Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17467 del 23/07/2010

Cassazione civile sez. VI, 23/07/2010, (ud. 05/07/2010, dep. 23/07/2010), n.17467

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. URBAN Giancarlo – Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul regolamento di competenza d’ufficio proposto dal Tribunale di Torino con

provvedimento R.G. 17387/09 del 27.10.09, depositato il 30.10.09, nel procedimento

pendente fra:

SOCIETA’ REALE MUTUA DI ASSICURAZIONI;

R.L.;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 05/07/2010 dal

Consigliere Relatore Dott. RAFFAELE FRASCA;

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. RUSSO Rosario Giovanni.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

quanto segue:

1. Il Giudice di Pace di Torino, investito dalla Societa’ reale Mutua Assicurazioni nei confronti di R.L., della domanda intesa ad ottenere in rivalsa ai sensi dellaL. n. 990 del 1969, art. 1quanto corrisposto a M.S., nella qualita’ di impresa designata per la Regione Piemonte dal Fondo di Garanzia Vittime della Strada, per i danni materiali e fisici dal medesimo subiti in un sinistro stradale verificatosi nel marzo 2005 e di cui il R. era stato responsabile, dichiarava la propria incompetenza per materia e valore a beneficio del Tribunale di Torino sulla controversia nel presupposto che essa non fosse riconducibile fra quelle di cui all’art. 7 c.p.c., comma 2.

La causa veniva riassunta dinanzi al Tribunale di Torino dall’attrice ed il Tribunale, con ordinanza del 30 ottobre 2009, elevava conflitto di competenza d’ufficio ai sensi dell’art. 45 c.p.c..

Nessuna delle parti ha svolto attivita’ difensiva.

2. Essendo l’istanza di regolamento di competenza soggetta alle disposizioni introdotte dallaL. n. 69 del 2009e prestandosi ad essere decisa con il procedimento di cui all’art. 380 bis c.p.c., e’ stata redatta relazione ai sensi di tale norma, che e’ stata comunicata al Pubblico Ministero presso la Corte.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

quanto segue:

1. Nella relazione ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c.sono state svolte le seguenti testuali considerazioni:

“… 2.- Il ricorso per regolamento di competenza d’ufficio e’ soggetto alle disposizioni introdotte dallaL. n. 69 del 2009e si presta ad essere deciso con il procedimento di cui all’art. 380 bis c.p.c., anziche’ con quello di cui all’art. 380 ter c.p.c., perche’ appare manifestamente fondato.

3. – Preliminarmente va rilevata la tempestivita’ della proposizione del ricorso.

3.1. L’istanza di regolamento di competenza d’ufficio pone la seguente questione di diritto: «se, nel regime di cui allaL. n. 990 del 1969, la controversia avente ad oggetto la domanda di regresso proposta, ai sensi dell’art. 29 di detta legge dall’impresa designata dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada contro il responsabile del danno da circolazione dei veicoli, debba ritenersi compresa nella previsione di competenza per materia e per valore relativa alla cause di risarcimento del danno da circolazione stradale, cui allude l’art. 7 c.p.c., comma 2allorquando il suo valore sia compreso nel limite fissato da tale norma”.

Alla questione, che e’ suscettibile di essere oggetto del potere di cui all’art. 45 c.p.c., per essere la competenza ai sensi dell’art. 7 c.p.c., comma 2, una competenza per materia con limite di valore, sembra dover essere data risposta positiva, perche’, come correttamente rileva il Tribunale di Torino (citando a ragione Cass. sez. un. n. 12014 del 2003), l’azione di regresso in discorso si concreta nell’esercizio da parte dell’impresa designata dello stesso diritto al risarcimento del danno che sarebbe spettato verso il responsabile. Diritto che risulta attribuito dalla legge a detta impresa sulla base di una surrogazione legale ai sensi dell’art. 1203 c.p.c., n. 5. Poiche’ la controversia concerne il risarcimento del danno da circolazione stradale e la surrogazione ha il solo effetto di sostituire al danneggiato quell’impresa, l’oggetto dell’accertamento da compiersi dal giudice investito della domanda non e’ in alcun modo differente da quello che sarebbe stato se il danneggiato avesse agito direttamente nei confronti del responsabile.

Ne’ la particolarita’ costituita dalla necessaria prospettazione, da parte dell’impresa che agisce, della fattispecie di surrogazione sia della sua situazione legittimante soggettiva, cioe’ di quella di impresa designata, sia della sua situazione legittimante oggettiva, cioe’ l’avere risarcito il danneggiato, puo’ avere rilievo per escludere che la controversia rimanga nell’ambito della nozione delle “cause di risarcimento del danno prodotto da circolazione stradale”.

La situazione legittimante sotto questo duplice profilo, infatti, allorquando viene prospettata dall’impresa attrice non e’ essa stessa oggetto di domanda di accertamento, ma viene prospettata solo come fatto costitutivo della legittimazione surrogatoria e, quindi, si presenta inidonea ad incidere sulla competenza.

Il bene della vita di cui si discute e’ e resta identico a quello di cui si sarebbe discusso se l’azione risarcitoria fosse stato esercitata dal danneggiato e, quindi, ricorre certamente, al di la’ della lettera della previsione dell’art. 7, comma 2 riferita ad essa, una piena giustificazione per una lettura estensiva nel senso prospettato.”.

2. Il Collegio condivide le argomentazioni e le conclusioni della relazione, alle quali nulla e’ necessario aggiungere.

E, pertanto, dichiarata la competenza del Giudice di pace di Torino sulla base del seguente principio di diritto: «nel regime di cui allaL. n. 990 del 1969, la controversia avente ad oggetto la domanda di regresso proposta, ai sensi dell’art. 29 di detta legge dall’impresa designata dal Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada contro il responsabile del danno da circolazione dei veicoli, si deve ritenere compresa nella previsione di competenza del giudice di pace per materia con limite di valore relativa alla cause di risarcimento del danno da circolazione stradale, cui allude l’art. 7 c.p.c., comma 2allorquando il suo valore sia compreso nel limite fissato da tale norma.

Il giudizio potra’ riassumersi dalle parti davanti a detto giudice entro mesi sei dal deposito della presente (in termini: Cass. (ord.) n. 17895 del 2007; n. 8024 del 2003).

P.Q.M.

LA CORTE dichiara la competenza del Giudice di pace di Torino. Fissa per la riassunzione termine di mesi sei dal deposito della presente.

Cosi’ deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile, il 5 luglio 2010.

Depositato in Cancelleria il 23 luglio 2010

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