Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17761 del 29/07/2010

Cassazione civile sez. lav., 29/07/2010, (ud. 08/07/2010, dep. 29/07/2010), n.17761

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE LUCA Michele – Presidente –

Dott. DI CERBO Vincenzo – Consigliere –

Dott. NOBILE Vittorio – Consigliere –

Dott. MAMMONE Giovanni – Consigliere –

Dott. MELIADO’ Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

POSTE ITALIANE S.P.A., in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE MAZZINI 134, presso

lo studio dell’avvocato FIORILLO LUIGI, che la rappresenta e difende,

giusta mandato a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

C.P., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA RENO 21,

presso lo studio dell’avvocato RIZZO ROBERTO, che lo rappresenta e

difende, giusta mandato a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 4339/2005 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 07/09/2005 r.g.n. 6740/04;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

08/07/2010 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE MELIADO’;

udito l’Avvocato FIORILLO LUIGI;

udito l’Avvocato RIZZO ROBERTO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

FINOCCHI GHERSI Renato, che ha concluso per l’accoglimento del

ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza in data 24.5/7.9.2005 la Corte di appello di Roma confermava la sentenza resa dal Tribunale di Roma il 14.5.2003, impugnata dalle Poste Italiane, che dichiarava sussistere fra queste ultime e C.P. un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, per effetto della nullità della clausola di durata apposta al contratto stipulato fra le parti.

Osservava in sintesi la corte territoriale che, trattandosi di contratti stipulati successivamente al (OMISSIS), ai sensi dell’art. 8 del CCNL 26.11.1994 (“per esigenze eccezionali conseguenti alla fase di ristrutturazione e di rimodulazione degli assetti occupazionali in corso, in ragione della graduale introduzione di nuovi processi produttivi, di sperimentazione di nuovi servizi ed in attesa del progressivo e completo equilibrio sul territorio delle risorse umane”), si doveva ritenere che gli accordi sindacali intervenuti successivamente all’accordo del 25.9.1997 non fossero meramente ricognitivi del perdurare delle esigenze legittimanti le assunzioni a tempo determinato, ma erano piuttosto volti a stabilire precisi limiti di scadenza all’autorizzazione alla stipulazione di contratti a tempo determinato, con la conseguenza che era inibito alle parti di autorizzare retroattivamente, anche mediante lo strumento dell’interpretazione autentica, la stipulazione di contratti a termine non più legittimati per effetto della durata in precedenza stabilita.

Per la cassazione della sentenza propongono ricorso le Poste Italiane con un unico motivo.

Resiste con controricorso, illustrato con memoria, C. P..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con un unico motivo, svolto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3 e 5, la società ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., nonchè vizio di motivazione ed, al riguardo, rileva che, pur essendo stato il contratto inter partes stipulato ai sensi dell’art. 25 del c.c.n.l. 11.1.2001, la corte territoriale aveva erroneamente richiamato la disciplina prevista dall’art. 8 del CCNL del 1994, così come integrato dall’accordo del 25.9.1997, con conseguente apprezzamento dei fatti rilevanti in senso del tutto difforme da quello prospettato dalle parti.

Va preliminarmente disattesa l’eccezione di inammissibilità del ricorso, in quanto risulta chiara la violazione prospettata (art. 112 c.p.c.), così come la finalizzazione della censura all’affermazione (sostenuta dalla società ricorrente sin dal giudizio di primo grado, per come in questa sede documentato) della legittimità della clausola di durata apposta al contratto inter partes, alla luce di quanto previsto dall’art. 25 del CCNL 11.1.2001.

Il ricorso è meritevole di accoglimento.

Risulta univocamente dagli atti difensivi di entrambe le parti che il ricorrente è stato assunto ai sensi dell’art. 25 del CCNL 2001 (per “esigenze tecniche, organizzative e produttive anche di carattere straordinario conseguenti a processi di riorganizzazione, ivi ricomprendendo un più funzionale riposizionamento di risorse sul territorio, anche derivanti da innovazioni tecnologiche, ovvero conseguenti all’introduzione e/o sperimentazione di nuove tecnologie, prodotti o servizi”), e non secondo la previsione, che, invece, è stata richiamata dalla corte territoriale, dell’8 del CCNL 26.11.1994 (“per esigenze eccezionali conseguenti alla fase di ristrutturazione e di rimodulazione degli assetti occupazionali in corso, in ragione della graduale introduzione di nuovi processi produttivi, di sperimentazione di nuovi servizi ed in attesa del progressivo e completo equilibrio sul territorio delle risorse umane”).

Ne deriva che a ragione la ricorrente lamenta che il giudice di merito, disattendendo gli specifici rilievi dalla stessa svolti, ha posto a fondamento della decisione una norma contrattuale diversa da quella richiamata nel contratto controverso ed ha regolamentato la fattispecie sulla base di altra disposizione collettiva, ma senza specificare le ragioni che lo portavano a ritenere inapplicabile quella che le parti espressamente avevano previsto come regola del loro rapporto e che era stata posta a fondamento dell’atto di impugnazione, così pronunciando su una domanda, quanto al contenuto, e ai relativi presupposti di fatto, diversa da quella proposta.

Il ricorso va, pertanto, accolto, la sentenza cassata e la causa rinviata ad altro giudice di merito di pari grado, designato come in dispositivo, il quale provvederà a riesaminarla alla luce dei criteri indicati e a liquidare anche le spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per le spese alla Corte di appello di Roma in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 8 luglio 2010.

Depositato in Cancelleria il 29 luglio 2010

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA