Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17379 del 13/07/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 13/07/2017, (ud. 23/05/2017, dep.13/07/2017),  n. 17379

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – rel. Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15262-2016 proposto da:

S.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI

DARDANELLI 46, presso lo studio dell’avvocato MAURIZIO SPINELLA,

rappresentato e difeso dall’avvocato UGO LUCIANO CELESTINO;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende ope

legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 654/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della CALABRIA, depositata il 06/05/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 23/05/2017 dal Consigliere Dott. MOCCI MAURO.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che la Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c., delibera di procedere con motivazione semplificata;

che S.A. propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Calabria che aveva parzialmente accolto l’appello dell’Agenzia delle Entrate contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Cosenza. Quest’ultima, a sua volta, aveva accolto l’impugnazione del contribuente avverso un avviso di liquidazione imposta di registro, in relazione ad un atto del 2007;

che, mediante la decisione impugnata, la CTR ha affermato come, all’esito di una CTU all’uopo disposta, il valore del bene trasferito alla data dell’atto registrato fosse pari ad Euro 210.515,22, trattandosi di terreno legalmente edificabile, ma privo del requisito dell’edificabilità;

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il ricorso è affidato ad un unico motivo;

che il ricorrente denuncia insufficienza e contraddittorietà della motivazione in relazione alla valutazione di fatti rilevanti ai fini della decisione, nonchè vizio di motivazione su un punto decisivo della controversia, ex art. 360 c.p.c., n. 5: la CTR avrebbe fondato il proprio convincimento sugli esiti della CTU, limitandosi a richiamarne il contenuto, senza fornire alcuna valida motivazione e senza dare conto delle obiezioni formulate alla CTU da parte del ricorrente, sulla scorta di argomenti proposti dalla consulenza di parte;

che l’Agenzia delle Entrate si è costituita con controricorso;

che il motivo è inammissibile;

che la riformulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, deve essere interpretata, alla luce dei canoni ermeneutici dettati dall’art. 12 Prell., come riduzione al “minimo costituzionale” del sindacato di legittimità sulla motivazione. Pertanto, è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motivazionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sè, purchè il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce nella “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione (Sez. U, n. 8053 del 07/04/2014);

che, nella specie, la CTR, sia pur succintamente, ha spiegato le ragioni di adesione alle conclusioni del CTU, sicchè il motivo si traduce in una richiesta di nuovo esame della situazione di fatto, già valutata dal giudice di merito;

che al rigetto del ricorso segue la condanna del ricorrente alla rifusione delle spese processuali in favore della controricorrente, nella misura indicata in dispositivo;

che, ai sensi dal D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, va dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.

PQM

 

La Corte rigetta il ricorso.

Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida, a favore della controricorrente, in Euro 1.000, oltre alle spese prenotate a debito.

Ai sensi dal D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Motivazione Semplificata.

Così deciso in Roma, il 23 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 13 luglio 2017

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