Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17411 del 13/07/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. VI, 13/07/2017, (ud. 05/05/2017, dep.13/07/2017),  n. 17411

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NAPPI Aniello – Presidente –

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – rel. Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 7967/2016 proposto da:

M.D., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA SISTINA 121,

presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO MONETTI, rappresentato e

difeso dall’avvocato VINCENZO PECORELLA;

– ricorrente –

contro

P.A.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 13569/2015 del TRIBUNALE di NAPOLI, depositata

il 27/10/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 05/05/2017 dal Consigliere Dott. ROSAMARIA DI

VIRGILIO.

La Corte:

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

Con sentenza del 21-27 ottobre 2015, il Tribunale di Napoli ha respinto l’opposizione a precetto proposta da M.D. nei confronti di P.A., rilevando che gli importi precettati(per gli assegni di mantenimento per la figlia non versati) erano relativi agli anni 2007-2011, che era quindi utilizzabile come titolo l’ordinanza presidenziale emessa antecedentemente il 9/1/2007, e non già la successiva sentenza del Tribunale di Napoli del 9/12/2011-18/4/2012, che tra l’altro aveva aumentato ad Euro 600,00 l’importo mensile, e che il ricorrente non aveva provato il versamento di ulteriori importi.

Ricorre il M. sulla base di un unico motivo.

La P. non ha svolto difese.

Il ricorrente ha depositato memoria.

Il Collegio ha disposto la redazione della presente ordinanza nella forma della motivazione semplificata.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

Con l’unico motivo, il ricorrente si duole della violazione dell’art. 111 Cost. e della falsa applicazione degli artt. 156, 474, 479, 480, 708 c.p.c. e art. 189 disp. att. c.p.c., sostenendo che l’ordinanza presidenziale ha cessato i suoi effetti con l’emanazione della sentenza di separazione e che quindi non poteva iniziarsi l’esecuzione senza la previa notifica del titolo esecutivo e del precetto, pur dovendosi quantificare le somme sulla base dell’ordinanza presidenziale.

Il ricorso è inammissibile, atteso che la pronuncia impugnata, resa nel giudizio di opposizione all’esecuzione del provvedimento presidenziale temporaneo ed urgente, deve ritenersi appellabile e non già immediatamente ricorribile per cassazione, in quanto depositata dopo il 4 luglio 2009, data a partire dalla quale l’inciso di cui all’art. 616 c.p.c., u.p., disponente la non impugnabilità della causa, introdotto dalla L. 24 febbraio 2006, n. 52, è stato abrogato dalla L. 18 giugno 2009, n. 69, art. 49, comma 2.

E, come tra le ultime affermato nell’ordinanza del 2/7/2015, n. 13628, ai fini della individuazione del regime di impugnabilità di una sentenza, occorre avere riguardo alla legge processuale in vigore alla data della sua pubblicazione, sicchè le sentenze che abbiano deciso opposizioni all’esecuzione pubblicate nel periodo compreso tra il 1 marzo 2006 ed il 4 luglio 2009 (periodo in cui ha trovato applicazione il regime introdotto dalla L. 24 febbraio 2006, n. 52) sono soggette a ricorso per cassazione e non ad appello qualunque sia stato il contenuto della statuizione oggetto di impugnazione, ivi compresa, dunque, la regolamentazione delle spese di giudizio.

Non si dà pronuncia sulle spese, non essendosi costituita l’intimata.

PQM

 

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, il 5 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 13 luglio 2017

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA