Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18063 del 04/08/2010

Cassazione civile sez. trib., 04/08/2010, (ud. 28/05/2010, dep. 04/08/2010), n.18063

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PIVETTI Marco – Presidente –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. GRECO Antonio – Consigliere –

Dott. BERTUZZI Mario – rel. est. Consigliere –

Dott. SCARANO Luigi – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

Comune di Ladispoli, in persona del sindaco pro tempore,

rappresentato e difeso dall’Avvocato Cignitti Antonio come da Delib.

Giunta Comunale n. 222 del 16.10.2007, elettivamente domiciliato

presso il suo studio in Roma, via Monte Santo n. 10/A.

– ricorrente –

contro

DA.RO.ER. s.r.l., con sede in (OMISSIS), in persona del

legale

rappresentante I.E., rappresentata e difesa come da

procura in calce al controricorso dall’Avvocato D’Ippolito Michele,

elettivamente domiciliata presso il suo studio in Roma, via R. Borghi

n. 32/a.

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 30/3/07 della Commissione tributaria regionale

del Lazio, depositata il 20 luglio 2007;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 28

maggio 2010 dal consigliere relatore Dott. Mario Bertuzzi;

Viste le conclusioni del P.M., in persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott.ssa ZENO Immacolata, che ha chiesto che il ricorso sia

dichiarato inammissibile.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto notificato il 9.11.2007, il Comune di Ladispoli ricorre, sulla base di un unico motivo, per la cassazione della sentenza n. 30/3/07 della Commissione tributaria regionale del Lazio, depositata il 20 luglio 2007, che, in riforma della pronuncia di primo grado, aveva accolto i ricorsi proposti dalla s.r.l. DA.RO.ER. per l’annullamento di sei avvisi di accertamento che le chiedevano il pagamento dell’ici per gli anni dal 1993 al 1998 relativamente ad alcuni terreni siti nella zona della via (OMISSIS), stabilendo che il valore degli stessi ai fini imponibili dovesse essere determinato in Euro 2,50 al mq., in luogo di Euro 65,00 indicato negli avvisi, pari alla valutazione di terreni limitrofi operata, in sede espropriativa, nel 2004, negando nel contempo che essi potessero essere qualificati edificabili in assenza di un piano particolareggiato e di attuazione.

La società DA.RO.ER. resiste con controricorso.

Entrambe le parti hanno depositato memoria.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

In via preliminare ed assorbente rispetto al suo esame nel merito, il Collegio ritiene di dover dichiarare l’inammissibilità del ricorso proposto dal Comune di Ladispoli per mancanza della procura speciale alle liti, così risolvendo la questione sollevata d’ufficio all’udienza di discussione dal consigliere relatore e su cui sia i difensori delle parti che il Pubblico Ministero sono stati invitati ad interloquire.

Questa conclusione si impone in quanto l’avvocato difensore del Comune nella presente causa risulta nominato esclusivamente in forza della delibera della giunta comunale menzionata nel ricorso (n. 222 del 16.10.2007), che, nel l’autorizzare il sindaco alla sua proposizione, ha provveduto altresì a designare il professionista cui ha affidato l’incarico. Manca per contro negli atti qualsiasi mandato alle liti conferito dal sindaco al suddetto difensore, mediante procura apposta in calce o a margine del ricorso ovvero per atto pubblico o scrittura privata autenticata, così come dispone l’art. 83 cod. proc. civ..

La procura speciale al difensore ai fini della proposizione del ricorso per cassazione è prescritta a pena di nullità assoluta ed insanabile del ricorso ai sensi dell’art. 365 cod. proc. civ.. Essa non può ravvisarsi nella mera deliberazione della giunta comunale che autorizza il sindaco alla proposizione del ricorso e quindi provvede anche alla designazione del professionista incaricato. Vi si oppone la semplice considerazione che il conferimento dello ius postulandi al difensore deve necessariamente provenire dal soggetto legittimato a stare in giudizio a mente dell’art. 75 cod. proc. civ., il quale, per il comune, è il sindaco (D.Lgs. n. 267 del 2000, art. 50, che ha approvato il testo unico sulle autonomie locali) e non la giunta comunale. Ne deriva che tale ultimo organo, anche laddove abbia per statuto il potere di autorizzare il sindaco alla proposizione di azioni in giudizio, è privo del potere di nomina de difensore, il quale, se designato nella relativa delibera, deve poi essere nuovamente nominato, con conferimento di apposita procura alle liti, dal sindaco, quale organo legittimato a rappresentare in giudizio l’ente territoriale.

Nella specie, pertanto – ed a prescindere dall’ulteriore questione circa la natura, nel caso di specie, dell’atto di nomina del difensore, che, trattandosi di procura speciale, la legge esige avvenga per atto pubblico o per scrittura privata autenticata – il ricorso per cassazione avanzato dai Comune è inammissibile per mancanza di una valida procura alle liti, per essere la delibera della giunta comunale sopra menzionata atto completamente inidoneo, per provenienza e contenuto, al conferimento dello ius postulandi (Cass. n. 347 del 1982). Le ragioni della decisione integrano giusti motivi di compensazione delle spese di giudizio.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e compensa tra le parti le spese di giudizio.

Così deciso in Roma, il 28 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 4 agosto 2010

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