Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17781 del 19/07/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. trib., 19/07/2017, (ud. 06/12/2016, dep.19/07/2017),  n. 17781

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TIRELLI Francesco – Presidente –

Dott. PEZZULLO Rosa – rel. Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. SABATO Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 28751/2011 proposto da:

GRUPPO BONIFACI SPA, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA CLAUDIO MONTEVERDI

16, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE NATOLA, che lo

rappresenta e difende giusta delega a margine;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE (OMISSIS) DI ROMA, in

persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA

VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che

lo rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 310/2010 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,

depositata il 14/10/2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

06/12/2016 dal Consigliere Dott. ROSA PEZZULLO;

udito per il ricorrente l’Avvocato NATOLA che ha chiesto

l’accoglimento;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CARDINO Alberto, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO E DIRITTO

1. La società Gruppo Bonifaci s.p.a. in persona del legale rappresentante p.t. proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma avverso la cartella di pagamento, con la quale l’Ufficio di Roma recuperava la somma di Euro 3.626.724,91 a titolo di IVA ed IRAP per l’anno d’imposta 2003, dovuta quale sostituto di imposta a seguito di controllo D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36 bis, della dichiarazione MOD. Unico IVA e 770 presentati nel 2003. Deduceva la ricorrente l’infondatezza della pretesa, avendo essa aderito alla speciale procedura di cui al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 73 (cd. IVA di gruppo) che consente la liquidazione periodica dell’imposta sul valore aggiunto di tutte le società facenti parte di un medesimo gruppo societario e che i versamenti erano stati eseguiti direttamente dalle tre società controllate e non dalla controllante s.p.a., allegando copie dei mod. F24; in merito all’IRAP, gli acconti erano stati versati in tre tranches ed il saldo 2003 era stato versato nel 2004 e nel 2005; in ordine, invece, al ruolo 2007/495 la società precisava di essersi attenuta per l’anno in questione alle disposizioni di cui al D.M. 13 dicembre 1979, art. 6, producendo polizza fideiussoria della IfinC s.p.a. risultata, poi, non valida in quanto detto istituto non era iscritto nell’elenco pubblicato dall’Isvap ed in data 6.2.2007 regolarizzava la situazione con la produzione di una nuova polizza fideiussoria stipulata con l’INA Assitalia.

2. La C.T.P. accoglieva parzialmente il ricorso, limitatamente all’IVA e all’IRAP, mentre per il ruolo 2007/495 riteneva legittime le sanzioni riferite alla tardiva presentazione della polizza fideiussoria.

3. La ricorrente proponeva appello avverso tale sentenza in relazione al ruolo n. 495/2007, evidenziando di essere stata tratta in errore dalla mancata contestazione dell’inefficacia della polizza fideiussoria al momento del suo deposito, ritenendo la sanzione non dovuta, ma la C.T.R. rigettava l’appello ritenendo legittima la sanzione irroqata in relazione al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 38 bis, atteso che la mancata prestazione di garanzia idonea fa sorgere l’obbligo del versamento dell’imposta dovuta entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale.

4. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso la società contribuente lamentando la ricorrente il vizio di cui all’art. 360 c.p.p., n. 3, atteso che la CTR nel confermare la legittimità di tale residuale iscrizione a ruolo ha violato l’art. 10, comma 1, dello Statuto dei diritti del contribuente avendo comunicato l’inidoneità della polizza fideiussoria oltre due anni dopo la consegna della polizza medesima.

5. Ha resistito con controricorso l’Agenzia delle Entrate che ha concluso per il rigetto del ricorso.

6. Il ricorso non merita accoglimento. Invero, il ricorrente deduce che la conferma della legittimità dell’iscrizione a ruolo della sanzione per la tardiva presentazione della polizza fideiussoria si pone in violazione della L. n. 212 del 2000, art. 10, che appunto prevede che il mancato rispetto dei principi di collaborazione e buona fede nei rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria determina la mancata irrogazione delle sanzioni.

La dedotta violazione, invero, non è ravvisabile nel caso di specie, atteso che la tardività nella presentazione della polizza non risulta ascrivibile a comportamento non corretti dell’Ufficio bensì al fatto che la polizza fideiussoria della IfinC s.p.a. prodotta dalla stessa ricorrente non è risultata valida. Sul punto è sufficiente rilevare che sussiste il presupposto per la tutela del cd. “affidamento incolpevole” del contribuente, ai sensi della L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 10, commi 1 e 2 (Statuto del contribuente), nel caso in cui questi abbia errato sulla portata e l’ambito dell’obbligazione tributaria dovuta per aver ricevuto indicazioni erronee e contraddittorie da enti pubblici, diversi dall’Amministrazione finanziaria, ma qualificati ed attendibili. (Sez. 5, n. 8197 del 22/04/2015) situazione questa non verificatasi nella fattispecie.

7. Il ricorso va, dunque, rigettato e la parte ricorrente va condannata alla rifusione in favore della parte controricorrente delle spese del grado di legittimità che vanno liquidate in Euro 3200,00 oltre spese eventualmente prenotate a debito.

PQM

 

Rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente alla rifusione in favore della parte controricorrente delle spese del grado di legittimità che liquida in Euro 3200,00, oltre spese eventualmente prenotate a debito.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 6 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 19 luglio 2017

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA