Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17778 del 29/07/2010

Cassazione civile sez. lav., 29/07/2010, (ud. 10/03/2010, dep. 29/07/2010), n.17778

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. D’AGOSTINO Giancarlo – Consigliere –

Dott. LA TERZA Maura – Consigliere –

Dott. CURCURUTO Filippo – rel. Consigliere –

Dott. TOFFOLI Saverio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI, in

persona del Ministro pro tempore, DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO DI

TARANTO, in persona del Direttore pro tempore, elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che li rappresenta e difende, ope legis;

– ricorrente –

contro

M.F.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 917/2008 della CORTE D’APPELLO di LECCE del

9/05/08, depositata il 27/05/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

10/03/2010 dal Consigliere Relatore Dott. FILIPPO CURCURUTO;

e’ presente il P.G. in persona del Dott. FINOCCHI GHERSI Renato.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che:

1. Il Ministero del lavoro chiede con ricorso per un motivo la cassazione della sentenza 917/2008 della Corte di Appello di Lecce, che, confermando la sentenza del primo giudice, ha accolto l’opposizione di M.F., in proprio e quale legale rappresentante della Valentin Fruit S.r.l. contro due ordinanze – ingiunzioni della Direzione provinciale del lavoro di Taranto, per il pagamento della somma di Euro 651,00 a titolo di sanzione amministrativa per la mancata consegna al momento dell’assunzione del lavoratore Ma. del terzo esemplare della sezione matricola e paga del foglio del registro d’impresa.

2. La parte intimata non ha svolto attivita’ difensiva.

3. La giurisprudenza di questa Corte e’ orientata nel senso che in tema di sanzioni amministrative relative a violazioni in materia di previdenza e assistenza obbligatoria, si connotano come violazioni di carattere meramente formale, ai sensi della L. n. 388 del 2000, art. 16, comma 12 comportante l’abolizione delle sanzioni amministrative, quelle che non determinano una lesione alla sostanza del bene giuridico tutelato, quali le comunicazioni di assunzioni errate o incomplete che non incidono, di fatto, sull’essenziale funzione di controllo e monitoraggio, che caratterizza la materia del collocamento; di carattere sostanziale, e dunque, non colpite dall’”abolitio”, devono ritenersi, di contro, tutte le violazioni relative, come nella specie, all’omessa o tardiva comunicazione di assunzione e cessazione del rapporto di lavoro, in quanto realmente incidenti sulla suddetta finalita’ (Cass. 65/2007).

4. In base a tale principio questa Corte ha ritenuto rivestire carattere sostanziale le condotte consistenti: nell’omessa registrazione di sette lavoratori sul libretto di lavoro, ai sensi della L. 10 gennaio 1935, n. 112, artt. 3 e 4; nell’omessa consegna ai lavoratori, all’atto della corresponsione della retribuzione, del prescritto prospetto di paga, ai sensi della L. 5 gennaio 1953, n. 4, artt. 1 e 3; nell’omessa comunicazione alla competente Sezione circoscrizionale per l’impiego, nei termini, dell’assunzione dei lavoratori nonche’ nell’omessa consegna, all’atto dell’assunzione, della dichiarazione contenente i dati della registrazione effettuata sul libro di matricola in uso, ai sensi del D.L. 1 ottobre 1996, n. 510, art. 9 bis, commi 1 e 2, conv. in L. 28 novembre 1996, n. 608;

nell’omessa comunicazione alla competente Sezione circoscrizionale per l’impiego, nei termini, della cessazione del rapporto di lavoro di un lavoratore, ai sensi della L. n. 264 del 1949, art. 21 (cfr.

Cass. 38572008).

5. Come esattamente osservato nell’unico motivo di ricorso, dove e’ denunziata violazione e falsa applicazione della L. n. 388 del 2000, art. 116, comma 12 e della L. n. 608 del 1996, art. 9, comma 4 la sentenza impugnata non si e’ attenuta al principio anzidetto, considerando erroneamente la condotta addebitata all’opponente quale violazione di carattere formale, pur trattandosi di un adempimento rivolto a scongiurare pratiche elusive nella regolare tenuta del registro di impresa nonche’ ad informare il lavoratore che le condizioni di assunzione siano state iscritte nel registro d’impresa e siano quelle concordate.

6. Il ricorso appare pertanto manifestamente fondato e deve essere accolto.

7. La sentenza impugnata deve essere cassata e non essendo necessario alcun ulteriore accertamento di fatto, la causa puo’ esser decisa nel merito, con il rigetto della proposta opposizione. L’opponente va condannato alle spese dell’intero giudizio, liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito rigetta le opposizioni; condanna l’opponente alle spese dell’intero giudizio liquidate in Euro 430,00 per il primo grado, in Euro 530,00 per il secondo grado e in Euro 30,00 per esborsi e Euro 500,00 per onorari, per il giudizio di legittimita’, oltre accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 10 marzo 2010.

Depositato in Cancelleria il 29 luglio 2010

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