Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17977 del 08/07/2016

Cassazione civile sez. trib., 08/07/2016, (ud. 07/06/2016, dep. 08/07/2016), n.13977

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHIRO’ Stefano – Presidente –

Dott. SCODITTI Enrico – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – rel. Consigliere –

Dott. PERRINO Angelina Maria – Consigliere –

Dott. SABATO Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 1804/2010 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

C.M.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 82/2008 della COMM. TRIB. REG. di GENOVA,

depositata il 25/11/2008;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

07/06/2016 dal Consigliere Dott. MARCO MARULLI;

udito per il ricorrente l’Avvocato URBANI NERI che ha chiesto un

rinvio a nuovo ruolo e in subordine accoglimento:

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CUOMO Luigi, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. In data 25.11.2004 il fisco notificava a C.M. un avviso di accertamento con cui, rettificandone le dichiarazioni per l’anno 1998, recuperava a tassazione ricavi non dichiarati determinati applicando al costo del venduto una percentuale di ricarico del 20%.

Respinta in primo grado, l’opposizione della parte trovava accoglimento avanti al giudice d’appello, che, con la sentenza qui in esame, pur giudicando corretto l’operato dell’ufficio, riteneva, tuttavia, “di ammettere e voler considerare comunque i ricavi così come effettuati dalla contribuente nella vendita straordinaria a seguito di cessazione dell’attività, ritenendo provati i prezzi della detta vendita a mezzo di comunicazione effettuata al comune di Genova”.

Per la cassazione di detta sentenza l’ufficio si affida ad un solo motivo di ricorso.

Non ha svolto attività difensiva la parte.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

2. Va previamente rilevata l’improcedibilità del ricorso per inosservanza dell’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2.

Invero, avendo la ricorrente nell’epigrafe del ricorso indicato che la sentenza impugnata, depositata in data 25.11.2008, era stata notificata il 20.10.2009, all’atto di depositare il ricorso nella cancelleria di questa Corte avrebbe dovuto pure depositare in uno con esso, appunto a pena di improcedibilità, “copia autentica della sentenza o della decisione impugnata con la relazione di notificazione se questa è avvenuta”.

Non avendovi la parte provveduto, poichè agli atti vi è solo la copia autentica della sentenza senza la relata di notifica che pure si assume avvenuta, il ricorso deve essere conseguentemente dichiarato improcedibile costituendo il detto l’adempimento condizione essenziale per valutare a presidio dell’intangibilità del giudicato la tempestività dell’impugnazione (9005/09).

3. Nulla per le spese in difetto di attività difensiva di parte.

PQM

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE dichiara l’improcedibilità del ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Quinta Civile, il 7 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 8 luglio 2016

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