Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17841 del 31/08/2011

Cassazione civile sez. lav., 31/08/2011, (ud. 13/07/2011, dep. 31/08/2011), n.17841

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FOGLIA Raffaele – Presidente –

Dott. NOBILE Vittorio – rel. Consigliere –

Dott. MAISANO Giulio – Consigliere –

Dott. BERRINO Umberto – Consigliere –

Dott. ARIENZO Rosa – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

M.V., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FABIO

MASSIMO 60, presso lo studio dell’avvocato MASTROBUONO SEBASTIANO,

rappresentato e difeso dall’avvocato ESPOSITO ANGELO, giusta delega

in atti;

– ricorrente –

contro

ILVA S.P.A. (già ILVA LAMINATI PIANI S.P.A.), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PO

25-B, presso lo studio dell’avvocato PESSI ROBERTO, che la

rappresenta e difende, giusta delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 347/2008 della CORTE D’APPELLO di BARI,

depositata il 02/05/2008 r.g.n. 3703/05;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

13/07/2011 dal Consigli ire Dott. VITTORIO NOBILE;

udito l’Avvocato ESPOSITO ANGELO;

udito il P.M. in persona del sostituto Procuratore Generale Dott.

MATERA Marcello, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Con ricorso del 31-5-1995 M.V. chiedeva la condanna della Uva Laminati Piani s.p.a. al pagamento della complessiva somma di L. 76.240.060, a titolo di pretese differenze retributive varie e di ingiustificata trattenuta sulla retribuzione per mancato sgravio contributivo, oltre ai danni conseguenti.

Il Giudice del lavoro del Tribunale di Taranto, con sentenza del 19- 11-1999, dichiarava la nullità del ricorso, per violazione dell’art. 414 c.p.c., limitatamente ai capi di domanda relativi al calcolo del T.F.R. e agli ulteriori danni asseritamente subiti, mentre lo rigettava nel merito in ordine a tutti gli altri capi di domanda.

Il M. proponeva appello avverso la detta sentenza e la Corte d’Appello di Lecce – Sezione distaccata di Taranto, con sentenza del 27-2-2002, rigettava l’appello.

Il lavoratore ricorreva per cassazione con riferimento ai vari capi di domanda disattesi in primo e in secondo grado.

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 22187 del 24-11-2004, accoglieva i motivi di ricorso concernenti il T.F.R. e la ritenuta sulla retribuzione, in ordine ai quali cassava la sentenza di appello rinviando alla Corte di Appello di Bari, mentre rigettava gli altri motivi.

Il M. con ricorso in riassunzione del 31-10-2005 chiedeva la condanna di controparte al pagamento della differenza di T.F.R., della restituzione della trattenuta effettuata in eccesso e dei danni conseguenti.

La società si costituiva contestando le rinnovate richieste di controparte nell’ai e nel quantum.

La Corte d’Appello di Bari, con sentenza depositata il 2-5-2008, in accoglimento del ricorso in riassunzione condannava la ILVA s.p.a.

(già Uva Laminati Piani s.p.a.) a corrispondere al M. la complessiva somma di Euro 6.539,67 (a titolo di differenza del T.F.R. e di restituzione delle trattenute in eccesso) oltre rivalutazione e interessi, nonchè oltre un terzo delle spese di ogni grado e fase del giudizio, compensando il residuo.

Per la cassazione di tale sentenza il M. ha proposto ricorso con tre motivi.

La ILVA s.p.a. ha resistito con controricorso ed ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c..

Infine il Collegio ha autorizzato la motivazione semplificata.

Ciò posto, preliminaremente va rilevata d’ufficio la tardività e inammissibilità del ricorso ex art. 327 c.p.c. (nel testo anteriore all’ultima modifica, che va applicato ratione temporis).

Come è stato ripetutamente affermato da questa Corte, “a seguito delle decisioni della Corte Costituzionale n. 477 del 2002, nn. 28 e 97 del 2004 e 154 del 2005 ed in particolare dell’affermarsi del principio della scissione fra il momento di perfezionamento della notificazione per il notificante e per il destinatario, deve ritenersi che la notificazione si perfeziona nei confronti del notificante al momento della consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario” (v. fra le altre Cass. S.U. 4-5-2006 n. 10216, Cass. 6- 12-2006 n. 26162, Cass. 10-5-2007 n. 10693). Detta consegna “può anche risultare dal timbro apposto sul documento indicante il numero del “registro cronologico ricorsi” e la data” (v.

Cass. 1-4-2005 n. 6836, Cass. 28-7-2007 n. 15797, Cass. S.U. 20-6- 2007 n. 14294, Cass. 1-9-2008 n. 22003) – ancorchè non sottoscritto dall’ufficiale giudiziario, “dovendosi presumere che il timbro sia conforme all’annotazione su detto registro” (v. Cass. n. 15797/2005 cit) – e “solo in caso di contestazione della conformità al vero di quanto da esso indirettamente risulta, l’interessato dovrà farsi carico di esibire idonea certificazione dell’ufficiale giudiziario” (v. Cass. S.U. n. 14294/2007 cit.).

Nella fattispecie la sentenza impugnata risulta pubblicata il 2-5- 2008 ed il ricorso (notificato a mezzo del servizio postale con raccomandata spedita in data 7-5-2009) in base al timbro apposto a margine dell’atto (recante il numero del registro cronologico 16154 e la data) risulta consegnato all’ufficiale giudiziario per la notifica in data 6-5-2009, ben oltre il termine annuale previsto dall’art. 327 c.p.c. (nel testo applicabile ratione temporis).

Stante, quindi, la avvenuta decadenza dall’impugnazione, il ricorso, tardivo, va dichiarato inammissibile e il ricorrente, in ragione della soccombenza, va condannato al pagamento delle spese in favore della società controricorrente.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente a pagare alla controricorrente le spese, liquidate in Euro 15,00 oltre Euro 2.000,00 per onorari, oltre spese generali, IVA e CPA. Così deciso in Roma, il 13 luglio 2011.

Depositato in Cancelleria il 31 agosto 2011

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