Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17632 del 29/08/2011

Cassazione civile sez. III, 29/08/2011, (ud. 09/06/2011, dep. 29/08/2011), n.17632

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

Dott. LANZILLO Raffaella – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

GALLERIA SAN EMILIANO SNC, in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZALE CLODIO 12,

presso lo studio dell’avvocato AGOSTA GIUSEPPE, che la rappresenta e

difende, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

ASSICURAZIONI GENERALI SPA (OMISSIS), in persona dei legali

rappresentanti, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA OSLAVIA 14,

presso lo studio dell’avvocato MANCUSO NICOLA, che la rappresenta e

difende, giusta procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 871/2009 della CORTE D’APPELLO di ROMA del

20/01/09, depositata il 25/02/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

09/06/2011 dal Consigliere Relatore Dott. RAFFAELLA LANZILLO;

è presente il P.G. in persona del Dott. COSTANTINO FUCCI.

La Corte:

Fatto

PREMESSO IN FATTO

Il 12 aprile 2011 è stata depositata in Cancelleria la seguente relazione ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ.:

“1.- Con sentenza n. 871/2009, depositata il 25 febbraio 2009, la Corte di appello di Roma – pronunciando in sede di rinvio dalla Corte di cassazione – ha respinto la domanda proposta dalla s.n.c. Galleria San Emiliano di Domenico Ciarravano & c. contro la s.p.a.

Assicurazioni generali, domanda diretta ad ottenere il pagamento dell’indennizzo relativo ad un furto di tappeti, come da polizza assicurativa in corso.

2.- La società propone ricorso per cassazione.

3.- Resiste la compagnia assicuratrice con controricorso.

4.- L’unico motivo di ricorso, che denuncia nullità della sentenza o del procedimento per errata interpretazione della sentenza di cassazione da parte del giudice di rinvio, è inammissibile ai sensi dell’art. 366 bis cod. proc. civ., nel testo in vigore alla data del deposito della sentenza impugnata (L. n. 40 del 2006, artt. 6 e 27).

Manca la formulazione del quesito di diritto, come anche l’indicazione delle norme che si assumono violate, per la parte in cui le doglianze del ricorrente si possono interpretare come censure di violazione di legge, come prescritto a pena di inammissibilità dal citato art. 366 bis.

La ricorrente non denuncia espressamente vizi di motivazione e comunque anche a tal proposito non enuncia un momento di sintesi di eventuali censure in tal senso, dal quale risulti la chiara indicazione del fatto controverso in relazione al quale la motivazione sarebbe da ritenere omessa, insufficiente, contraddittoria, o inidonea a giustificare la decisione impugnata, come pure è richiesto a pena di inammissibilità (cfr. fra le tante, Cass. civ. Sez. 3, 17 luglio 2008 n. 19766; Cass. civ. S.U. 2 dicembre 2008 n. 28547).

3.- Propongo che il ricorso sia dichiarato inammissibile, con procedimento in Camera di consiglio”. – La relazione è stata comunicata al pubblico ministero e ai difensori delle parti.

– Il pubblico ministero non ha depositato conclusioni scritte.

– La ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

1.- Il Collegio, all’esito dell’esame del ricorso, ha condiviso la soluzione e gli argomenti esposti nella relazione, che le argomentazioni difensive contenute nella memoria non valgono a disattendere.

2.- Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.

3.- Le spese processuali, liquidate in dispositivo, seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte di cassazione dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate complessivamente in Euro 3.700,00, di cui Euro 200,00 per esborsi ed Euro 3.500,00 per onorari; oltre al rimborso delle spese generali ed agli accessori previdenziali e fiscali di legge.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della terza sezione civile, il 9 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 29 agosto 2011

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