Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17484 del 18/06/2021

Cassazione civile sez. trib., 18/06/2021, (ud. 19/11/2020, dep. 18/06/2021), n.17484

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. STALLA Giacomo Maria – Presidente –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. REGGIANI Eleonora – Consigliere –

Dott. TADDEI Margherita – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 22923-2018 proposto da:

SAFIN SPA, elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA ADRIANA, 15,

presso lo studio dell’avvocato STEFANO ROMANO, rappresentata e

difesa dall’avvocato DOMENICO STANGA;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE;

– intimata –

avverso la sentenza n. 162/2018 della COMM. TRIB. REG. CAMPANIA,

depositata il 09/01/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

19/11/2020 dal Consigliere Dott. MARGHERITA TADDEI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

che la Commissione Tributaria Provinciale di Napoli, con la sentenza n. 18370/14/2016, accoglieva il ricorso della SpA Safin, annullando l’avviso di liquidazione, per omessa motivazione, dell’imposta di registro relativa al decreto ingiuntivo n. (OMISSIS) emesso dal Tribunale di Napoli, con cui si liquidava l’imposta a carico di C.E., in conseguenza di un contratto di finanziamento, da quest’ultimo ottenuto e non pagato dalla società Fiditalia SpA, che in seguito aveva ceduto il credito alla Safin SpA.,compensando le spese di causa;

che la Commissione Tributaria Regionale Campania, con la sentenza qui impugnata, aveva respinto l’appello dell’Ufficio confermando l’illegittimità dell’avviso di liquidazione in punto di omessa motivazione dell’atto e conseguente lesione del diritto di difesa del contribuente, avendo anche ribadito che nella fattispecie in esame, intercorrendo i due rapporti giuridici tra soggetti diversi, non era applicabile il principio della doppia imposizione decreto ingiuntivo/contratto di finanziamento, non potendo trovare applicazione il principio invocato dall’appellante, che richiede l’identità dei soggetti agenti;

la CTR non si era pronunciata, esplicitamente, in ordine all’appello incidentale che lamentava la generica ed erronea motivazione in punto di compensazione delle spese di causa;

che per la cassazione della predetta sentenza ha interposto ricorso la Safin con un solo motivo;

l’Ufficio non si è costituito.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Con l’unico motivo d’impugnazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, si denuncia violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., lamentandosi l’omessa pronuncia in ordine all’appello incidentale che, deducendo tautologicità e aspecificità della motivazione di primo grado relativa al capo della compensazione delle spese di causa, denunciava l’illegittimità della compensazione delle spese.

Il ricorso è fondato.

In materia di spese di giustizia, il principio che regola la materia per il processo tributario, a norma del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 15, e della norma generale di cui all’art. 91 c.p.c., è il criterio della soccombenza, al quale può tuttavia derogarsi, in tutto o in parte, a norma dell’art. 92 c.p.c., comma 2.

Tale norma che è stata dapprima emendata dalla L. n. 263 del 2005, art. 2, comma 1, lett. a), come modificata dalla L. n. 51 del 2006, art. 39-quater, poi è stata ulteriormente modificata dalla L. n. 69 del 2009, art. 45, comma 2, e dal D.L. 12 settembre 2014, n. 132, art. 13, comma 1, che ammette la compensazione delle spese processuali in caso di soccombenza reciproca, se trattasi di assoluta novità della questione o di mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti (Cass. 11217/2016). Ai sensi dell’art. 92 c.p.c., pertanto, come risultante dalle modifiche introdotte dal D.L. n. 132 del 2014 e dalla sentenza n. 77 del 2018 della Corte costituzionale, la compensazione delle spese di lite può essere disposta (oltre che nel caso della soccombenza reciproca), soltanto nell’eventualità di assoluta novità della questione trattata o di mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti o nelle ipotesi di sopravvenienze relative a tali questioni e di assoluta incertezza che presentino la stessa, o maggiore, gravità ed eccezionalità delle situazioni tipiche espressamente previste dall’art. 92 c.p.c., comma 2.

Questa Corte ha già deciso che l’art. 15 cit. costituisce “una norma elastica, quale clausola generale che il legislatore ha previsto per adeguarla ad un dato contesto storico-sociale o a speciali situazioni, non esattamente ed efficacemente determinabili “a priori”, ma da specificare in via interpretativa da parte del giudice del merito, con un giudizio censurabile in sede di legittimità, in quanto fondato su norme giuridiche” (cfr. Cass. n. 2883/2014); e, nell’ipotesi in cui il decidente abbia comunque esplicitato in motivazione la ragioni della propria statuizione, sia comunque necessario che non siano addotte ragioni illogiche o erronee, dovendosi ritenere sussistente il vizio di violazione di legge nell’ipotesi in cui le ragioni addotte si appalesino illogiche o erronee (cfr. Cass. nn. 2206/2019, 23059/18, 6059/2017, 11222/2016, 12893/2011) potendo, la compensazione delle spese di lite, essere disposta (oltre che nel caso della soccombenza reciproca), soltanto nell’eventualità di assoluta novità della questione trattata o di mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti o nelle ipotesi di sopravvenienze relative a tali questioni e di assoluta incertezza che presentino la stessa, o maggiore, gravità ed eccezionalità delle situazioni tipiche espressamente previste dall’art. 92 c.p.c., comma 2 (4696/19;3977/2020).

Nella fattispecie in esame, la CTR ha omesso ogni valutazione in ordine alla doglianza relativa alla compensazione delle spese con la quale si censurava la tautologicità ed erroneità della motivazione di primo grado che, per le ragioni che precedono, esigeva una pronuncia sugli specifici punti.

Il ricorso va, pertanto, accolto; la sentenza va cassata con rinvio, in ordine alla decisione sulle spese che involge accertamenti di merito, alla CTR della Campania, in diversa composizione, che provvederà anche sulle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di legittimità, alla Commissione Tributaria Regionale della Campania in diversa composizione.

Così deciso in Roma, Camera di consiglio mediante collegamento da remoto, il 19 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 18 giugno 2021

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