Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17707 del 29/07/2010

Cassazione civile sez. lav., 29/07/2010, (ud. 10/05/2010, dep. 29/07/2010), n.17707

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. COLETTI DE CESARE Gabriella – Consigliere –

Dott. TOFFOLI Saverio – rel. Consigliere –

Dott. IANNIELLO Antonio – Consigliere –

Dott. MAMMONE Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE in persona del

Presidente e legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA DELLA FREZZA 17, presso l’AVVOCATURA

CENTRALE DELL’ISTITUTO, rappresentato e difeso dagli avvocati RICCIO

ALESSANDRO, VALENTE NICOLA, CLEMENTINA PULLI, giusta procura speciale

in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

G.A.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 282/2008 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA del

6.3.08, depositata il 29/04/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

10/05/2010 dal Consigliere Relatore Dott. SAVERIO TOPFOLI;

E’ presente il P.G. in persona del Dott. MARINELLI Vincenzo.

 

Fatto

MOTIVI

La Corte pronuncia in camera di consiglio ex art. 375 c.p.c. a seguito di relazione ex art. 380 bis.

La Corte di Appello de L’Aquila confermava la sentenza di primo grado che aveva riconosciuto il diritto di G.A., in possesso dei requisiti di eta’ e di contribuzione, alla trasformazione in pensione di vecchiaia della pensione di invalidita’ di cui era titolare da epoca anteriore alla L. n. 222 del 1984 (trasformazione richiesta con domanda in data 17.2.2006), al perfezionarsi dei requisiti anagrafici e contributivi per la pensione di vecchiaia. Per quanto ancora rileva, rigettava la doglianza dell’Inps relativa alla dedotta irretroattivita’ della L. n. 222 del 1984, sancita dal relativo art. 12. Al riguardo la Corte di merito osservava che, come rilevato da pronuncia della Cassazione a sezioni unite (sentenza n. 8433/2004), le regola della trasformazione dell’assegno di invalidita’ in pensione di vecchiaia trovava applicazione anche per il trattamento di invalidita’ previsto dal precedente regime in quanto espressivo di un principio generale affermato con l’entrata in vigore della legge de qua. Precisamente, del principio generale di un’unica posizione assicurativa idonea a realizzare i presupposti delle varie forme previdenziali, in funzione di protezione della stessa situazione generatrice di bisogno.

L’INPS ha chiesto la cassazione di tale sentenza con ricorso fondato su un unico articolato motivo con il quale ha chiesto a questa Corte di affermare che, nel caso di trasformazione della pensione di invalidita’, concessa in base alla legge vigente prima dell’entrata in vigore della L. n. 222 del 1984, in pensione di vecchiaia, la trasformazione non si realizza automaticamente, al perfezionarsi dei requisiti per la pensione di vecchiaia, bensi’ a seguito di specifica domanda presentata dall’interessato, con la conseguenza che la pensione di vecchiaia ha decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di trasformazione.

L’intimato non si e’ costituito.

Il ricorso e’ appare manifestamente fondato sulla scorta del seguente principio di diritto ripetutamente affermato dalla Cassazione: “Ai fini del diritto al mutamento della pensione di invalidita’ di cui al R.D.L. 14 aprile 1939, n. 636, art. 10, in pensione di vecchiaia, ricorrendone i requisiti anagrafici e contributivi, in mancanza di una espressa previsione di trasformazione automatica (come diversamente previsto per l’assegno di invalidita’ dalla L. n. 222 del 1984, art. 1, comma 10), l’interessato deve presentare la domanda di trasformazione e la pensione di vecchiaia decorrera’ dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda medesima” (cfr. Cass. n. 8915/2009; 29516/2008, 4392/2007, n. 855/2006, n. 622/2005).

Il ricorso deve quindi essere accolto, con cassazione della sentenza impugnata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, decisione nel merito nel senso della dichiarazione che la pensione di vecchiaia decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda di trasformazione della pensione e quindi dal 1 marzo 2006. La mancanza di dati normativi espliciti sulla questione oggetto del giudizio e la formazione relativamente recente di una giurisprudenza univoca sul punto consigliano la compensazione delle spese dell’intero giudizio.

P.Q.M.

LA CORTE accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito determina la decorrenza della pensione di vecchiaia dall’1.3.2006. Compensa le spese dell’intero processo.

Cosi’ deciso in Roma, il 10 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 29 luglio 2010

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