Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18022 del 21/07/2017


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Cassazione civile, sez. lav., 21/07/2017, (ud. 08/03/2017, dep.21/07/2017),  n. 18022

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ANTONIO Enrica – Presidente –

Dott. BERRINO Umberto – rel. Consigliere –

Dott. DORONZO Adriana – Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – Consigliere –

Dott. SPENA Francesca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17275-2012 proposto da:

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE C.F. (OMISSIS), in

persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore, in

proprio e quale mandatario della CARTOLARIZZAZIONE CREDITI INPS

S.C.C.I. S.P.A. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,

VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’Avvocatura Centrale dell’Istituto,

rappresentato e difeso dagli Avvocati ANTONINO SGROI, LELIO

MARITATO, CARLA D’ALOISIO, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

SUPEREMME S.P.A. C.F. (OMISSIS), quale incorporante della CEDIS

SARDEGNA S.P.A., in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA POMPEO MAGNO 23/A, presso lo

studio dell’avvocato GIAMPIERO PROIA, che la rappresenta e difende

unitamente agli avvocati GERMANO DONDI, ARTURO MARESCA, SALVATORE

TRIFIRO’, ROBERTO PESSI, RAFFAELE DE LUCA TAMAJO, giusta delega in

atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 3/2012 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI,

depositata il 24/01/2012 R.G.N. 319/2010.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che la Corte d’appello di Cagliari ha accolto l’impugnazione della società Superemme s.p.a. avverso la sentenza del giudice del lavoro del Tribunale della stessa sede, che le aveva rigettato l’opposizione alla cartella esattoriale notificatale per conto dell’Inps, contenente l’intimazione di pagamento della somma di 442.851,98;

che tale importo era stato preteso dall’ente di previdenza per il recupero dei benefici contributivi connessi all’assunzione di lavoratori mediante contratti di formazione lavoro, benefici che la Commissione Europea, con decisione dell’11.5.1999, confermata dalle sentenze della Corte di Giustizia del 7.3.2002 e dell’1.4.2004, aveva ritenuto che costituissero illegittimi aiuti di Stato;

che la Corte territoriale ha motivato l’accoglimento dell’appello sulla base del rilievo che era fondata l’eccezione di prescrizione quinquennale del credito sollevata dall’opponente, posto che a fronte dei contributi non versati per il periodo novembre 1995 – maggio 2001 la notifica della cartella esattoriale era avvenuta solo in data 26.6.2007; che per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso con un motivo l’Inps, al quale ha resistito con controricorso la società Superemme s.p.a. che ha depositato anche memoria.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che con un unico motivo di censura l’Inps deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 87 e 88 del Trattato CE, dell’art. 14 del Regolamento n. 659/1999 del Consiglio delle Comunità europee, degli artt. 2943,2945 e 2946 c.c., della L. n. 335 del 1995, art. 3, comma 9, nonchè il vizio di motivazione, il tutto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5;

che, secondo la difesa di parte ricorrente, il diritto dell’Inps a recuperare gli sgravi contributivi previsti dalla legislazione nazionale per la stipula di contratti di formazione e lavoro, afferenti nel caso di specie al periodo luglio 1997 maggio 2001 per complessivi Euro 44.011,93, in conseguenza della decisione della Commissione Europea dell’11 maggio 1999, è soggetto al solo termine ordinario della prescrizione decennale in mancanza di una specifica disciplina nazionale in tema di prescrizione per il recupero degli aiuti di Stato;

che il ricorso è fondato, in quanto questa Corte si è già espressa in siffatta materia (Cass. sez. lav. n. 6671 del 3.5.2012), statuendo che “agli effetti del recupero degli sgravi contributivi integranti aiuti di Stato incompatibili col mercato comune (nella specie, sgravi per le assunzioni con contratto di formazione e lavoro, giudicati illegali con decisione della Commissione europea dell’11 maggio 1999), vale il termine ordinario di prescrizione decennale di cui all’art. 2946 c.c., decorrente dalla notifica alla Repubblica Italiana della decisione comunitaria di recupero, atteso che, ai sensi degli artt. 14 e 15 del regolamento (CE) n. 659/1999, come interpretati dalla giurisprudenza comunitaria, le procedure di recupero sono disciplinate dal diritto nazionale ex art. 14 cit., nel rispetto del principio di equivalenza fra le discipline, comunitaria e interna, nonchè del principio di effettività del rimedio, mentre il “periodo limite” decennale ex art. 15 cit. riguarda l’esercizio dei poteri della Commissione circa la verifica di compatibilità dell’aiuto e l’eventuale decisione di recupero. Nè si può ritenere che si applichi il termine di prescrizione dell’azione di ripetizione ex art. 2033 c.c., perchè lo sgravio contributivo opera come riduzione dell’entità dell’obbligazione contributiva, sicchè l’ente previdenziale, che agisce per il pagamento degli importi corrispondenti agli sgravi illegittimamente applicati, non agisce in ripetizione di indebito oggettivo. Nè, infine, è applicabile il termine di prescrizione quinquennale la L. n. 335 del 1995, ex art. 3, commi 9 e 10, poichè questa disposizione riguarda le contribuzioni di previdenza e assistenza sociale, mentre l’incompatibilità comunitaria può riguardare qualsiasi tipo di aiuto, senza che si possa fare ricorso all’applicazione analogica della norma speciale, in quanto la previsione dell’art. 2946 c.c., esclude la sussistenza di una lacuna normativa;

che si è, altresì, precisato (Cass. sez. lav. n. 6756 del 4.5.2012) che “in tema di recupero di aiuti di Stato, la normativa nazionale riguardante gli effetti del decorso del tempo sui rapporti giuridici (sia in tema di prescrizione che di decadenza) deve essere disapplicata per contrasto con il principio di effettività proprio del diritto comunitario, qualora impedisca il recupero di un aiuto di Stato dichiarato incompatibile con decisione della Commissione europea divenuta definitiva. (Fattispecie in tema di recupero di sgravi contributivi, fruiti per assunzioni con contratto di formazione e lavoro, incompatibili con il diritto comunitario, in quanto aiuti di Stato, secondo la decisione della Commissione europea dell’11 maggio 1999, ritenuti recuperabili dalla S.C. senza il limite del termine decadenziale per l’iscrizione a ruolo di cui al D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 25)”.

che nella fattispecie non risulta essersi verificata la prescrizione decennale del credito oggetto di causa;

che, pertanto, il ricorso va accolto, con cassazione dell’impugnata sentenza e con rinvio del procedimento, anche per le spese, alla Corte d’appello di Cagliari – sezione distaccata di Sassari ai fini della esatta quantificazione del credito in esame.

PQM

 

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese, alla Corte d’appello di Cagliari – Sezione distaccata di Sassari.

Così deciso in Roma, il 8 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 21 luglio 2017

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