Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1802 del 24/01/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1802 Anno 2018
Presidente: IACOBELLIS MARCELLO
Relatore: MOCCI MAURO

ORDINANZA

sul ricorso 21959-2016 proposto da:
COCCIOLO

IOLANDA

MARIA,

FILIPPINI

FABRIZIO,

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA G. RAMUSIO, 6, presso
lo studio dell’avvocato ALFONSO TINARI, rappresentati e difesi
dall’avvocato STEFANO LABBATE;
– ricorrente contro

AGENZIA DELLE ENTRATE 11210661002, in persona del
Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che la rappresenta e difende ope legis;
– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1085/6/2016 della COMMISSIONE
TRIBUTARIA REGIONALE della LOMBARDIA, depottata il
26/02/2016;

Data pubblicazione: 24/01/2018

udita la relazione della causa svolta nen camera di Lonsiglio
non p3stmcipata del 29/1112017 dal Conmyliere Dott. MAURO
MOCCI.
Rilevato:
che la Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla

con motivazione semplificata;
che Iolanda Maria Cocciolo e Fabrizio Filippini propongono
ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della
Commissione tributaria regionale della Lombardia che aveva
rigettato il loro appello contro la decisione della Commissione
tributaria provinciale di Milano. Quest’ultima, a sua volta,
aveva respinto l’impugnazione dei contribuenti avverso un
avviso di liquidazione imposta di registro, ipotecaria e
catastale, per l’anno 2007;
Considerato:
che il ricorso è affidato a due motivi;
che, col primo, i contribuenti invocano violazione e falsa
applicazione dell’art. 42 DPR n. 600/1973, richiamato dagli
artt. 52 DPR n. 131/1986 e 20 DPR n. 601/1973, in relazione
all’art. 360 n. 3 c.p.c.: la sottoscrizione dell’avviso di
accertamento da parte di un soggetto diverso dal capo
dell’Ufficio avrebbe imposto, in caso di contestazione, la prova
della delega, che l’Ufficio aveva invece omesso di produrre in
giudizio;
che, col secondo, i ricorrenti assumono violazione e falsa
applicazione dell’art. 1 nota II bis parte 1^ della tariffa allegata
al DPR n. 131/1986, ex art. 360 n. 3 c.p.c.: la condizione
sufficiente per evitare la decadenza dai benefici goduti in
occasione del primo acquisto sarebbe consistito nel semplice

Ric. 2016 n. 21959 sez. MT – ud. 29-11-2017
-2-

relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c. delibera di procedere

riacquisto infrannuale di un nuovo immobile, con l’intenzione di
adibirlo a propria casa di abitazione;
che l’Agenzia si è costituita con controricorso;
che la Corte deve dare atto che, nelle more della discussione, i
ricorrenti hanno dichiarato di aderire alla definizione agevolata

controversia, documentando la formalizzazione della
dichiarazione nonché il rispetto dei termini di adempimento, ai
sensi dell’art. 6 D.L. n. 193/2016, convertito con modificazioni
dalla I. n. 225/216;
considerato che, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del d.l. n.
193/2016, nel caso di pendenza di giudizi, con la mera
presentazione dell’istanza di definizione agevolata il
contribuente

“assume l’impegno a rinunciare agli stessi

giudizi”;
che la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata
integra una rinuncia al giudizio, ribadita dall’istanza presentata
a questo Corte, compatibile con la procedura camerale e
formulata nel rispetto delle relative scansioni procedimentali,
che esplica effetto estintivo del processo ai sensi dell’art. 391
cod. proc. civ. (Sez. 6-3, n. 6418 del 30/03/15);
che la declaratoria di estinzione va pronunziata con ordinanza
(Sez. 5, n. 23165 del 04/10/2017);
P.Q.M.
Dichiara estinto il giudizio.

per i carichi relativi all’avviso di accertamento oggetto di

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