Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17394 del 17/06/2021

Cassazione civile sez. trib., 17/06/2021, (ud. 19/01/2021, dep. 17/06/2021), n.17394

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE MASI Oronzo – Presidente –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – rel. Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. CIRESE Marina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 21402-2012 proposto da:

VIMA SRL, L.C., D.M.A., S.F.,

L.M., B.F. elettivamente domiciliati in ROMA, VIA

COLA DI RIENZO 180, presso lo studio dell’avvocato PAOLO FIORILLI,

rappresentati e difesi dagli avvocati MARCO MICCINESI, FRANCESCO

PISTOLESI;

– ricorrenti –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 94/2011 della COMM. TRIB. REG. TOSCANA,

depositata il 15/07/2011;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio del

19/01/2021 dal Consigliere Dott. FASANO ANNA MARIA.

 

Fatto

RITENUTO

che:

D.M.A., Vima s.r.l., L.M. e L.C. in qualità di eredi di L.A., S.F. e B.F. hanno proposto ricorso per la cassazione della sentenza n. 94/31/2011 della Commissione Tributaria Regionale della Toscana, che aveva accolto l’appello proposto dall’Ufficio avverso la sentenza n. 83/02/2008 della Commissione Tributaria Provinciale di Lucca, che a sua volta aveva accolto integralmente, previa riunione, i ricorsi proposti dai contribuenti avverso l’avviso di liquidazione n. 20071T000898000, relativo all’annualità 2007, notificato agli stessi in qualità di coobbligati in solido. Con memoria del 6 giugno 2019, nelle more del presente giudizio, D.M.A. e B.F., L.C., S.F. hanno comunicato di avere aderito alla definizione della lite ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6. In particolare, D.M.A. riferisce di avere versato, in unica soluzione, l’intero importo dovuto per conseguire la definizione agevolata della controversia, pari all’intero valore della stessa, ossia Euro 634.905. Anche i coobbligati hanno presentato, entro il 31 maggio 2019, la domanda di definizione della lite pendente, indicando, nel riquadro denominato “importo netto dovuto”, un ammontare pari a 0, atteso che, ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 14, la definizione perfezionata dal coobbligato giova in favore degli altri, inclusi quelli per i quali la controversia non sia più pendente. I contribuenti hanno concluso con la richiesta di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6. L’Agenzia delle Entrate, con nota del 28.12.2019, ha comunicato che la Direzione Provinciale di Lucca ha dato atto del perfezionamento della definizione con riferimento all’atto impositivo oggetto della controversia, concludendo perchè sia dichiarata l’estinzione del giudizio con cessazione della materia del contendere, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 46, comma 3.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– D.M.A., B.F., L.C. e S.F. hanno comunicato di avere aderito alla definizione della lite ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, nelle more del presente giudi7io. In particolare, D.M.A. ha provato di avere versato (v. documentazione agli atti), in unica soluzione, l’intero importo dovuto per conseguire la definizione agevolata della controversia, pari ad Euro 634.905. L’Agenzia delle Entrate ha chiesto che sia dichiarata l’estinzione del giudizio in conseguenza di definizione agevolata, riferendo che la Direzione Provinciale di Lucca ha comunicato che, con riferimento alle domande presentate in data 20.5.2019 dai contribuenti, ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, conv. con modificazioni dalla L. n. 136 del 2018 (per la definizione agevolata della controversia tributaria relativa all’avviso di rettifica e liquidazione n. 20071T000898000) la domanda ed il relativo versamento sono risultati regolari, e che pertanto è cessata la materia del contendere;

– Il D.L. cit., art. 6, comma 14, stabilisce che: “la definizione perfezionata dal coobbligato giova in favore degli altri, inclusi quelli per i quali la controversia non sia più pendente, fatte salve le diposizioni del secondo periodo del comma 8”.

– In ragione di siffatti rilievi, va dichiarata l’estinzione del giudizio, essendo cessata la materia del contendere.

– Ai sensi dell’ultimo periodo del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 13, le spese del processo estinto restano a carico della parte che le ha anticipate.

P.Q.M.

La Corte dichiara l’estinzione del giudizio e pone le spese a carico di chi le ha anticipate.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale effettuata da remoto, il 19 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 17 giugno 2021

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