elettivamente domiciliato in ROMA VIA BASSANO DEL GRAPPA

24, presso lo studio dell’avvocato MICHELE COSTA, rappresentato e

difeso dall’avvocato FRANCESCO COLAIANNI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 79/2009 della COMM. TRIB. REG. della

LOMBARDIA, depositata l’08/07/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

03/05/2017 dal Consigliere Dott. TRICOMI LAURA.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

CHE:

1. L’Agenzia delle Entrate ricorre con due motivi contro la società Pica SRL per la cassazione della sentenza indicata in epigrafe emessa dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia in controversia concernente l’avviso di accertamento per IRPEG, IRAP e IVA 2003, con il quale erano stato accertato un maggior reddito imponibile applicando il metodo analitico induttivo.

2. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato la prima decisione, che aveva annullato l’accertamento per la parte relativa alla omessa contabilizzazione di ricavi.

In particolare ha affermato che i valori percentuali medi di ricarico del settore utilizzati non rappresentavano un fatto noto storicamente verificato sul quale fondare una presunzione di reddito ex art. 2727 c.c., ma il risultato di una estrapolazione statistica. Ha quindi considerato arbitraria la adozione di una percentuale fissa di sconto del 40%, applicata dall’Ufficio, consistendo la stessa nella media tra lo sconto minimo e quello massimo applicato dal contribuente, senza alcuna considerazione per la tipologia della merce e delle altre variabili incidenti sulla determinazione dello sconto.

3. La contribuente si è costituita con controricorso ed ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c..

4. Il ricorso è stato fissato per la camera di consiglio ai sensi dell’art. 375, u.c., e art. 380 bis c.p.c., comma 1, il primo come modificato ed il secondo introdotto dal D.L. 31 agosto 2016, n. 168, conv. in L. 25 ottobre 2016, n. 197.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

CHE:

1.1. Il primo motivo, con il quale si denuncia la omessa motivazione su un fatto decisivo e controverso (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5) in merito alla statuizione assunta sulla percentuale di ricarico applicata dall’Ufficio, è fondato.

1.2. Il giudice di appello, nel formulare il suo astratto e conclusivo giudizio non ha dato alcun conto delle ragioni per cui ha ritenuto inidoneo ad assolvere l’onere probatorio il procedimento utilizzato dall’Ufficio per determinare la percentuale di ricarico, che – secondo quanto risulta per autosufficienza dal ricorso- avrebbe tenuto conto delle emergenze contabili della società per quantitativi di merce e prezzi di acquisto e di ulteriori informazioni acquisite dalla parte in contradittorio – circostanze che avrebbero potuto condurre, ove validate attraverso un congruo percorso logico giuridico, anche ad una decisione di senso opposto.

1.3. Invero la Corte recentemente ha anche chiarito che “In tema di accertamento analitico induttivo il D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 39, comma 1, lett. d), le percentuali di ricarico, accertate con riferimento ad un determinato anno fiscale, costituiscono validi elementi indiziari, da utilizzare secondo i criteri di razionalità e prudenza, per ricostruire i dati corrispondenti relativi ad anni precedenti o successivi, atteso che, in base all’esperienza, non sì tratta di una variabile occasionale, per cui incombe sul contribuente, anche in virtù del principio di vicinanza della prova, l’onere di dimostrare i mutamenti del mercato o della propria attività che possano giustificare in altri periodi l’applicazione di percentuali diverse.” (Cass. n. 27330/2016), principio alla quale la CTR dovrà attenersi in sede di riesame.

2.1. Il secondo motivo, con il quale di denuncia la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, il D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54, e dell’art. 2697 c.c. (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) per avere la CTR erroneamente ritenuto viziato l’accertamento con riferimento al computo degli sconti normalmente praticati dalla società sui prezzi, in quanto, secondo la ricorrente l’onere della prova dell’esatta e specifica entità degli sconti praticati gravava sul contribuente, è fondato e va accolto.

2.2. Ribadito che, in tema d’imposte sui redditi, è legittimo il ricorso all’accertamento analitico – induttivo del reddito d’impresa ex art. 39, comma 1, lett. d), del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, anche in presenza di una contabilità formalmente corretta ma complessivamente inattendibile, va rimarcato che, in tale ipotesi, ricorrente nel caso in esame, si può evincere l’esistenza di maggiori ricavi o minori costi in base a presunzioni semplici, purchè gravi, precise e concordanti, con conseguente spostamento dell’onere della prova a carico del contribuente (Cass. n. 7871/2012), di guisa che la differente articolazione dello sconto avrebbe dovuto essere provata dalla società.

La CTR non ha dato corretta applicazione a detto principio, poichè inopinatamente ha ritenuto di porre a carico dell’Amministrazione la prova degli sconti specificamente applicati dalla contribuente.

3.1. In conclusione il ricorso va accolto su entrambi i motivi; la sentenza impugnata va cassata e, non potendo essere decisa nel merito, va rinviata alla CTR della Lombardia in diversa composizione per il riesame e la statuizione sulle spese del presente giudizio.

PQM

 

Accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia alla CTR della Lombardia in diversa composizione per il riesame e la statuizione sulle spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, il 3 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 21 luglio 2017

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