Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1755 del 28/01/2014


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1755 Anno 2014
Presidente: DI PALMA SALVATORE
Relatore: CRISTIANO MAGDA

ORDINANZA

sul ricorso 29438-2011 proposto da:
TNIS CONSORZIO SVILUPPO AREE INDUSTRIALI 00721250553

ti

perguna dl

Presidente del Consiglio di Amministrazione e legale rappresentante, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA DELLE CARROZZE 3, presso lo studio dell’avvocato
RANALLI GIOVANNI, che lo rappresenta e difende giusta procura a margine del
ricorso;

– ricorrente contro
BRUSCHI RITA BRSRTI54M511921j, BRUSCHI MARIA BRSMRA49P64I921M,
BRUSCHI ANGELA MARIA BRSNLM48C681921G, CELESTINI EUGENIA
CLSGNE29P681921B, BRUSCHI MARIO BRSMRA22H271921T, elettivamente
domiciliati in ROMA, VIA G. B. MORGAGNI 2-A, presso lo studio dell’avvocato

Data pubblicazione: 28/01/2014

SEGARELLI UMBERTO, che h rappresenta e difende giusta procura in calce al
controricorso e ricorso incidentale ;
– con troricorrenti e ricorrenti incidentali –

COMUNE di SPOLETO;

avverso la sentenza n. 454/2010 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA del
3/06/2010, depositata il 20/10/2010;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 05/11/2013 dal
Consigliere Dott. MAGDA CRISTIANO;
presente il P.G. in persona del Dott. PIERFELICE PRATIS.
11 consigliere Magda Cristiano ha depositato la seguente relazione, ritualmente
comunicata alle parti:
1)11 TNS — Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Industriali- impugna con ricorso per
cassazione, affidato a cinque motivi, la sentenza della Corte d’appello di Perugia del
20.10.2010 che, accogliendo parzialmente l’opposizione alla stima proposta nei suoi
confronti dai signori Mario, Angela Maria, Maria e Rita Bruschi ed Eugenia Celestini,
ha determinato in € 30 a mq. le indennità da esso dovute agli opponenti per
l’esproprio di terreni di loro proprietà.
Mario, Angela Maria, Maria e Rita Bruschi ed Eugenia Celestini resistono con
controricorso e propongono ricorso incidentale per tre motivi.
11 TNS, con il primo motivo, lamenta la mancata ammissione delle prove testimoniali
articolate in ordine alla situazione di fatto e di diritto nella quale versavano le aree
espropriate alla data di apposizione del vincolo (maggio 2001).
Con il secondo motivo lamenta che la corte territoriale abbia ritenuto tempestiva
l’opposizione, proposta con atto notificatogli entro il termine di trenta giorni dalla
comunicazione del decreto di esproprio, rilevando che ai sensi degli artt. 23, 27 e 54
del d.P.R. n. 327/01, detto termine decorreva dalla precedente comunicazione della
determinazione dell’indennità definitiva di esproprio.
Con il terzo motivo lamenta che la corte territoriale non abbia decurtato l’indennità
nella misura del 40%, secondo quanto previsto dall’art. 37 del d.P.R. n. 327/01 nel
testo non ancora modificato dall’art. 2 co. 89 della I. n. 244/07.
Con il quarto motivo contesta l’accertata natura edificabile dei suoli.
Con il quinto lamenta che la corte territoriale abbia aderito alla stima del ctu.
2)Con il primo ed il secondo motivo del ricorso incidentale i sigg.ri Bruschi e Celestini
denunciano vizi di omessa pronuncia della sentenza impugnata, che si è limitata ad
accertare il valore a mq. dei terreni senza provvedere alla determinazione delle
indennità loro dovute, rinviando a tal fine ai criteri di calcolo utilizzati dalla P.A. nel
provvedimento di esproprio (peraltro non desumibili da detto provvedimento, ma solo
dalla determinazione di stima dell’indennità definitiva), senza tener conto che la
Commissione provinciale aveva applicato il criterio riduttivo di cui all’art. 5 bis della I.
n. 539/92, dichiarato incostituzionale.

– intimato –

Con il terzo motivo, i ricorrenti incidentali lamentano, per ragioni opposte a quelle
dedotte dal ricorrente principale, che il giudice del merito abbia ritenuta congrua la
stima dei terreni operata
I ricorsi possono essere decisi in camera di consiglio, se il collegio riterrà di
condividere le considerazioni che seguono.
3)Appare opportuno rilevare in premessa, ed in via generale, che, poiché la
dichiarazione di pubblica utilità dell’opera commissionata dal comune di Spoleto al
Consorzio TSN (realizzazione del nuovo Piano degli Insediamenti Produttivi) è
intervenuta nell’aprile del 2001, allorché il consiglio comunale ha approvato la
delibera di adozione del piano, trovano applicazione nel presente giudizio le
normative vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del d.P.R. n. 327/01
(30.6.03), in quanto, ai sensi dell’art. 57 I comma del d.P.R. medesimo, le
disposizioni del T.U. non si applicano ai procedimenti espropriativi per i quali la
dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza sia intervenuta
anteriormente alla predetta data.
Appaiono, pertanto, manifestamente infondati il secondo ed il terzo motivo del
ricorso principale, che denunciano la violazione di norme del citato d.P.R.
Va aggiunto, quanto al terzo motivo, che il ricorrente, dopo aver denunciato in
rubrica la violazione dell’art. 37 del T.U., sostiene che la decurtazione del 40%
avrebbe dovuto essere operata anche ai sensi art. 5 bis della I. n. 539/92, senza
tener conto che tale norma è stata dichiarata incostituzionale con la sentenza n.
348/07 del Giudice delle leggi e che, pertanto, non potrebbe trovare applicazione nel
presente giudizio, in cui è ancora in discussione la misura dell’indennità.
Manifestamente infondato appare anche il primo mezzo di censura, atteso che la
natura agricola o edificabile di un bene deve essere accertata alla luce degli
strumenti urbanistici vigenti alla data di emissione del decreto di esproprio e non può
certo essere provata attraverso l’escussione di testi.
Quanto al quarto mezzo di censura, va rilevato che il Giudice delle leggi, con la
sentenza n. 442/93, ha evidenziato che una lettura costituzionalmente orientata del
comma 3 dell’art. 5 bis I. n. 359/92 impone di interpretarlo nel senso che l’indennità
debba essere quantificata tenendo conto delle caratteristiche dell’area espropriata al
momento in cui il proprietario ne è privato, e non al momento di apposizione del
vincolo preordinato all’esproprio.
E questa Corte, in coerenza con tale pronuncia, ha costantemente affermato che
l’accertamento delle possibilità legali ed effettive di edificazione del suolo ablato
prescinde dall’incidenza del vincolo preordinato all’esproprio, ma tiene conto del
regime urbanistico dell’area alla data di adozione del decreto di espropriazione o di
consumazione del fatto acquisitivo (Cass. S.U. n. 818/99, nonché, fra molte, Cass.
nn. 5909/05, 7755/04, 11729/03, 9808/03).
Poiché al momento dell’emissione del decreto di esproprio i terreni risultavano
inseriti in area PIP, edificabile, appare palese l’infondatezza anche della censura in
esame.
Il quinto motivo appare invece inammissibile, in quanto si risolve nella generica
contestazione della stima delle aree espropriate compiuta dalla corte territoriale (che
ha aderito sul punto alle conclusioni della ctu), senza che sia chiarito se i rilievi svolti
siano stati già sottoposti all’esame del giudice a quo, che non vi avrebbe dato
risposta, senza che sia richiamato il contenuto degli atti di compravendita che
smentirebbero l’accertamento contestato e senza che sia indicato se e quando tali
atti siano stati prodotti nel corso del giudizio di merito.
4)Inammissibile appare anche il terzo motivo del ricorso incidentale, con il quale gli
espropriati lamentano, più che l’erroneità del valore dei terreni accertato in sentenza,
che la corte territoriale non abbia disposto una nuova ctu a seguito delle
contestazioni da loro mosse all’elaborato, che il giudice del merito ha correttamente
ritenuto generiche, atteso che con esse si rimprovera al consulente di essere
pervenuto alle sue determinazioni (in assenza di atti di comparazione) in via
meramente presuntiva, ma non si allegano circostanze atte a smentire le deduzioni

Il collegio, letta la relazione, ne condivide le conclusioni.
P. Q. M.
La Corte rigetta il ricorso principale; accoglie i primi due motivi del ricorso incidentale
e dichiara inammissibile il terzo motivo; cassa la sentenza impugnata in relazione ai
motivi accolti e rinvia alla Corte d’Appello di Perugia in diver a composizione, anche
per le spese del giudizio di legittimità.
Roma, 5 novembre 2013

del ctu né si chiarisce perché il percorso logico da questi seguito sarebbe privo di
fondamento od incoerente.
5)Appaiono, invece, manifestamente fondati il primo ed il secondo motivo del ricorso
incidentale, atteso che la corte territoriale ha omesso di calcolare l’ammontare
effettivo delle indennità dovute dal Consorzio a ciascuno degli opponenti, limitandosi,
nel dispositivo, a determinare in € 30 il valore a mq. delle aree “e quindi (così,
testualmente) un valore delle singole aree di proprietà degli attori seguendo gli stessi
criteri di calcolo utilizzati dalla P.A. nei provvedimenti di esproprio”, senza curarsi di
chiarire quali fossero detti criteri (non evincibili dal decreto di esproprio) e senza
neppure tener conto che, pur nel caso in cui il rinvio potesse intendersi riferito ai
criteri di stima adottati dalla commissione provinciale, detti criteri non avrebbero mai
potuto essere seguiti, attesa la sopravvenuta dichiarazione di incostituzionalità
dell’art. 5 bis I. n. 539/92 in base al quale la commissione era pervenuta alle sue
determinazioni.
Si dovrebbe pertanto concludere per il rigetto del ricorso principale, per
l’accoglimento dei primi due motivi del ricorso incidentale e per l’inammissibilità del
terzo motivo di tale ricorso, con conseguente cassazione della sentenza impugnata
in relazione ai motivi accolti e rinvio alla Corte d’Appello di Perugia in diversa
composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

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