Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17649 del 29/08/2011

Cassazione civile sez. I, 29/08/2011, (ud. 25/02/2011, dep. 29/08/2011), n.17649

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CARNEVALE Corrado – Presidente –

Dott. PICCININNI Carlo – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – rel. Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 22072/2009 proposto da:

E.V. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA CHISIMAIO 42, presso l’avvocato FERRARA

ALESSANDRO, rappresentata e difesa dall’avvocato LAURI Biagio, giusta

procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del Ministro pro

tempore, domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende ope

legis;

– controricorrente –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di NAPOLI, depositato il

25/07/2008; n. 4010/07 R.G.V.G.;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

25/02/2011 dal Consigliere Dott. ANDREA SCALDAFERRI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

RUSSO Rosario Giovanni, che ha concluso per l’accoglimento del

ricorso; cassazione con rinvio.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con ricorso alla Corte d’appello di Napoli, E.V. proponeva, ai sensi della L. n. 89 del 2001, domanda di equa riparazione per violazione dell’art. 6 della C.E.D.U. a causa della irragionevole durata di un giudizio instaurato dinanzi al T.A.R. Campania nel 1997, definito con sentenza del maggio 2007.

La Corte d’appello dichiarava la nullità della procura rilasciata dalla ricorrente, e conseguentemente la nullità del ricorso introduttivo, rilevando come tale procura, rilasciata su foglio separato -con diversi caratteri di stampa- nonostante la pagina finale del ricorso non fosse conclusa, con numerazione a penna palesemente aggiunta e privo sia di timbro di congiunzione con il ricorso sia di data, non apparisse, nonostante il generico richiamo ad un giudizio di equa riparazione, riferibile in termini convincenti alla procedura in esame (tenendo anche presente la sua natura seriale), non essendo peraltro ivi indicata neppure l’autorità territorialmente competente.

Avverso tale decreto E.V. ha proposto ricorso a questa Corte affidato ad unico motivo.

Resiste il Ministero con controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

La ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione della L. n. 141 del 1997, artt. 1 e 2 e dell’art. 83 c.p.c.. Sostiene che la Corte di merito, pur avendo mostrato di non ignorare l’orientamento della giurisprudenza di questa Corte che attribuisce alla novella del 1997 un significato di ampia portata, lo avrebbe poi disatteso, fondando il suo convincimento su elementi ritenuti ormai irrilevanti ed invece omettendo di considerare la circostanza della produzione della procura, materialmente congiunta con il ricorso, al momento della costituzione nel giudizio di merito.

Osserva tuttavia il collegio che, ai fini del riconoscimento della ricorrenza del requisito, posto dall’art. 83 c.p.c., comma 3 (nel testo modificato dalla legge citata), della materiale congiunzione tra il foglio separato con cui è stata rilasciata la procura e l’atto cui essa accede, grava sulla ricorrente l’onere di allegare, fornendone riscontro, gli elementi che, alla stregua del prudente apprezzamento di fatti e circostanze, consentano di conseguire, pur in difetto di cucitura meccanica tra i due atti, una ragionevole certezza in ordine alla provenienza dalla parte del potere di rappresentanza ed alla riferibilità della procura stessa al giudizio di cui si tratta. Nella specie, la ricorrente allega la circostanza della produzione in giudizio della procura, materialmente congiunta con il ricorso, al momento della costituzione nel giudizio di merito:

tuttavia tale circostanza, non emergente dalla motivazione della sentenza impugnata, non risulta neppure verificabile, atteso che la procura in questione non si rinviene nel fascicolo d’ufficio, nè risulta allegata al fascicolo di parte ricorrente. Il rigetto del ricorso ne deriva dunque di necessità, in mancanza di elementi apprezzabili sui quali basare il richiesto giudizio di validità della procura, alla stregua del criterio di legge sopra richiamato.

Le spese del giudizio di cassazione seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento in favore del resistente delle spese di questo giudizio di cassazione, liquidate in Euro 1.000,00 per onorari, oltre le spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile della Corte Suprema di cassazione, il 25 febbraio 2011.

Depositato in Cancelleria il 29 agosto 2011

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA