Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17862 del 31/08/2011

Cassazione civile sez. III, 31/08/2011, (ud. 07/07/2011, dep. 31/08/2011), n.17862

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

RSA – SUN INSURANCE OFFICE LTD (OMISSIS) già Royal & Sun

Alliance Assicurazioni – Sun Insurance Office Ltd. in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA,

PIAZZA DELLE CINQUE GIORNATE n. 2, presso lo studio dell’avvocato

AGOSTINELLI ALESSANDRO, rappresentata e difesa dall’avvocato BONANNI

DIEGO, giusta delega a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

B.F. (OMISSIS), B.M.

(OMISSIS), elettivamente domiciliati in ROMA, VIALE DELLE

MILIZIE 34, presso lo studio dell’avv. PAOLA LIBBI, rappresentati e

difesi dall’avvocato BENASSI RICCARDO, giuste procure alle liti (n.

2) in calce ai rispettivi controricorsi;

– controricorrenti –

e contro

V.C., D.M., INAIL – ISTITUTO NAZIONALE

PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO (OMISSIS);

– intimati –

avverso l’ordinanza R.G. 21/08 del TRIBUNALE di MASSA del 19.2.08,

depositata il 20/02/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

07/07/2011 dal Consigliere Relatore Dott. RAFFAELE FRASCA;

udito per i controricorrenti l’Avvocato Paola Libbi (per delega avv.

Riccardo Benassi) che si riporta agli scritti, insistendo per

l’inammissibilità del ricorso;

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. MASSIMO

FEDELI che nulla osserva rispetto alla relazione scritta.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

quanto segue:

1. La R.S.A.-Sun Insurance office LTD ha proposto ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., comma 7, avverso l’ordinanza del 17 aprile 2009, con la quale il Tribunale di Massa, in composizione collegiale, ha dichiarato inammissibile il reclamo ai sensi dell’art. 669-terdecies c.p.c., proposto da essa ricorrente e da D.M. contro l’ordinanza de 13 dicembre 2007, con cui il Giudice Istruttore dello stesso Tribunale – nell’ambito della controversia introdotta nel febbraio del 2006 da B.M. e da B.F. contro essa ricorrente ed il D., nonchè contro V.C., per ottenere la prima il risarcimento dei danni sofferti nella qualità di conducente di un ciclomotore di proprietà del secondo e quest’ultimo il risarcimento dei danni sofferti dal suo mezzo, in occasione di un sinistro stradale occorso in (OMISSIS) fra il ciclomotore condotto dalla B., il V., nella qualità di pedone ed il D., alla guida della propria autovettura, assicurata per la r.c.a. presso la ricorrente – aveva concesso alla B.M., ai sensi della L. n. 990 del 1969, art. 24, comma 2, una provvisionale solidalmente a carico dei convenuti.

Al ricorso hanno resistito con separati controricorsi i B..

2. Essendo il ricorso soggetto alle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 40 del 2006 e prestandosi ad essere trattato con il procedimento di cui all’art. 380-bis c.p.c. nel testo anteriore alla L. n. 69 del 2009, è stata redatta relazione ai sensi di detta norma, che è stata notificata agli avvocati delle parti e comunicata al Pubblico Ministero presso la Corte.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

quanto segue:

1. Nella relazione ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c. (nella quale i B. erano stati erroneamente denominati B.) si sono svolte le seguenti considerazioni:

“… 3. – Il ricorso non indica formalmente il motivo su cui si fonda, in relazione al paradigma dell’art. 360 c.p.c. Si conclude con la formazione di un quesito di diritto, nel quale si chiede alla Corte di chiarire se il provvedimento ai sensi della L. n. 990 del 1969, art. 24, comma 2, abbia natura cautelare e come tale sia reclamabile ai sensi dell’art. 669-terdecies c.p.c., onde il motivo proposto è agevolmente individuabile nella violazione da parte del Tribunale in sede collegiale del citato art. 24 e dello stesso art. 669-terdecics, per essere stato erroneamente ritenuto inammissibile il reclamo.

4. – Il ricorso appare inammissibile perchè proposto contro un provvedimento al quale non può in alcun modo attribuirsi natura di sentenza in senso sostanziale agli effetti dell’accesso al rimedio del ricorso straordinario.

E ciò, indipendentemente dalla risoluzione della questione dell’ammissibilità del reclamo avverso l’ordinanza di cui alla L. n. 990 del 1969, art. 24, comma 2.

Invero, se anche il provvedimento previsto da questa norma, contrariamente a quanto ritenuto dal Tribunale che ha negato l’ammissibilità del reclamo contro di esso sull’assunto che si tratti non già di provvedimento cautelare, bensì di provvedimento sommario di natura anticipatoria degli effetti della decisione su merito, fosse da considerare di natura cautelare e, quindi, il reclamo fosse stato erroneamente considerato inammissibile, l’errore contenuto ipoteticamente nel provvedimento qui impugnato non avrebbe dato luogo in alcun modo ad una sentenza in senso sostanziale per l’assorbente ragione che ai fini della integrazione dei caratteri di quest’ultima sarebbe stata carente l’attitudine ad assumere l’efficacia di una decisione su diritti di carattere definitivo.

Infatti, il provvedimento ai sensi dell’art. 24, comma 2, è suscettibile di riesame in sede di decisione definitiva del grado di giudizio in cui è stato emesso e, quindi, nella specie con la sentenza che chiuderà il processo davanti al Tribunale in composizione monocratica. La negazione del reclamo, in conseguenza, non ha determinato il consolidamento in via definitiva del detto provvedimento, per cui la negazione della sua reclamabilità si risolve soltanto nella stabilità dei suoi effetti anticipatori fino alla decisione di chiusura del giudizio in primo grado.

La giurisprudenza della Corte in più di un’occasione ha avuto modo di sottolineare siffatto carattere del l’ordinanza ex art. 24, che non può in alcun modo mutare per il fatto che avverso di essa si neghi il reclamo oppure, pur ammesso il reclamo, si verifichi, come nella specie la negazione della sua ammissibilità, asseritamente erronea.

Numerose decisioni della Corte ebbero ad escludere l’assoggettabilità diretta al ricorso straordinario dell’ordinanza de qua.

Si vedano: Cass. n. 13968 del 1991, secondo cui L’ordinanza con la quale il giudice istruttore assegna al danneggiato una somma a titolo di provvisionale ai sensi della L. 24 dicembre 1969, n. 990, art. 24 (sulla assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti) difetta dei requisiti della decisorietà e della definitività, trattandosi di provvedimento dichiarato espressamente revocabile con la decisione del merito, tal che non è impugnabile con ricorso per cassazione a norma dell’art. 111 Cost.: Cass. n. 1044 del 1980, secondo cui l’ordinanza con la quale il giudice istruttore concede al danneggiato l’assegnazione di una somma a titolo di provvisionale, ai sensi della L. 24 dicembre 1969, n 990, art. 24 sull’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, non e impugnabile ne e immediatamente ricorribile per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., difettando dei fondamentali requisiti della decisorietà e della definitività: trattasi, infatti, di provvedimento dichiarato espressamente revocabile con la decisione del merito ed avente natura provvisoria, essendo destinato ad essere assorbito dalla sentenza che chiude il giudizio di primo grado; Cass. n. 2427 del 1975, secondo cui: Sono impugnabili in cassazione per violazione e falsa applicazione di norme di diritto, ai sensi dell’art. 111 Cost., non solo le sentenze che siano dichiarate non impugnabili, ma anche i provvedimenti decisori contro i quali non sia dato alcun rimedio, ancorchè legittimamente emessi sotto forma di ordinanza o di decreto, mentre non sono soggetti a ricorso per cassazione i provvedimenti di carattere non decisorio, salvo che la legge disponga altrimenti, non ha contenuto decisorio il provvedimento reso, in forma di ordinanza, a norma della L. 24 dicembre 1969, n. 990, art. 24 sull’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, tale norma, infatti, stabilisce esplicitamente che l’ordinanza immediatamente esecutiva, che assegni, a titolo provvisorio, una somma da imputarsi nella liquidazione definitiva del danno, possa essere revocata con la decisione del merito; Cass. n. 2640 del 1977, secondo cui: ®Sono impugnabili in cassazione, per violazione e falsa applicazione di norme di diritto, ai sensi dell’art. 111 Cost., non solo le sentenze che siano dichiarate non impugnabili, ma anche i provvedimenti decisori contro i quali non sia dato alcun rimedio, ancorchè legittimamente emessi sotto forma di ordinanza o di decreto, mentre non sono soggetti a ricorso per cassazione i provvedimenti di carattere non decisorio, salvo che la legge disponga altrimenti, non ha contenuto decisorio il provvedimento reso, in forma di ordinanza, a norma della L. 24 dicembre 1969, n. 990, art. 24 sull’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, tale norma, infatti, stabilisce esplicitamente che l’ordinanza immediatamente esecutiva, che assegni, a titolo provvisorio, una somma da imputarsi nella liquidazione definitiva del danno, possa essere revocata con la decisione del merito. Cass. n. 5225 del 1977, secondo cui sono impugnabili in cassazione per violazione e falsa applicazione di norme ci diritto, ai sensi dell’art. 111 Cost., non solo le sentenze che siano dichiarate non impugnabili, ma anche i provvedimenti decisori contro i quali non sia dato alcun rimedio, ancorchè legittimamente emessi sotto forma di ordinanza o di decreto, mentre non sono soggetti a ricorso per cassazione i provvedimenti di carattere non decisorio, salvo che la legge disponga altrimenti, non ha contenuto decisorio il provvedimento reso, in forma di ordinanza, a norma della L. 24 dicembre 1969, n. 990, art. 24 sull’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, tale norma, infatti, stabilisce esplicitamente che l’ordinanza immediatamente esecutiva, che assegni, a titolo provvisorio, una somma da imputarsi nella liquidazione definitiva del danno, possa essere revocata con la decisione del merito.”.

D’altro canto, si deve osservare che, se l’ordinanza ai sensi dell’art. 24 fosse assoggettabile, come postula la ricorrente in dissenso dal Tribunale, al rimedio del reclamo, la negazione di tale rimedio di per sè non potrebbe dare luogo a provvedimento decisorio definitivo su diritti, relativamente al “diritto al reclamo”.

Al riguardo, viene, infatti in rilievo il principio secondo cui Quando il provvedimento impugnato sia privo dei caratteri della decisorietà e definitività in senso sostanziale (come nel caso dei provvedimenti, emessi in sede di volontaria giurisdizione, che limitino o escludano la potestà dei genitori naturali ai sensi dell’art. 317 – bis cod. civ., che pronuncino la decadenza dalla potestà sui figli o la reintegrazione in essa, ai sensi degli artt. 330 e 332 cod. civ., che dettino disposizioni per ovviare ad una condotta dei genitori pregiudizievole ai figli, ai sensi dell’art. 333 cod. civ., o che dispongano l’affidamento contemplato dalla L. 4 maggio 1983, n. 184, art. 4, comma 2), il ricorso straordinario per cassazione di cui all’art. 111 Cost., comma 7 non è ammissibile neppure se il ricorrente lamenti la lesione di situazioni aventi rilievo processuale, quali espressione del diritto di azione, ed in particolare del diritto al riesame da parte di un giudice diverso, in quanto la pronunzia sull’osservanza delle norme che regolano il processo, disciplinando i presupposti, i modi e i tempi con i quali la domanda può essere portata all’esame del giudice, ha necessariamente la medesima natura dell’atto giurisdizionale cui il processo è preordinato e, pertanto, non può avere autonoma valenza di provvedimento decisorio e definitivo, se di tali caratteri quell’atto sia privo, stante la natura strumentale della problematica processuale e la sua idoneità a costituire oggetto di dibattito soltanto nella sede, e nei limiti, in cui sia aperta o possa essere riaperta la discussione sul merito. (Cass. sez. un. n. 11026 del 2003).

Il ricorso dovrebbe, dunque, dichiararsi inammissibile.”.

2. Il Collegio condivide le argomentazioni e le conclusioni della relazione, alle quali nulla è necessario aggiungere.

3. Il ricorso è, pertanto, dichiarato inammissibile.

Le spese del giudizio di cassazione seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo a favore di ciascuna delle parti resistenti.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile i ricorso. Condanna la ricorrente alla rifusione alle parti resistenti delle spese del giudizio di cassazione, liquidate a favore di ognuna in Euro cinquemiladuecento/00, di cui duecento/00 per esborsi, oltre spese generali ed accessori come per legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile, il 7 luglio 2011.

Depositato in Cancelleria il 31 agosto 2011

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA