Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17651 del 06/09/2016


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Cassazione civile sez. VI, 06/09/2016, (ud. 13/04/2016, dep. 06/09/2016), n.17651

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ARMANO Uliana – Presidente –

Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere –

Dott. RUBINO Lina – Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso per regolamento di competenza 7057/2015 proposto da:

R.M.C., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

GIUSEPPE FERRARI 4, presso lo studio dell’avvocato UMBERTO CORONAS,

che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato LUCA MONTICELLI

giusta procura in calce alla memoria di costituzione di nuovi

difensori;

– ricorrente –

contro

C.V., elettivamente domiciliata in ROMA, LARGO GAETANO LA

LOGGIA 33, presso lo studio dell’avvocato GIULIANO SALVUCCI,

rappresentata e difesa dall’avvocato GIANLUCA TIRELLI giusta procura

speciale in calce al controricorso;

– controricorrente –

sulle conclusioni scritte del P.G. in persona del Dott. RICCARDO

FUZIO che chiede che la Corte di Cassazione accolga il ricorso, con

le conseguenze di legge;

avverso la sentenza n. 263/2015 del TRIBUNALE di REGGIO EMILIA,

depositata il 16/02/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

13/04/2016 dal Consigliere Relatore Dott. MARCO ROSSETTI.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. Nel 2011 R.M.C. chiese ed ottenne dal Giudice di pace di Reggio Emilia un decreto ingiuntivo per consegna di beni mobili, nei confronti di C.V..

L’intimata propose opposizione al decreto, deducendo – per quanto qui ancora rileva – l’incompetenza per territorio del Giudice di pace di Reggio Emilia, in favore di quella del Giudice di pace di Montecchio.

2. Il Giudice di pace di Reggio Emilia, con sentenza 19.6.2013 n. 1288, dopo essersi ritenuto competente per territorio, rigettò nel merito l’opposizione.

3. La sentenza venne appellata da Vanna Cepelli. Il Tribunale di Reggio Emilia con sentenza 25.2.2015 n. 263:

-) ritenne incompetente il Giudice di pace di Reggio Emilia a decidere sull’opposizione a decreto ingiuntivo;

-) annullò il decreto ingiuntivo;

-) condannò l’opposta ( R.M.C.) alla rifusione delle spese dei due gradi di giudizio a C.V..

Non adottò alcuna statuizione sul merito della lite.

4. R.M.C. ha impugnato la sentenza del Tribunale con regolamento di competenza, fondato su sei motivi.

C.V. ha resistito e chiesto il rigetto del regolamento.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. L’opposta (soccombente in appello) ha proposto una impugnazione formalmente denominata “regolamento di competenza”, con la quale deduce varie censure, così riassumibili:

(a) il Tribunale, rilevata l’incompetenza del primo giudice, ha puramente e semplicemente annullato il decreto ingiuntivo, senza indicare (nel dispositivo) il giudice competente e senza fissare il termine ex art. 50 c.p.c., per la riassunzione;

(b) in ogni caso, il Tribunale ha indicato (solo nella motivazione) come competente il Giudice di pace di Montecchio, ufficio soppresso dal D.Lgs. n. 156 del 2012, e le cui competenze sono state attribuite al Giudice di pace di Reggio Emilia (cioè proprio quello ritenuto incompetente dal Tribunale);

(c) in ogni caso, anche se il Giudice di pace fosse stato davvero incompetente, non ricorrendo alcuna delle ipotesi tassative di cui agli artt. 353 e 354 c.p.c., il Tribunale avrebbe dovuto decidere la causa nel merito;

(d) avendo l’opponente eletto domicilio (in sede stragiudiziale, a fini penali, ed in un verbale dei Carabinieri) a Reggio Emilia, tale elezione di domicilio aveva effetto anche ai fini del radicamento della competenza civile del Giudice di pace;

(e) la questione della competenza, risolta dal Giudice di pace con ordinanza, non era stata coltivata dall’opponente, sicchè doveva ritenersi non più contestata;

(f) il Tribunale ha dichiarato l’incompetenza del primo giudice per ragioni mai fatte valere dalla appellante.

2. Va esaminata per prima, in virtù del principio c.d. della “ragione più liquida”, la censura sub (b).

Essa è fondata.

L’ufficio del Giudice di pace di Montecchio è stato soppresso in virtù di quanto previsto dall’allegato “B” al D.Lgs. n. 156 del 2012 (come sostituito dal D.M. 10 novembre 2014 e dal D.M. 7 marzo 2014) con decorrenza dal 29.4.2014, ovvero prima della sentenza d’appello.

Le competenze dell’ufficio soppresso sono state attribuite al Giudice di pace di Reggio Emilia: e dunque all’ufficio che ha emesso il decreto. Il Tribunale, pertanto, chiamato a giudicare in sede d’appello sulla efficacia d’un decreto ingiuntivo emesso da giudice che, anche a ritenerlo incompetente al momento dell’emissione del decreto, non lo era più al momento della decisione d’appello, avrebbe dovuto applicare la regola secondo cui il principio di economia processuale impedisce di affermare l’incompetenza di un giudice che, per effetto di jns superveniens, dovrebbe comunque tornare a decidere nuovamente la vicenda.

Tale principio è stato più volte affermato da questa Corte, ed in particolare da Sez. 1, Sentenza n. 11228 del 18/07/2003, Rv. 565231, la quale ritenne che per effetto della soppressione dell’ufficio del pretore, e del trasferimento al tribunale delle relative competenze, “vengono a perdere rilevanti giuridica le questioni di competenza tra pretore e tribunale basate sulla precedente disciplina in materia.

Ne consegue che la sopravvenuta competenza per effetto di detto “ius superveniens” del tribunale, svolge effetti sananti in ordine alla sua originaria incompetenza la quale non è più idonea ad inficiare la pronuncia emessa da detto tribunale, ed in fase di impignazione della corte d’appello, tanto più che il principio di economia processuale, di cui è parte l’interesse (ora coperto dalla garanzia costituzionale di cui all’art. 111 Cost.) alla spedita definizione dei giudizi, vieta qualsiasi inutile reiterazione di attività processuali, e quindi preclude emanazione di una pronuncia che, nel tassare la sentenza perchè emanata da un (giudice incompetente, abbia Otto di rimettere le parti davanti allo stesso giudice divenuto “medio tempore” competente”.

3. La sentenza impugnata va dunque cassata.

Le altre censure restano assorbite.

4. Il giudice di rinvio va individuato nel Tribunale di Reggio Emilia. Infatti, poichè per quanto detto il Giudice di pace di Reggio Emilia era divenuto per jus superveniens competente per territorio al momento della decisione d’appello, il radicamento di tale competenza sopravvenuta precludeva al Tribunale la possibilità di rimettere la causa al primo giudice, ex artt. 353 o 354 c.p.c.; causa che doveva invece essere trattenuta e decisa nel merito dal suddetto Tribunale.

5. Le spese del presente grado di giudizio saranno liquidate dal giudice di merito.

PQM

la Corte di cassazione, visto l’art. 380 c.p.c.:

(-) accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa al Tribunale di Reggio Emilia, in diversa composizione;

(-) rimette al giudice di merito la liquidazione delle spese del presente grado di giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile della Corte di Cassazione, il 13 aprile 2016.

Depositato in Cancelleria il 6 settembre 2016

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