Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17386 del 13/07/2017

Cassazione civile, sez. VI, 13/07/2017, (ud. 12/06/2017, dep.13/07/2017),  n. 17386

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Presidente –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 28638-2016 proposto da:

Sul ricorso per conflitto di competenza, iscritto al n. R.G.

28638/2016 sollevato dal TRIBUNALE DI SIENA con ordinanza in data

20/10/2016, deposita il 18/11/2016 nel procedimento vertente tra il

TRIBUNALE DI SIENA E V.C.;

– ricorrenti –

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 12/06/2017 dal Consigliere Dott. LAMORGESE ANTONIO

PIETRO;

Lette le conclusioni scritte del PM, in persona del Sostituto

Procuratore Generale SOSCIA Cristian che chiede che la Corte di

Cassazione dichiari la competenza del Tribunale di Salerno.

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Premesso che il Tribunale di Salerno, con Decreto del 25 luglio 2016, ha disposto il trasferimento della tutela dell’interdetto legale V.C. presso il Tribunale di Siena, presso il cui circondario egli era domiciliato, in quanto ristretto nel carcere di (OMISSIS);

– che il Tribunale di Siena, con Decreto del 20 ottobre 2016, ha sollevato conflitto negativo di competenza, avendo ritenuto che la competenza doveva invece radicarsi nel circondario del luogo (Salerno) ove l’interdetto aveva avuto l’abituale dimora prima dell’inizio dello stato di detenzione, non risultando alcuna manifestazione di volontà di trasferirla altrove.

Ritenuto che la competenza del giudice tutelare nei confronti del condannato in stato d’interdizione legale – da individuare al momento del passaggio in giudicato della sentenza di condanna e destinato a non subire mutamenti in coincidenza di trasferimenti restrittivi del reo ex art. 5 c.p.c. – si determina sulla base dell’ultima residenza anagrafica anteriore all’instaurazione dello stato detentivo, salvo che risulti provato, in contrario alla presunzione di coincidenza con detta residenza, un diverso domicilio, quale centro dei suoi affari ed interessi, non identificabile però in sè nel luogo in cui è stata eseguita la pena detentiva, che non viene dal medesimo prescelta (Cass. n. 12453/2017, n. 1631/2016);

che, di conseguenza, è competente il Tribunale di Salerno.

PQM

 

La Corte dichiara la competenza del Tribunale di Salerno.

In caso di diffusione del presente provvedimento, omettere le generalità e gli altri dati identificativi.

Così deciso in Roma, il 12 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 13 luglio 2017

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