Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17877 del 31/08/2011

Cassazione civile sez. III, 31/08/2011, (ud. 24/06/2011, dep. 31/08/2011), n.17877

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIFONE Francesco – Presidente –

Dott. PETTI Giovanni Battista – Consigliere –

Dott. UCCELLA Fulvio – rel. Consigliere –

Dott. SPAGNA MUSSO Bruno – Consigliere –

Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

D.L.R. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA DELLA MOLARA 12, presso lo studio dell’avvocato LOREFICE

GIUSEPPE, rappresentato e difeso dall’avvocato GRANIERO VINCENZO

giusta delega in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

EQUITALIA TERNI SPA (OMISSIS), Agente della Riscossione per la

Provincia di Terni, società soggetta all’attività di direzione

coordinamento di Equitalia S.p.A., in persona del dipendente Rag.

Q.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CAVALIER

D’ARPINO 8, presso lo stadio dell’avvocato FRONTICELLI BALDELLI

ENRICO, che lo rappresenta e difende giusta delega in calce al

controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 258/2009 del TRIBUNALE di TERNI, emessa il

09/02/2009, depositata il 23/02/2009; R.G.N. 3229/2005.

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

24/06/2011 dal Consigliere Dott. FULVIO UCCELLA;

udito l’Avvocato FRONTICELLI BALDELLI ENRICO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

GOLIA Aurelio che ha concluso per rigetto.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il Tribunale di Terni il 23 febbraio 2009 ha respinto l’opposizione all’esecuzione proposta da D.L.R. contro l’atto di pignoramento presso terzi (l’INPS) notificato il 10 giugno 2005 ad istanza della SERIT Terni s.p.a., concessionaria del servizio nazionale di riscossione per la Provincia di Terni, con il quale atto era stato assoggettato a pignoramento presso l’INPS sede provinciale di Terni la somma di Euro 12.032,65, previa revoca dell’ordinanza di sospensione dell’esecuzione emessa il 17 ottobre 2005, oltre condanna alle spese di lite. Avverso siffatta decisione propone ricorso per cassazione il D.L., affidandosi a due motivi.

Resiste con controricorso la Equitalia Terni s.p.a., succeduta alla SERIT quale agente della riscossione per la Provincia di Terni.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Al riguardo, il Collegio osserva quanto segue.

1. – Il tribunale ha motivato il rigetto della opposizione sulla base di due rationes decidendi.

Infatti, il giudice del merito ha sottolineato che le censure mosse dall’opponente si sarebbero dovuto azionare in sede di opposizione alla cartella esattoriale avanti al Giudice di pace, competente per le sanzioni amministrative erogate in tema di violazione delle norme del Codice della strada, come nella specie.

Non avendo il D.L. agito in tal senso la cartella è divenuta definitiva e ciò senza trascurare che le contestazioni circa la situazione sostanziale dovevano essere mosse contro l’ente creditore e non già ne confronti del concessionario.

La seconda argomentazione è nel senso che nel giudizio di opposizione possono essere dedotti solo fatti impeditivi e/o costitutivi, successivi alla formazione del titolo e non già fatti inerenti alla formazione del titolo stesso. Il ricorrente non censura affatto questo argomentare che risulta in linea con la giurisprudenza ormai consolidata di questa Corte, in virtù della quale, stante il comb. disp. art. 205 C.d.S., comma 3 e L. n. 689 del 1981, art. 22 bis, solo il giudice di pace ha competenza per materia sulle opposizioni alle sanzioni amministrative relative a violazioni del codice della strada senza alcun limite di valore (Cass. n. 6463/11;

Cass. n. 4022/08).

Peraltro,il relativo quesito di diritto di cui al primo motivo (violazione e falsa applicazione dell’art. 140 c.p.c.; della L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 6 comma 1; del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 50 in relazione all’art. 360 c.p.c.p., n. 3) è assolutamente generico.

2.-Il secondo motivo (omessa motivazione circa un punto controverso e decisivo per la controversia in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 5) è da rigettare, in quanto, come è noto, il termine di prescrizione, rivestendo la cartella esattoriale natura di titolo esecutivo, è decennale (Cass. n. 26161/06).

Comunque, anche la prescrizione doveva essere eccepita avanti al giudice competente (Cass. n. 24215/09).

Conclusivamente il ricorso va respinto , ma la particolare natura della controversa induce a ritenere che sussistano giusti motivi per compensare tra le parti le spese del presente giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e compensa integralmente tra le parti le spese del presente giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 24 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 31 agosto 2011

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