Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17427 del 30/08/2016


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Cassazione civile sez. VI, 30/08/2016, (ud. 15/06/2016, dep. 30/08/2016), n.17427

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. CARACCIOLO Giuseppe – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. FEDERICO Guido – rel. Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15504/2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

N.C., S.R.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 2386/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di FIRENZE SEZIONE DISTACCATA di LIVORNO, depositata il

09/12/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

15/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. GUIDO FEDERICO.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., osserva quanto segue:

L’Agenzia delle Entrate ricorre, con due motivi, per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Toscana – sez. stacc. Livorno, n. 2386/14/14, depositata il 9 dicembre 2014, che, in accoglimento del ricorso dei contribuenti, N.C. e S.R., ha annullato l’avviso di accertamento emesso a loro carico D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38, comma 4 e 5, a seguito di applicazione del c.d. redditometro.

La CTR, in particolare, ha affermato l’invalidità dell’accertamento per inosservanza dell’obbligo, a carico dell’Ufficio, di invitare i contribuenti a comparire personalmente o a mezzo rappresentanti per fornire dati o notizie rilevanti ai fini dell’accertamento.

I contribuenti non hanno svolto nel presente giudizio attività difensiva. Con il primo motivo di ricorso l’Agenzia denunzia la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 38 e 39, nonchè del D.L. n. 78 del 2010, art. 22, in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), censurando la sentenza impugnata per aver affermato l’obbligo dell’Ufficio di invitare i contribuenti a comparire personalmente prima della determinazione sintetica del reddito, ritenendo erroneamente applicabile alla fattispecie in esame la disposizione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39.

Il motivo è fondato e va accolto, con assorbimento del secondo motivo di ricorso.

Conviene premettere che nel caso di specie è pacifico che i contribuenti, in relazione alla dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2005, ebbero a ricevere un questionario, contenente l’invito a produrre documenti e dati utili, cui i contribuenti medesimi diedero seguito con produzione di memoria.

Ciò posto, come questa Corte ha già affermato, l’accertamento dei redditi con metodo sintetico, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 4, nella formulazione applicabile razione temporis, anteriormente all’entrata in vigore del D.L. n. 78 del 2010, non postula, in difetto di ogni previsione al riguardo della norma, che gli elementi e le circostanze di fatto in base ai quali il reddito viene determinato dall’Ufficio siano, in qualsiasi modo, preventivamente contestati al contribuente. (Cass. 7485/2010; Cass. 27076/2009).

Ed invero, solo a seguito delle modifiche introdotte dal D.L. n. 78 del 2010, art. 22, in vigore dal 31 maggio 2010 e che non ha efficacia retroattiva (Cass. 21041/2014), è configurabile l’obbligo di instaurazione preventiva del contradditorio, mediante invito del contribuente a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento e, successivamente, di avviare il procedimento di accertamento con adesione ai sensi del D.Lgs. 19 giugno 1997, n. 218, art. 5.

Va inoltre escluso, in materia di Imposte dirette ed Irap, che sia configurabile un obbligo di generalizzato di instaurazione del contraddittorio per tutti gli accertamenti tributari, al di fuori dei casi specificamente previsti dalla legge (Cass. Ss.Uu. 24823/2015).

PQM

La Corte accoglie il ricorso.

Cassa la sentenza impugnata e rinvia anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio, ad altra sezione della CTR della Toscana.

Così deciso in Roma, il 15 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 30 agosto 2016

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