Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17385 del 23/07/2010

Cassazione civile sez. trib., 23/07/2010, (ud. 14/05/2010, dep. 23/07/2010), n.17385

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ALTIERI Enrico – Presidente –

Dott. BERNARDI Sergio – Consigliere –

Dott. PARMEGGIANI Carlo – Consigliere –

Dott. MELONCELLI Achille – rel. Consigliere –

Dott. BERTUZZI Mario – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

ICA – Imposte comunali affini srl, concessionaria per la riscossione

del Comune di Imola, di seguito “Concessionaria”, in persona del

legale rappresentante in carica, signor G.O.,

rappresentata e difesa dall’avv. Zolezzi Sergio ed elettivamente

domiciliata presso l’avv. Simone Tablo’ in Viale Tiziano 108, Roma;

– ricorrente principale –

contro

RCS Quotidiani spa, di seguito “Societa’”, in persona del legale

rappresentante in carica, signora M.V.,

rappresentata e difesa dall’avv. Elefante Tullio, presso il quale e’

elettivamente domiciliata in Via Nicolo Porpora 9, Roma;

– intimata e controricorrente –

e sul ricorso incidentale rgn 19984/2007, proposto dall:

Societa’, come sopra rappresentata, difesa e domiciliata;

– ricorrente incidentale –

contro

la Concessionaria, come sopra rappresentata, difesa e domiciliata;

– intimata –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale (CTR) di

Bologna 27 giugno 2006, n. 102/13/06, depositata il 10 luglio 2006;

udita la relazione sulla causa svolta nell’udienza pubblica del 14

maggio 2010 dal Cons. Dott. Achille Meloncelli;

udito l’avv. Carmelo Maurizio Sergi, delegato dall’avv. Sergio

Zolezzi, per la Concessionaria;

udito l’avv. Tullio Elefante per la Societa’;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale MATERA

Marcello che ha concluso per il rigetto del ricorso principale e per

l’assorbimento di quello incidentale.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. Gli atti di incoazione del giudizio di legittimita’.

1.1. Il 28 – 30 maggio – 1 giugno 2007 e’ notificato alla Societa’ e al Comune di Imola un ricorso della Concessionaria per la cassazione della sentenza descritta in epigrafe, che ha accolto l’appello della Societa’ contro la sentenza della Commissione tributaria provinciale (CTP) di Bologna n. 552/17/2003, che aveva rigettato il ricorso della Societa’ contro l’avviso di accertamento n. (OMISSIS), dell’imposta di pubblicita’ 2001.

1.2. Il 13 – 14 luglio 2007 e’ notificato alla Concessionaria, ricorrente principale, e al Comune di Imola un documento, proveniente dalla Societa’, incorporante il controricorso al ricorso principale e un ricorso incidentale contro la stessa sentenza impugnata dalla Concessionaria.

2.1 fatti di causa.

I fatti di causa sono i seguenti:

a) il 20 giugno 2001 la Concessionaria notifica alla Societa’ l’avviso di accertamento n. (OMISSIS) dell’imposta di pubblicita’ per il 2001, con il quale si determina il pagamento della somma di L. 33.345.000 per maggiore imposta accertata, L. 66.690.000 come sanzioni per omessa dichiarazione e L. 10.003.500 come sanzioni per omesso versamento; tali somme sono pretese per l’esposizione, nel corso della manifestazione autorizzata dal Comune denominata Motor Fest – Gazzetta dello Sport, svoltasi ad (OMISSIS) nei giorni (OMISSIS), organizzata dalla Srl Cabrini Associati, di messaggi pubblicitari del giornale “La Gazzetta dello Sport”, edito dalla societa’ ricorrente, senza la preventiva autorizzazione ed il pagamento delle relative imposte di pubblicita’;

b) il ricorso della Societa’, che ritiene non dovuta l’imposta in quanto il materiale pubblicitario non sarebbe di sua proprieta’, ma della Cabrini Associati srl, organizzatrice della manifestazione, e’ rigettato dalla CTP;

c) l’appello della Societa’ e’, invece, accolto dalla CTR con la sentenza ora impugnata per cassazione.

3. La motivazione della sentenza impugnata.

La sentenza della CTR, oggetto del ricorso per cassazione, e’, con riguardo ai capi impugnati in sede di legittimita’, cosi’ motivata:

1) in via preliminare:

a) propone appello il contribuente chiedendo preliminarmente che le memorie ed i documenti depositati dalla concessionaria in occasione del primo grado di giudizio siano dichiarati inammissibili perche’ presentati fuori dai termini previsti dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 32 giacche’ il contribuente non ha potuto prendere posizione a propria difesa;

b) per quanto riguarda la richiesta preliminare del contribuente di dichiarare inammissibili le memorie presentate dai Comune fuori dei termini previsti dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 32 e’ da accogliere in quanto le stesse risultano in effetti presentate il 30.06.2003, mentre l’udienza si e’ tenuta il 09.07.2003;

2) per quanto riguarda il merito, le lagnanze dei contribuente devono essere accolte, perche’ dalla documentazione allegata si evince in maniera incontrovertibile che il soggetto passivo dell’imposta era la societa’ Cabrini Associati che ha organizzato l’evento, ha ottenuto il patrocinio del Comune di Imola, ottenendo anche l’esenzione di alcune tasse di concessione, ed ha redatto e presentato la dichiarazione prevista dal D.Lgs. n. 507 del 1992, art. 7 per cui e’ di tutta evidenza che se il Comune in fase di accertamento dell’imposta di pubblicita’ avesse riscontrato delle mancanze, delle anomalie o delle illegittimita’, queste avrebbero dovuto essere notificate in primo luogo al soggetto passivo che disponeva del mezzo attraverso il quale la pubblicita’ veniva diffusa, e cioe’ la societa’ Cabrini Associati, la Rcs Editori Spa e’ ai sensi del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 6, comma 2 unicamente soggetto solidalmente obbligato in caso di mancato pagamento dell’imposta da parte del soggetto passivo titolare del mezzo pubblicitario;

3) la natura della controversia consiglia la compensazione delle spese di giudizio.

4. Il ricorso per cassazione della Concessionaria e’ sostenuto con due motivi d’impugnazione e si conclude con la richiesta che sia cassata la sentenza impugnata, con ogni conseguente statuizione e con vittoria di spese.

5. Il controricorso e il ricorso incidentale condizionato, sostenuto con due motivi d’impugnazione, della Societa’ si concludono con la richiesta di rigetto del ricorso principale o di accoglimento di quello incidentale e dell’adozione di ogni statuizione conseguenziale.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

6. Riunione dei due ricorsi.

I due ricorsi, principale e incidentale, sono previamente riuniti ex art. 335 c.p.c..

7. L’eccezione d’inammissibilita’ del ricorso principale della Concessionaria.

7.1. La Societa’ eccepisce, in via pregiudiziale, l’inammissibilita’ del ricorso principale per omessa impugnazione di autonomi motivi su cui la sentenza denunciata appare fondata.

7.1.2. La resistente ritiene che la CTP abbia rigettato il suo ricorso introduttivo, accogliendo quasi integralmente le motivazioni addotte dalla Concessionaria nella memoria presentata tardivamente in primo grado e che l’annullamento, da parte della CTR, dell’atto impositivo non sia fondato soltanto sull’interpretazione della norma sulla responsabilita’ solidale passiva in materia di imposta sulla pubblicita’, ma anche sulla mancanza di motivazione e, comunque, sulla mancanza di ogni prova giustificativa dell’avviso di accertamento. Poiche’ la Concessionaria avrebbe impugnato soltanto la seconda ratio decidendi della sentenza d’appello, il suo ricorso principale sarebbe inammissibile per carenza di interesse a ricorrere.

7.2. L’eccezione e’ infondata. Infatti, dalla motivazione della sentenza d’appello, che s’e’ riprodotta testualmente nel 3, non risulta in alcun modo che la CTR abbia deciso, in ordine alle memorie presentate dalla Concessionaria in primo grado, su aspetti diversi da quelli della sua tardivita’ e, in particolare, che abbia deciso la controversia, tenendo conto delle ragioni con esse addotte dalla Concessionaria e ponendole a fondamenti autonomi della sua decisione.

Se, poi, ci si domandasse se nella sentenza d’appello si possa intravedere anche una pronuncia implicita sulla validita’ della motivazione dell’avviso di accertamento impugnato, bisognerebbe riconoscere che proprio perche’ la CTR, dopo aver accolto il motivo d’appello relativo all’inammissibilita’ delle memorie di primo grado della Concessionaria, ha proceduto nell’esame del merito della controversia, significa che essa ha ritenuto implicitamente di considerare incensurabile la motivazione dell’avviso di accertamento a prescindere dalle ragioni addotte dalla Concessionaria.

La causa puo’ essere, dunque, esaminata nel merito.

1. Il ricorso principale della Concessionaria.

8. Il primo motivo d’impugnazione.

8.1.1. Il primo motivo d’impugnazione e’ collocato sotto la seguente rubrica: Violazione e/o falsa applicazione del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 6 in relazione a quanto previsto dall’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3).

8.1.2. Con il primo motivo si contesta quella parte della sentenza d’appello che s’e’ qui testualmente riprodotta nel 3.b), sostenendo che la CTR avrebbe erroneamente confuso il concetto di solidarieta’ passiva con il diverso concetto … del beneficio della preventiva escussione del debitore principale. Infatti, la CTR avrebbe indicato quale soggetto passivo dell’imposta … la Societa’ Cabrini ed Associati, facendo leva sul fatto che essa era la organizzatrice della manifestazione ciclistica nel corso della quale sono stati esposti i mezzi pubblicitari poi assoggettati a tassazione.

Considerato che nel D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 6, comma 2 si parla pero’ di corresponsabilita’ solidale di colui che produce, vende o fornisce la merce o i servizi pubblicizzati e che trae quindi un vantaggio finale dall’effettuazione della pubblicita’ …, tenuto conto che la Societa’ e’ la … proprietaria della testata giornalistica “la Gazzetta dello Sport”, a cui i messaggi pubblicitari assoggettati a tassazione si riferiscono, corretto e’ stato il comportamento della Concessionaria di procedere alla richiesta di pagamento dell’imposta nei confronti del soggetto beneficiario del messaggio pubblicitario piuttosto che nei confronti della Cabrini e Associati, proprio in forza della solidarieta’ passiva alla quale fa riferimento l’art. 6, che nel contempo non prevede … alcun beneficio della preventiva escussione nei confronti del debitore principale.

8.1.3. A conclusione della motivazione della censura e’ formulato il seguente quesito di diritto: se … il concetto di solidarieta’ passiva di cui al D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 6 in materia di imposta sulla pubblicita’, preveda o presupponga la sussistenza di un beneficio di preventiva escussione del debitore principale, solidalmente obbligato, o se invece lo escluda, consentendo in questo caso al concessionario per l’accertamento e la riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicita’ di rivolgere le proprie pretese impositive indifferentemente nei confronti dell’obbligato principale, ossia di colui che dispone a qualsiasi titolo del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso, o nei confronti del soggetto solidalmente obbligato, ossia di colui che produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicita’.

8.2. Il motivo e’ fondato.

Il D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 6 nel testo vigente dal 1 gennaio 1994 al 31 dicembre 2004, prevedeva che “1. Soggetto passivo dell’imposta sulla pubblicita’, tenuto al pagamento in via principale, e’ colui che dispone a qualsiasi titolo del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso. 2. E’ solidalmente obbligato al pagamento dell’imposta colui che produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicita’”.

La costante giurisprudenza di questa Corte interpreta le menzionate disposizioni normative nel senso che, in tema di soggetto passivo dell’imposta sulla pubblicita’, ai sensi del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 6 – norma di tenore analogo al previgente del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 639, art. 7 -; accanto a chi dispone del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso, “tenuto al pagamento in via principale”, “e’ solidalmente obbligato al pagamento dell’imposta” colui che produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicita’: una siffatta obbligazione solidale non e’ condizionata all’esistenza di un effettivo rapporto giuridico – economico fra i due soggetti, ne’ alla preventiva escussione dell’obbligato principale. La disciplina non e’ in contrasto con l’art. 53 Cost., giacche’ il principio della capacita’ contributiva non esclude che la legge possa stabilire prestazioni tributarie a carico, oltreche’ del debitore principale, anche di altri soggetti, purche’ non estranei al presupposto d’imposta – costituito dalla diffusione del messaggio pubblicitario -, come sono coloro che, svolgendo l’attivita’ economica oggetto della pubblicita’, da questa traggono immediato e diretto vantaggio; ne’ e’ in contrasto con l’art. 3 Cost., in quanto il “beneficium excussionis” riveste, nelle obbligazioni solidali, carattere eccezionale (cfr. Corte costituzionale, sent. n. 557 del 2000)” (Corte di cassazione 7 aprile 2005, n. . 7314, seguita da: 30 gennaio 2007, n. 1916; 30 ottobre 2009, n. 23007; 18 novembre 2009, n. 24307).

9. Il secondo motivo d’impugnazione.

9.1.1. Il secondo motivo d’impugnazione e’ preannunciato dalla seguente rubrica: “Motivazione contraddittoria sul punto decisivo della controversia, cioe’ sul significato giuridico della solidarieta’ di cui al D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 6 in relazione al disposto di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5).

9.1.2. Secondo la Concessionaria la sentenza sarebbe motivata in modo contraddittorio, perche’ avrebbe accostato in senso assoluto il concetto di solidarieta’ passiva con il beneficio di preventiva escussione del debitore principale, il quale costituirebbe, invece, un’ipotesi di eccezione alla regola generale della solidarieta’ passiva.

9.1.3. A conclusione del motivo non si formula alcun quesito, ne’ di diritto ne’ motivazionale.

9.2. Il motivo e’ inammissibile, per mancanza del quesito conclusivo.

2. Il ricorso incidentale della Societa’.

10. Il primo motivo di ricorso.

10.1.1. Il primo motivo di ricorso e’ prospettato sotto la seguente rubrica: “Ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 4,… violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato di cui all’art. 112 c.p.c. da pare del giudice d’appello.

10.1.2. La Societa’ sostiene che la sentenza d’appello sarebbe viziata da infrapetizione, “perche’, avendo il giudice ad quem dichiarato l’inammissibilita’ delle memorie prodotte dalla Concessionaria in primo grado, costituenti unico supporto motivazionale e probatorio della pretesa impositiva, avrebbe poi dovuto dichiarare espressamente l’illegittimita’ dell’accertamento per carenza di motivazione e mancanza di elementi del tributo accertato.

10.1.3. A conclusione del primo motivo e’ formulato il seguente quesito di diritto: “se la sentenza con cui la CTR dichiara inammissibili le memorie difensive dell’ente impositore, costituenti unico supporto motivazionale e probatorio all’avviso di accertamento debba poi pronunciare espressamente l’illegittimita’ dell’atto impositivo stesso per omessa motivazione e mancanza di prove a sostegno della pretesa tributaria, incorrendo altrimenti in vizio di infrapetizione per violazione dell’art. 112 c.p.c. 10.2. Il motivo e’ inammissibile, perche’, a parte le ragioni gia’ illustrate nel par. 7.2 per mostrare l’infondatezza dell’eccezione d’inammissibilita’ del ricorso principale, risulta chiaramente sia dalla motivazione addotta a sostegno della censura sia, e soprattutto, dal suo conclusivo quesito di diritto che la Societa’ si e’ confezionata una fattispecie controversa diversa da quella che risulta dalla sentenza di primo grado, onde la questione sottoposta all’esame della Corte e’ priva di rilevanza al fine della decisione.

11. Il secondo motivo d’impugnazione.

11.1.1. Il secondo motivo d’impugnazione e’ posto sotto la seguente rubrica: “Ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5… insufficienza e contraddittorieta’ della motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio”.

11.1.2. Secondo la Societa’, “fondandosi la pretesa impositiva …

proprio sulla presunzione che la pubblicita’ fosse abusiva ed eseguita senza la prescritta dichiarazione, la riscontrata presentazione di regolare dichiarazione avrebbe dovuto fare annullare l’atto impositivo al giudice di secondo grado anche per tale specifico profilo. In realta’ nella sentenza non e’ chiaramente comprensibile se il disposto annullamento dell’atto impositivo derivi anche dalle considerazioni espresse dal giudice, nella parte motiva del suo provvedimento, in ordine alla accertata presentazione di una regolare dichiarazione da parte della contribuente. … Siccome la circostanza dell’avvenuta presentazione di regolare dichiarazione e’ da sola sufficiente a tacciare di legittimita’ ed infondatezza l’avviso di accertamento che proprio tale dichiarazione riteneva omessa, l’annullamento dell’atto impositivo avrebbe dovuto essere fatta discendere direttamente e chiaramente da tale circostanza. Ecco perche’, si ritiene, sotto tale profilo la sentenza di appello potrebbe apparire viziata per contraddittorieta’ ed insufficienza di motivazione”.

11.1.3. Il motivo non si conclude con la formulazione di alcun quesito motivazionale.

11.2. Il motivo e’ inammissibile per la mancata formulazione del quesito motivazionale.

12, Conclusioni.

12.1. Le precedenti considerazioni comportano l’accoglimento del primo motivo del ricorso principale, il cui secondo motivo e’ inammissibile, il rigetto del ricorso incidentale e la cassazione della sentenza impugnata in relazione al motivo accolto.

Inoltre, poiche’, per la risoluzione della controversia, non si richiede alcun altro accertamento di fatto, la causa puo’ essere decisa nel merito, ex art. 384 c.p.c. con il rigetto del ricorso introduttivo della Societa’.

12.2. Considerato l’altalenante andamento della controversia dinanzi alle Commissioni tributarie, si compensano le spese di giudizio dei gradi merito. Le spese processuali relative al giudizio di cassazione seguono la soccombenza e sono liquidate nella misura indicata nel dispositivo.

P.Q.M.

LA CORTE riunisce i ricorsi, accoglie il primo motivo del ricorso principale, inammissibile il secondo motivo e rigettato il ricorso incidentale, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo della Societa’.

Compensate le spese processuale relative ai gradi di merito, quelle relative al giudizio di cassazione sono poste a carico della Societa’ resistente e ricorrente incidentale per Euro 4.700,00 (quattromila settecento/00), di cui Euro 200,00 (duecento/00) per esborsi, oltre al contributo unificato, alle spese generali e agli accessori di legge.

Cosi’ deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 14 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 23 luglio 2010

 

 

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