Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17916 del 27/08/2020

Cassazione civile sez. VI, 27/08/2020, (ud. 04/06/2020, dep. 27/08/2020), n.17916

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 27153-2018 proposto da:

M.V., D.N.A., elettivamente domiciliati in ROMA,

VIA GERMANICO 197, presso lo studio dell’avvocato ALFREDO GALASSO,

rappresentati e difesi dall’avvocato VITO SIGNORELLO;

– ricorrenti –

contro

BANCO BPM SPA, in persona del procuratore speciale pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e difesa

dall’avvocato FRANCESCO TRAPANI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1449/2018 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,

depositata il 05/07/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 04/06/2020 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPE

CRICENTI.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

I ricorrenti, d.N.A. e M.V., hanno proposto opposizione ad un precetto notificato loro dalla Società Riscossione Crediti della BP, cessionaria di un credito che nei loro confronti era vantato dalla Banca Commerciale di Mazara, in base ad un contratto di mutuo fondiario.

Hanno sostenuto la nullità del precetto in quanto non notificato unitamente al titolo, ed inoltre la stessa nullità del mutuo, che erogato per un preciso scopo, era stato concordemente con il mutuante, utilizzato per una finalità diversa.

Sia in primo che in secondo grado l’opposizione è stata rigettata.

Ora i due debitori ricorrono con quattro motivi, a fronte dei quali v’è richiesta di rigetto da parte della Banca BPM, con controricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1.- La banca BPM ha eccepito la tardività del ricorso e dunque la sua inammissibilità.

L’eccezione è fondata, e dunque il suo accoglimento rende superfluo l’esame dei motivi e la loro enunciazione.

Infatti, la sentenza impugnata è stata notificata il 10.7.2018, per mezzo di posta elettronica certificata, dato certo, e tra l’altro ammesso dagli stessi ricorrenti, che indicano tale data espressamente nel ricorso.

Il ricorso per cassazione invece è stato notificato, sempre a mezzo posta elettronica, il 20.9.2018, mentre il termine di sessanta giorni scadeva il 10.9.2018.

Non si applica infatti a questo caso la sospensione feriale dei termini, trattandosi di causa di opposizione alla esecuzione (e precisamente opposizione a precetto).

E, poichè l’esclusione della sospensione, è dovuta alla urgenza che si assegna a questa materia, la regola (non si sospendono i termini) vale anche per il ricorso per cassazione, dove il mancato rispetto del termine per la proposizione della impugnazione è rilevabile d’ufficio (Cass. 10212/ 2019; Cass. 3542/ 2020; Cass. 8137/ 2014).

Il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile.

PQM

La corte dichiara il ricorso inammissibile. Condanna il ricorrente al pagamento della somma di Euro 7800,00 di spese processuali, oltre 200,00 Euro di spese generali.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, la Corte dà atto che il tenore del dispositivo è tale da giustificare il pagamento, se dovuto e nella misura dovuta, da parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, il 4 giugno 2020.

Depositato in Cancelleria il 27 agosto 2020

 

 

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